(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) GPR120 stimola le cellule adipose ad aumentare di numero per immagazzinare il grasso in eccesso, che altrimenti finirebbe nel fegato e nelle arterie.
Nella sperimentazione, i ricercatori hanno analizzato il comportamento di topi privi della proteina GPR120, nutrendoli fin dalla nascita con una dieta ricca di grassi. Raffaella Buzzetti, docente di Endocrinologia alla Sapienza di Roma, spiega: “fin dalle prime settimane di vita, questi topi hanno sviluppato obesità, intolleranza al glucosio e insulino-resistenza (le anticamere del diabete) oltre al cosiddetto fegato grasso, cioè la steatosi epatica".
Sulla base di queste risultanze, i ricercatori hanno analizzato il Dna di circa 7 mila obesi, confrontandolo con altri 7 mila soggetti senza problemi di peso, individuando una mutazione genetica che sembra alterare la struttura della proteina GPR120, aumentando del 60 per cento il rischio di obesità.
“In futuro - spiega Raffaella Buzzetti - potremo valutare il Dna di ciascun paziente per impostare un programma di prevenzione, oppure potremo mettere a punto un farmaco che agisce sul recettore alterato, ma per il momento è ancora troppo presto per fare previsioni. Essere portatori di questa mutazione, tuttavia, non significa diventare per forza obesi: molto dipende anche dall'alimentazione che scegliamo di adottare".
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20/02/2012 Andrea Piccoli


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