(2° pagina) (Torna
alla 1° pagina..) non ci fosse più nulla da fare. Sono emersi miglioramenti anche nei pazienti con scarsi punteggi alle scale di valutazione e una prognosi sfavorevole.
Chi poi all’arruolamento conservava un certo grado di funzione motoria distale, cioè usava meglio le mani, ha avuto un vantaggio ancora maggiore.
Anche gli esami di imaging cerebrale hanno segnalato un miglioramento nelle aree motorie chiave dopo la stimolazione.
L’aspetto interessante è che la DBS sembra ottenere risultati anche al di là delle cosiddette golden hours, cioè quel breve lasso di tempo dopo la crisi in cui, secondo il protocollo, è necessario agire per tentare di arginare i danni prodotti dall’ictus al paziente.
«Questo trattamento sembra migliorare i processi di adattamento e di recupero da danno ischemico cerebrale attraverso il fenomeno della neuroplasticità che può essere risvegliata anche molto tempo dopo l’evento acuto - commenta Mauro Silvestrini, Presidente della Facoltà di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Italian Stroke Association - Il buon risultato ottenuto dovrà essere confermato su gruppi più ampi di pazienti ma, ancora una volta, dimostra l’importanza di trattarli per periodi anche lunghi al fine di promuoverne il recupero e va sottolineata l’importanza di approcci non invasivi e in particolare della riabilitazione».
Notizie specifiche su:
ictus,
stimolazione,
cervello,
02/10/2023 Andrea Sperelli
|
Puoi
fare una domanda agli specialisti del forum
e iscriverti alla newsletter,
riceverai le notizie più importanti. |
Uno studio ha analizzato i dati di oltre 1 milione di persone
Un ceppo di streptococco è associato a una prognosi peggiore
Un semplice accorgimento alimentare per abbattere la mortalità
Essenziale modificare gli stili di vita scorretti
Le temperature torride associate a un rischio maggiore
Un ragazzo bilingue torna a esprimersi grazie a un dispositivo intelligente
L’intervento sembra promettente anche se il campione è piccolo
Vanno considerati anche fattori non convenzionali
Non servono sforzi importanti per ridurre le probabilità della malattia
Le ondate di calore estremo hanno effetti sulla salute
Effetto causale indipendente dall’indice di massa corporea
Una nuova terapia potrebbe migliorare gli esiti nel periodo post-acuto
Evenienza più frequente di quanto si pensi
Monitora l’utilizzo delle braccia dei pazienti che hanno subito l’attacco
I danni provocati possono essere contenuti
Ictus ischemico meno probabile grazie ai farmaci
Caldo e afa possono scatenare l’ictus in persone predisposte
Per le donne anche un rischio maggiore di infarto
Individuata una sottopopolazione responsabile del danno ischemico