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alla 1° pagina..) vede più come prima”. La soluzione più comune è chirurgica, e si tratta della blefaroplastica, l’intervento più praticato per correggere palpebre cadenti e borse sotto gli occhi. Rimane però l’annoso problema del tear trough, cioè quella depressione a forma di falce, a volte pigmentata, che si determina al di sotto del rigonfiamento delle borse, dove si trova il muscolo orbicolare dell’occhio. A volte è un problema indipendente dagli altri, e si tratta in modo isolato, mentre a volte è il completamento ideale proprio per la blefaroplastica, che non agisce significativamente sul tear trough».
Da oltre dieci anni Teoxane ha sviluppato il primo e unico filler dermico a base di acido ialuronico specifico per la correzione del tear trough: si tratta di Redensity 2 che, spiega il Prof. Sito, «riempie i solchi sotto oculari ma allo stesso tempo, grazie alle sue caratteristiche uniche non gonfia e non crea edema».
La procedura rientra a pieno titolo nei cosiddetti “lunch time treatment”, particolarmente apprezzati da chi ha una vita lavorativa piena, come tipico dei pazienti uomini 45-60enni che sono i più frequenti destinatari di questo trattamento. Dura 15 minuti e una volta terminato si può immediatamente tornare alle normali attività (compreso lavorare al computer). Grazie alle caratteristiche del filler e alla piccolissima quantità necessaria, l’unico effetto indesiderato, comunque poco frequente, può essere un’ecchimosi che si risolve da sé in pochi giorni e i risultati durano 8-12 mesi.
Il desiderio delle donne: un lifting “non chirurgico” per aprire e levigare lo sguardo
Borse sotto gli occhi e lassità cutanea nella zona di guance e palpebre sono le problematiche della zona periorbitaria che più di frequente le pazienti donne sottopongono al medico estetico. Grazie alle proprietà dei filler Teoxane di ultima generazione, per trattare questo tipo di inestetismi è stato possibile mettere a punto una tecnica unica nel suo genere: si chiama G-Point Lift e l’ha ideata il chirurgo oculoplastico Francesco Bernardini, facendo scuola in Italia e nel mondo.
«Si tratta di un approccio “chirurgico” nell’uso dei filler che ha l’azione non di riempire una mancanza di volume, ma di sollevare i tessuti – spiega Bernardini –. Individuato un punto preciso chiamato G-Point, si sfruttano le caratteristiche fisiche di un filler ad alta densità, come Ultradeep o RHA 4 di Teoxane, iniettandone una piccolissima “pallina” che serve a dare supporto strutturale alla palpebra inferiore, con un effetto lifting. Il trattamento viene completato con un filler molto delicato per la palpebra inferiore, come Redensity 2 di Teoxane specifico per questa regione del volto, lavorando sulle transizioni per dare un “effetto Photoshop”, che leviga e rifinisce». Negli ultimi anni il dottor Bernardini ha trattato con successo centinaia di pazienti utilizzando la tecnica G-Point Lift, con risultati eccellenti in termini di soddisfazione e assenza di effetti indesiderati. Il trattamento dura circa 30 minuti, la paziente non sente dolore, il rischio di ecchimosi è minimo e il recupero immediato. I risultati rimangono visibili almeno per un anno.
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09/05/2024 Andrea Sperelli
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