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alla 1° pagina..) regolare il funzionamento metabolico delle cellule leucemiche. Questi marcatori possono diventare nuovi bersagli per la terapia e strumenti per mappare sempre meglio e con maggiore precisione la malattia dei nostri pazienti in tutte le fasi del loro percorso terapeutico”.
Ma non solo. “Con questa ricerca – aggiunge il Dott. Dorian Forte, ricercatore del gruppo - mostriamo un potenziale approccio diagnostico non invasivo. Poiché lo studio delle vescicole può essere fatto con un semplice prelievo di sangue periferico, la cosiddetta biopsia liquida, possiamo ottenere tutte queste informazioni senza sottoporre i nostri pazienti al prelievo di midollo osseo”.
«Al momento, la ricerca rimane a una fase preclinica, nel senso che non siamo propriamente nel letto del malato, ma con la possibilità di traslare le informazioni acquisite proprio per farle agire lì», cioè dove il malato soffre. In ogni caso, tiene a sottolineare Curti, «è importante sottolineare che le terapie, quelle nuove, innovative e vincenti, sono sempre quelle che nascono dalle osservazioni biologiche e quindi dai laboratori».
Anche con questo lavoro l’Ematologia dell’IRCCS prosegue nell’impegno per la ricerca sulla leucemia mieloide acuta, una malattia molto aggressiva per cui al Sant’Orsola ogni anno vengono diagnosticati circa 100 nuovi casi. Gli studi dell’IRCCS su questa patologia si concentrano sia sullo sviluppo di terapie innovative che sulla caratterizzazione biologica della malattia con l’obiettivo di conoscerla meglio per combatterla con più precisione.
Le possibili implicazioni dello studio sotto il profilo diagnostico e terapeutico dimostrano come l’IRCCS, centro di riferimento nazionale per queste patologie, voglia concentrare l’impegno dei ricercatori per agire in modo mirato e a basso impatto sulla vita dei pazienti, per combattere questa patologia del sangue in modo sempre più preciso ed efficace.
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01/04/2025 Andrea Sperelli
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