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alla 1° pagina..) successivi all’intervento si è rivelata un indicatore chiave per determinare la eventuale necessità di terapie adiuvanti e il rischio di recidiva. Questa scoperta apre la strada a un approccio innovativo, consentendo interventi tempestivi e personalizzati grazie a un semplice esame del sangue.
Ogni anno, in Italia, vengono diagnosticati circa 10.000 nuovi casi di tumore testa-collo. Se in passato i principali fattori di rischio erano il fumo e l’alcol, oggi l’HPV sta emergendo come una delle cause più rilevanti, con un aumento dell’incidenza del 31%, soprattutto tra i giovani. Questo tipo di tumore supera persino il carcinoma della cervice uterina associato allo stesso virus. Le recidive locali e le metastasi si verificano nel 50% dei casi, influenzando negativamente la prognosi. Tuttavia, la biopsia liquida si sta affermando come un potente strumento diagnostico, con una precisione superiore rispetto alle tecniche tradizionali, come RMN, TAC e PET-TC.
L’ unità di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale dell’Istituto Regina Elena, diretta da Raul Pellini, è centro di eccellenza in Italia per il trattamento dei tumori testa-colla e occupa il primo posto nazionale per numero di interventi chirurgici eseguiti secondo il Programma Nazionale Esiti dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS). L’Istituto dispone di tre piattaforme chirurgiche robotiche tradizionali e di una piattaforma Single-Port. L’introduzione della chirurgia mininvasiva robotica ha rivoluzionato il trattamento della malattia garantendo elevati standard di qualità e precisione. Inoltre, il dipartimento ospita un esclusivo programma di ricerca sui tumori testa-collo, che coinvolge ricercatori di base, traslazionali e clinici, insieme a oncologi, radioterapisti, patologi, laringologi e specialisti in terapia del linguaggio e della deglutizione. Questo team è impegnato nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche, con l’obiettivo di migliorare la gestione clinica e gli esiti per i pazienti.
“La biopsia liquida – afferma Raul Pellini – rappresenta uno strumento centrale nel trattamento dei tumori orofaringei HPV correlati. Questo test consente una diagnosi precoce e in alcuni casi, può essere utilizzato come test di screening. Inoltre, nei pazienti già trattati, permette di personalizzare le terapie post-operatorie e intervenire tempestivamente in caso di recidiva”.
“In particolare – aggiunge Giovanni Blandino, Direttore Scientifico ff IRE – la saliva potrebbe rappresentare un fluido altamente sensibile e predittivo per individuare cellule tumorali residue, grazie alla sua vicinanza anatomica con le lesioni. Nell’ambito della biopsia liquida, sarà quindi fondamentale considerare il sito del tumore primario e analizzare il fluido corporeo più prossimo alla malattia”.
“L’Istituto – conclude Livio De Angelis, Direttore Generale IFO – continua a essere un punto di riferimento nella lotta ai tumori testa-collo, combinando ricerca, innovazione tecnologica e cure personalizzate per offrire ai pazienti le migliori opportunità di guarigione”.
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26/03/2025 Andrea Sperelli
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