(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) partenza: «Arrivare a una stimolazione della produzione di collagene e a una riattivazione delle funzioni cellulari di tutto lo strato cutaneo; solo così la nostra pelle può riacquisire luminosità e compattezza, riducendo di conseguenza i segni del tempo, quali macchie e piccole rughe, e gli effetti di stili di vita non corretti», sottolinea la dottoressa. «Ogni percorso deve essere personalizzato sulla base delle caratteristiche della propria pelle e del grado di photoaging».
Tre i livelli di intervento. «Nelle situazioni lievi, dove si hanno perdita di luminosità, piccole macchie e rughe sottili, partiamo dal peeling: una leggera esfoliazione per togliere le cellule morte e uniformare l’incarnato», continua. «Serve anche come base per trattamenti successivi perché predispone in modo soft la pelle a una stimolazione più profonda». Indicato anche il needling che «va a stimolare la produzione di collagene attraverso un manipolo dotato di sottilissimi aghi. È uno strumento particolarmente versatile che può essere modulato per pelli anche più sensibili di viso, collo e décolleté». Biorivitalizzazioni e biostimolanti invece «vanno a restituire idratazione profonda».
Con un photoaging più accentuato, ovvero davanti a una maggiore presenza di macchie e una moderata perdita di tono delle pelle con un rilassamento iniziale, la strada principe è quella delle onde d’urto, tra i trattamenti più efficaci per la riattivazione delle funzioni cellulari: «Agiscono direttamente sul metabolismo cellulare: hanno un effetto rigenerativo importante e permettono di restituire tonicità alla pelle e di mantenerla più sana nel tempo», spiega la specialista. Utili anche il needling più intenso e gli ultrasuoni focalizzati che si basano sulla tecnologia Hifu: «Qui è possibile agire in profondità per una ridensificazione del derma e ottenendo un aumento del tono dei tessuti, quindi un effetto lifting sull’area trattata. Per le macchie, la luce pulsata».
A fronte di una situazione più marcata, con rughe profonde, macchie e cedimenti consolidati, i trattamenti devono essere un po’ più incisivi. «Quindi, meglio ricorrere come primo approccio al laser frazionato che, oltre alla produzione di collagene, attenuta anche le macchie, elimina le piccole rughe e riduce quelle più profonde migliorando globalmente la texture cutanea. Proseguire poi con un percorso di mantenimento con onde d’urto o ultrasuoni focalizzati».
Valgono sempre le raccomandazioni di seguire uno stile di vita corretto, ponendo attenzione all’alimentazione. «A tavola, meglio scegliere prodotti con le vitamine A, C ed E», osserva Gilardino. La prima agisce sullo strato profondo dell’epidermide inducendo una rapida moltiplicazione delle cellule e si trova nelle carote, nelle verdure a foglia verde e nei frutti di colore arancione; la vitamina C, essenziale per la sintesi del collagene, si trova negli agrumi, nei kiwi e nell’ananas; la vitamina E, invece, importante per mantenere l’idratazione dei tessuti oltre che antiossidante, è presente, tra gli altri, negli spinaci, negli asparagi e nei cereali integrali. «Inoltre, rispettare i tre cardini: pulizia, idratazione e protezione dal sole».
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15/10/2019 Andrea Sperelli


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