(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di 1.357 partecipanti.
«Dalla successiva analisi è emerso che, valutando i risultati a 6 mesi, le Lcd erano associate a tassi più elevati di remissione del diabete rispetto alle diete di controllo», scrivono i ricercatori.
8 studi avevano segnalato una remissione del diabete a 6 mesi dall’inizio della dieta. Nello specifico, definendo la remissione come raggiungimento di valore di HbA1c inferiori a 6,5% indipendentemente dalla terapia in corso, la Lcd aumenta le remissioni in 32 casi ogni 100 pazienti seguiti.
«Non sono stati rilevati effetti dannosi significativi sui fattori di rischio cardiovascolare a fronte di una tendenza all'aumento delle lipoproteine a bassa densità osservato a 12 mesi», riprende il ricercatore.
Una buona aderenza alla dieta aumenta il calo ponderale, riduce l’uso dei farmaci e migliora i valori dei trigliceridi a 6 mesi.
«Tuttavia la maggior parte dei benefici diminuisce in modo significativo dopo 12 mesi, in modo coerente con le precedenti metanalisi», dice Goldenberg. I risultati, secondo lo scienziato, evidenziano l’efficacia del ricorso a una Lcd per un breve periodo nella gestione del diabete di tipo 2, eventualmente adottando specifiche strategie farmacologiche.
Alle stesse conclusioni è giunto anche uno studio presentato al congresso dell’Associazione americana di diabetologia (Ada).
Più di un terzo dei pazienti (36%) che hanno partecipato allo studio affrontando un programma di controllo del peso ha beneficiato della remissione della malattia.
"Le persone con diabete 2 possono avere una scelta e la malattia non è una sentenza a vita", afferma il co-autore della ricerca Roy Taylor, professore di Medicina e metabolismo alla Newcastle University in Gran Bretagna. "Il diabete di tipo 2 è dunque una condizione reversibile e la remissione può essere ottenuta e mantenuta".
Un altro studio britannico ha dimostrato la validità di una dieta a base di liquidi per il trattamento del diabete di tipo 2. La sperimentazione dei ricercatori delle università di Newcastle e di Glasgow ha coinvolto 298 soggetti affetti da diabete, sottoponendoli per 5 mesi a un regime alimentare a base di frullati ipocalorici e minestre.
I dati apparsi su Lancet dimostrano che quasi la metà dei volontari ha ottenuto una riduzione del peso corporeo di 15 chili e una normalizzazione dei livelli di glicemia.
Durante la giornata, i soggetti dovevano consumare 4 pasti liquidi, basati su bustine da sciogliere in acqua che si trasformavano in minestre o frullati con un introito di circa 200 calorie e una corretta composizione dei nutrienti. Una volta perso peso, i dietologi britannici hanno reintrodotto i cibi solidi.
I dati indicano che il 46% dei pazienti è guarito dal diabete, una percentuale che nel caso si fossero persi almeno 15 chili arrivava all’86%. I medici segnalano però il fatto che se si riprende peso, il diabete torna a colpire l’organismo.
Il grasso che si accumula attorno al pancreas, infatti, provoca stress cellulare e conseguente difficoltà nel controllo dei livelli di zucchero e nella produzione di insulina. Se si libera del grasso in eccesso, il pancreas ritorna a funzionare correttamente.

Fonte: British Medical Journal
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30/04/2021 Andrea Piccoli


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