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È quanto emerge da un’indagine promossa da Found!, condotta su circa 1600 italiani, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni, realizzato con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate, per scoprire quale rapporto hanno gli italiani con la temutissima prova costume.
Secondo lo psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano: “La prova costume è un tormentone in questo periodo e, almeno per qualche secondo, attraversa i pensieri di tutti. Per molti rimane un pensiero passeggero, per altri c’è il rischio invece che diventi motivo di forte disagio, una rimuginazione su cui la mente s’inceppa, una potenziale causa d’intensa ansia. Talvolta la preoccupazione per la propria immagine corporea può diventare una vera e propria malattia. A tutti piacerebbe essere perfettamente in forma, questo desiderio lo potremmo definire sano, la parte più complicata sta nell’accettare le proprie imperfezioni. La nostra società si basa molto sull'apparenza, l'estetica è un biglietto da visita della persona anche a livello psicologico. Sarebbe bello però che la prova costume fosse un tramite per prendersi cura del nostro corpo in modo sano, rispettandolo e non stressandolo”.
Tanto odiata quanto temuta, la prova costume viene affrontata dagli italiani con diverse modalità. Il 53% delle persone affronta questo ostacolo servendosi semplicemente di una dieta, mentre il 43% vede la soluzione nell’aumento dell’attività fisica e il 37% ricorre alla consulenza di uno specialista nutrizionista o di un personal trainer. Il 35% riduce nel quotidiano le porzioni dei pasti, ma non vuole sentir parlare di dieta, mentre il 28% decide di affiancare dieta e movimento, in un giusto equilibrio. Ma quanto tempo impiegano gli italiani a prepararsi? Il 24% identifica nella Pasqua la soglia ideale per iniziare a cambiare la propria routine. L’11% dichiara di iniziare due mesi prima, il 17% un mese prima, il 5% nelle due settimane precedenti, solo una settimana per il 18%. Un 21% dichiara di mantenersi in forma tutto l’anno, mentre un 4% inizia con la fine dell’inverno.
Ma perché gli italiani vogliono arrivare pronti alla prova costume? Il 69% desidera sentirsi meglio con se stesso, mentre il 52% crede che un aspetto fisico migliore permetta di sentirsi più sicuri di sé insieme agli altri. Un numero minore, il 24%, si prepara per abitudine, come una sorta di rituale, mentre il 46% lo fa per combattere le proprie insicurezze. Il 42% vuole essere al meglio della forma per evitare le critiche degli altri, mentre un 21% lo fa perché spera di incontrare l’anima gemella.
“In molti non troveranno l’equilibrio con il proprio corpo – prosegue il dott. Cucchi – C’è chi svilupperà una specie di ossessione per la palestra, il cibo e la linea, dimagrendo senza però riuscire a essere felice del risultato, e chi, pur non riuscendo per costanza a ottenere risultati, sarà profondamente in tensione e ansia per il giudizio degli altri. Questo problema è ancora più forte nel nostro Paese, la patria della moda: gli italiani hanno un innato senso del gusto e dell'estetica e per questo sono molto più attenti al proprio aspetto. I soggetti che riusciranno ad affrontare meglio la prova costume sono quelli che posseggono un elevato livello di autostima, un'indole poco rivolta al perfezionismo, con basse aspettative di apparire in qualche modo speciali”.
Ecco i consigli del dott. Cucchi per vincere la sfida con la prova costume:

ROMPI GLI SCHEMI
Non attribuire troppa importanza al canone di peso e forma che sembra esserci imposto è fondamentale per affrontare con serenità la prova costume senza perdere il controllo.

MEDITA SUGLI OBBIETTIVI
Spesso vengono presentati canoni estetici fuori dalla portata della maggior parte delle persone: è molto importante fissare un obbiettivo raggiungibile e non ambire a ciò che verosimilmente non è possibile realizzare.

RIDI DI TE
Riuscire a essere ironici e prendersi un po' gioco di se stessi aiuta a non abbattersi e a tenere alto il morale durante gli allenamenti o mentre si rinuncia a un piatto succulento servito a tavola.

AMMETTI I TUOI DIFETTI
Ammettere di avere un difetto paradossalmente rende molto forti, non vulnerabili, e permette di sentirsi davvero sicuri, proprio come quella sicurezza che si desidera raggiungere grazie alla perdita di peso.

LA “REMISE EN FORME” NON E’ TUTTO
E’ bene considerare che gli altri non noteranno soltanto il peso e non ci giudicheranno unicamente per la taglia dei pantaloni; le persone vengono colpite anche dal modo di essere, non solo dall’aspetto estetico.

PUNTA SULL’AUTOSTIMA
Il peso perfetto è una trappola, più l’obbiettivo sarà vicino, più ci si sentirà vulnerabili e insicuri, perché è tutto un problema di autostima e non di oggettività. La sicurezza è l'atteggiamento delle persone che sanno di non essere perfette e non si sentono per questo sbagliate.

LA PERFEZIONE NON ESISTE
Chi delega al canone perfetto la propria felicità è condannato a sentirsi rivedibile e finisce per non piacere nemmeno agli altri. Abbandoniamo l’idea di essere perfetti e godiamoci il nostro corpo.

CONCEDERSI DEL TEMPO
L’abitudine di organizzare il nostro rapporto con il cibo è andata persa. Oggi capita spesso di decidere all’ultimo momento cosa mangeremo, sulla base della fame, e questo ci porta a ingrassare. È importante invece programmare i pasti per bilanciare naturalmente la dieta.

MANGIARE CON LA TESTA
Riempirsi la pancia per uno stato d’animo particolare non significa che sia giusto soffocare i problemi in una vaschetta di gelato al cioccolato: non va dimenticata l’importantissima dimensione emotiva dello stare a tavola.

LO SPORT E’ DIVERTIMENTO, NESSUNA IMPOSIZIONE
L’attività fisica non serve solo a perdere peso, ma soprattutto a vivere un’esperienza positiva. È necessario riscoprire la bellezza della fatica in sé, non come obiettivo per bruciare calorie ma come sfida con se stessi.
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Notizie specifiche su: costume, stress, ansia, 20/05/2015 Andrea Sperelli


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