(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di rischio assoluto, la riduzione è invece risultata direttamente proporzionale al livello del rischio cardiovascolare globale dei soggetti trattati, crescendo al crescere del rischio stesso.


Il vantaggio del trattamento ipocolesterolemizzante sembra estendersi ai soggetti con qualunque livello di rischio cardiovascolare globale, ed in particolare ad alcuni sottogruppi di specifico interesse, come i diabetici ed i soggetti con malattia cardiovascolare documentata. Nei pazienti ipertesi, a qualunque livello di rischio cardiovascolare globale, il trattamento concomitante con statine e farmaci antipertensivi induce un’ampia riduzione del rischio coronarico e cardiovascolare.

Il trattamento di soggetti di età giovanile o relativamente giovanile (<50 anni di età) può essere penalizzato da criteri legati al livello del rischio cardiovascolare globale. Tale parametro, infatti, è in genere di livello basso nelle prime decadi della vita, nonostante sia in queste decadi che si sviluppano ed evolvono le lesioni anatomiche (placche) che potranno indurre, successivamente, un danno d’organo irreversibile.

Alcune linee-guida, per ovviare a questo problema, suggeriscono di “proiettare” il livello di rischio globale del paziente considerato all’età di 60 anni; certamente è opportuno ricordare che gli interventi di correzione dello stile di vita possono e debbono essere attivati, fin dalle prime decadi di età, anche in assenza di livelli significativamente aumentati di rischio cardiovascolare globale.

Non esistono dimostrazioni chiare di differenze nell'azione preventiva dei vari farmaci ipocolesterolemizzanti e delle varie statine, al di là di quelle derivanti dalla loro differente efficacia nel ridurre la colesterolemia totale ed LDL. L'esatto ruolo clinico della capacità di alcune di queste molecole di aumentare i livelli della colesterolemia HDL e di ridurre i livelli dei trigliceridi plasmatici, così come dei cosiddetti effetti "pleiotropici" delle statine (probabilmente in larga parte mediati dalla riduzione della colesterolemia), è infatti ancora da definire con chiarezza.

Alla luce delle evidenze disponibili, le statine possono essere considerate una “classe omogenea” per quanto concerne il loro meccanismo d’azione; la scelta della statina da impiegare nel singolo paziente può essere operativamente guidata dai seguenti criteri:

1- differenze nell’efficacia ipocolesterolemizzante delle molecole considerate, tenendo conto dell’obiettivo terapeutico definito nel paziente in esame

2- profilo di sicurezza delle molecole impiegate, anche alla luce del possibile sviluppo di interazioni farmacologiche con altri farmaci somministrati al paziente in esame

3- disponibilità, per la molecola in esame, di studi di intervento con end-point clinici


Le considerazioni sopra esposte trovano conferma e supporto nelle più recenti ed autorevoli linee guida internazionali relative alla prevenzione coronarica, e specificamente nella recente revisione delle linee guida dell’ATP-III, che, alla luce dei risultati dei più recenti trial clinici controllati nell’area della prevenzione cardiovascolare legata alla riduzione della colesterolemia, ha rivisto in modo significativo le indicazioni precedentemente rese pubbliche, spostandole (seppure per ora solamente come “opzione terapeutica”) verso una maggiore aggressività nei riguardi della colesterolemia totale ed LDL, e proponendo un obiettivo terapeutico di 70 mg/dL per la colesterolemia LDL limitatamente ai pazienti a rischio particolarmente elevato. Questa visione è supportata anche da ulteriori evidenze cliniche e sperimentali pubblicate successivamente alla revisione dell’ATP-III stesso.

Gli strumenti terapeutici attualmente disponibili (statine, fibrati, bloccanti dell’assorbimento del colesterolo e loro combinazioni), permettono di raggiungere, nella maggior parte dei pazienti, gli obiettivi fissati dalle linee guida. E’ in particolare opportuno sottolineare che le evidenze disponibili tendono ad escludere, sulla base di considerazioni di varia natura, la possibilità che riduzioni anche molto ampie della colesterolemia possano causare problemi specifici (aumento del rischio di ictus emorragico, di neoplasie ecc.).


Sembrano raccomandabili le seguenti linee generali di gestione operativa della colesterolemia:


1. Il controllo della colesterolemia totale ed LDL rappresenta uno degli interventi di meglio documentata efficacia nella prevenzione cardiovascolare.

2. La gestione clinica della colesterolemia stessa deve essere flessibile e modulata in base al rischio cardiovascolare globale del paziente considerato.

3. Al crescere del rischio cardiovascolare globale, in particolare, la strategia di controllo della colesterolemia dovrà essere caratterizzata da maggiore aggressività, prevedendo un inizio della terapia, sia farmacologica che non farmacologica, per valori più bassi della colesterolemia totale ed LDL.

4. Gli effetti aggiuntivi dei trattamenti ipocolesterolemizzanti su altri parametri lipidici, o su altri determinanti del rischio vascolare, pur se di ovvio interesse teorico, non appaiono attualmente di efficacia documentata nel ridurre il rischio vascolare e non dovrebbero pertanto influenzare la scelta di un farmaco o di un trattamento rispetto ad un altro.

5. Il trattamento deve mirare a raggiungere valori progressivamente più bassi della colesterolemia LDL al crescere del rischio cardiovascolare globale; un impiego oculato degli strumenti farmacologici disponibili (anche in associazione) può permettere di raggiungere tali obiettivi in una notevole percentuale dei pazienti.

12/09/2016 Riccardo Antinori


Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai le notizie più importanti.

Notizie correlate

Colesterolo, la terapia a dose fissa fa risparmiare

  • Colesterolo, la terapia a dose fissa fa risparmiare Oltre 100 milioni di euro in meno se adottata
    (Leggi)


Aterosclerosi delle gambe, Covid ha rallentato le diagnosi

  • Aterosclerosi delle gambe, Covid ha rallentato le diagnosi I pazienti arrivano dal medico con malattia in fase avanzata
    (Leggi)


Aterosclerosi, troppo poche le prescrizioni di PCSK9

  • Aterosclerosi, troppo poche le prescrizioni di PCSK9 Migliaia di decessi per le principali patologie si possono evitare
    (Leggi)


Le placche aterosclerotiche dialogano con il cervello

  • Le placche aterosclerotiche dialogano con il cervello Intervenire sugli impulsi nervosi per combattere l’aterosclerosi
    (Leggi)


Scoperto nuovo meccanismo di sviluppo dell’aterosclerosi

  • Scoperto nuovo meccanismo di sviluppo dell’aterosclerosi Studio italiano pone le basi per nuove possibili terapie
    (Leggi)


Mangiare piano per ridurre il colesterolo

  • Mangiare piano per ridurre il colesterolo Masticare bene ogni boccone ridimensiona il rischio
    (Leggi)


C’è un nuovo colesterolo cattivo

  • C’è un nuovo colesterolo cattivo Si chiama Lipoproteina (a) e viene spesso trascurato
    (Leggi)


L’effetto delle noci sul colesterolo

  • L’effetto delle noci sul colesterolo Mezza tazza al giorno sarebbe sufficiente a ridurne i livelli
    (Leggi)


Malattie cardiovascolari, 2 su 10 non si curano

  • Malattie cardiovascolari, 2 su 10 non si curano Nessuna terapia ipolipemizzante secondo uno studio su quasi 10mila pazienti
    (Leggi)


Trattamento combinato per abbattere il colesterolo

  • Trattamento combinato per abbattere il colesterolo Statine ed ezetimibe per la terapia ipolipemizzante
    (Leggi)


Ridurre il colesterolo con l'acido bempedoico

  • Ridurre il colesterolo con l'acido bempedoico Nuova opzione terapeutica per abbassarne i livelli
    (Leggi)


Il ruolo dei PCSK9 in caso di colesterolo alto

  • Il ruolo dei PCSK9 in caso di colesterolo alto Gli inibitori riducono i livelli di colesterolo nei pazienti cardiopatici
    (Leggi)


Un vaccino per il colesterolo

  • Un vaccino per il colesterolo Due iniezioni all'anno per dimezzarne i livelli
    (Leggi)


Infarto, evolocumab efficace nei pazienti ad alto rischio

  • Infarto, evolocumab efficace nei pazienti ad alto rischio Il farmaco non compromette la capacità cognitiva del paziente
    (Leggi)


Il colesterolo fa male anche se è troppo basso

La soia riduce il colesterolo

  • La soia riduce il colesterolo Metanalisi conferma i benefici derivanti dall’assunzione del vegetale
    (Leggi)


Aterosclerosi ko grazie al gene dei centenari

  • Possibile nuova terapia contro le malattie cardiovascolari
    (Leggi)


Sindrome coronarica acuta, efficace alirocumab

  • Sindrome coronarica acuta, efficace alirocumab L’inibitore della Pcsk9 riduce il numero dei decessi
    (Leggi)


Colesterolo alto, non solo statine

Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante