(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) del colesterolo, anche contrastare l'infiammazione riduce il rischio per i pazienti di malattie cardiovascolari e forse anche di tumore al polmone».
Per quanto riguarda evolocumab, 2 sottoanalisi dello studio Fourier di Amgen dimostrano l’efficacia e la sicurezza del prodotto. La prima, condotta su 26mila pazienti, rivela una relazione statisticamente significativa fra i bassi livelli di colesterolo Ldl e minori tassi di eventi cardiovascolari in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica consolidata.
I pazienti sono stati divisi in 5 sottogruppi a seconda dei livelli di colesterolo Ldl raggiunti alla quarta settimana rispetto al basale. La riduzione progressiva del livello di Ldl si accompagnava a una diminuzione speculare del rischio di eventi cardiaci.
«Per i pazienti che hanno già sperimentato un evento, come infarto o ictus, questa analisi conferma che l'abbassamento intensivo di C-Ldl fornito da evolocumab aiuta i pazienti a ridurre il rischio di un altro evento cardiovascolare», ha affermato Sean E. Harper, vicepresidente di Amgen.
La seconda analisi ha coinvolto invece circa 5000 pazienti con storia pregressa di ictus. Anche in questo caso, l’abbassamento dei livelli di colesterolo Ldl grazie a evolocumab ha significato la riduzione del rischio di eventi cardiovascolari.
Il Congresso ha anche offerto l’opportunità di verificare i risultati dello studio Tides-Acs, basato sul confronto fra uno stent rivestito in titanio-ossido nitrico (TiNO) e uno stent di tipo Ees nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta (Sca).
Secondo Pim Tonino, cardiologo interventista presso il Centro Cardiologico Catharina di Eindhoven, i risultati dello studio mostrano la non inferiorità dello
stent con rivestimento TiNO «rispetto a uno dei migliori stent a rilascio di Everolimus, tra i più utilizzati nella cardiologia interventistica di oggi».
Il tasso di eventi avversi cardiaci gravi è risultato del 6,3% nei pazienti con stent rivestiti in TiNO e del 7% in quelli con Ees.
«Sulla base dei risultati ottenuti, si può sostenere senz'altro che l'utilizzo di stent bioattivi rivestiti in TiNO sia una valida alternativa agli stent a rilascio di farmaco nelle Sca. Il nostro auspicio è che gli stent basati su questa tecnologia bioattiva siano
presi in considerazione dalle commissioni che stabiliranno le prossime Linee Guida, considerandole come un'alternativa fattibile e valida per l'angioplastica coronarica nei pazienti con Sca», ha commentato Pasi Karjalainen del Centro Cardiologico del Satakunta Central Hospital di Pori, in Finlandia.

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05/09/2017 Andrea Sperelli


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