L’utilizzo del padiglione auricolare a fini terapeutici è descritto fin dai tempi più remoti e si ritrova nel corso dei secoli, da Ippocrate a Valsalva, da Colla a Borelli.
Inizialmente si trattava di una pratica medica empirica, spesso praticata da guaritori o da frati, finchè nella seconda metà del Novecento, un medico francese fu incuriosito dalla fama di una guaritrice, tale Madame Barrin.
Frotte di pazienti affetti da sciatalgia giungevano da tutta la Francia per incontrare la donna, che praticava a tutti una piccola cauterizzazione, in una precisa zona dell’orecchio, ottenendo una miracolosa guarigione.
Paul Nogier, questo il nome del medico, decise di sperimentare il metodo e ben presto si rese conto di poter ottenere il medesimo risultato utilizzando un ago. Intuendo la possibilità di estendere la terapia ad altre patologie approfondì le sue ricerche giungendo a formulare ...
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