(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) post-partum.
Michael Weitzman, professore di Pediatria e Medicina Ambientale, e i suoi co-autori hanno identificato, per la prima volta, in un campione ampio e rappresentativo a livello nazionale un aumento dell’incidenza di problemi di salute mentale nei bambini i cui padri avevano presentato sintomi depressivi. In questo lavoro si evidenziano problemi emotivi e/o comportamentali nel 6% dei bambini con una madre o un padre depressi, nel 15% di quelli con un padre, nel 20% di quelli con una madre, e il 25% dei bambini sia con una madre e un padre con sintomi depressivi.
"Mentre il ritrovamento di aumento dei tassi di problemi di salute mentale tra i bambini i cui padri avevano sintomi depressivi non era sorprendente nel nostro precedente studio, il fatto che studi precedenti su larga scala non avessero indagato la questione è davvero notevole, così come la constatazione che ciascun dei quattro gruppi di bambini con una madre e/o un padre con sintomi di depressione abbiano problemi di salute mentale", ha detto Weitzman.
I risultati sottolineano, dice l’autore, "l'urgente necessità di riconoscere il ruolo dei padri nella vita dei bambini e delle famiglie nella formulazione delle politiche pubbliche adeguate, di esplorare più approfonditamente i modi con cui la salute mentale dei padri influenza la salute dei bambini, in modo da individuare e trattare efficacemente i padri depressi o affetti da altri problemi di salute mentale. Un primo passo è quello di individuare quali sono i padri a rischio per la depressione, che è la ragione principale per cui abbiamo intrapreso questo studio".
La povertà, avere un bambino con bisogni speciali di assistenza sanitaria, la disoccupazione dei padri sono di gran lunga i fattori predittivi di sintomi depressivi.
Il fenomeno che in inglese coincide con l'espressione “baby blues”, ovvero la depressione post-partum, non riguarda quindi solo le donne, ma anche i papà.
Il primo tra gli studi, del Medical Research Council di Londra e pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, ha analizzato i dati di quasi 87.000 famiglie fra il 1993 e il 2007, giungendo alla conclusione che il tasso di depressione era del 7,53 per cento l'anno fra le donne e del 2,69 fra gli uomini. Il periodo più rischioso è quello relativo al primo anno di vita del bambino. I ricercatori inglesi sottolineano la maggior probabilità di incappare in una depressione post-partum per quei genitori che hanno difficoltà economiche e di inserimento sociale e per le coppie giovani.
Un'altra ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of the American Medical Association, traccia un bilancio più ottimista: solo un neo-papà su dieci soffrirebbe infatti di depressione prima e dopo il parto.
La percentuale si fa però preoccupante passati i primi 12 mesi di vita, quando a mostrare disagio è un uomo su 4. Lo studio, realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Eastern Virginia Medical School, evidenzia i sintomi più comuni di cui soffrono i nuovi papà, i quali non sono determinati da scompensi ormonali come nel caso delle donne, ma probabilmente costituiscono la risposta a pressioni psicologiche derivanti dalle responsabilità nei confronti del nuovo arrivato e dal timore di uno scadimento del rapporto con la propria partner.
Rientrano naturalmente fra le cause scatenanti anche le notti insonni e i carichi di lavoro, domestico ed extradomestico, a cui devono sottoporsi gli uomini durante le prime settimane successive alla nascita. A conferma della specificità dei sintomi, la percentuale degli uomini depressi fra chi ha appena avuto un bambino è nettamente superiore – il doppio – rispetto alla media.
Per arrivare alle loro conclusioni, gli scienziati statunitensi hanno ripercorso e rianalizzato i dati di 43 studi precedenti, che hanno coinvolto nel complesso circa 28 mila persone. Sulla base dei risultati emersi, i ricercatori invitano a prestare attenzione ai sintomi depressivi paterni, non solo per la salute del papà, ma anche perché si potrebbe determinare una situazione di disagio che potrebbe avere un effetto negativo sullo sviluppo del bambino.
Leggi altre informazioni
25/07/2018 Andrea Sperelli


Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante