(2° pagina) (Torna
alla 1° pagina..) previsto. Com’era prevedibile, c’è un nesso diretto fra il ricevere atti di gentilezza e la sensazione di benessere psicofisico. Ma l’effetto positivo è presente anche quando i protagonisti del gesto gentile siamo noi verso gli altri.
«Ovviamente, qui si parla di medie matematiche, ma non bisogna assolutamente credere che le persone meno estroverse non possano giovarsi di comportamenti accorti verso gli altri», precisano gli autori della ricerca.
Lo studio evidenzia anche quali sono i luoghi in cui è più facile trovare espressioni di gentilezza. In cima all’elenco c’è la casa, seguita dai luoghi di cura, dal posto di lavoro, dagli spazi verdi pubblici e dai negozi. I luoghi meno adatti a osservare gesti gentili sono invece la strada, i mezzi di trasporto pubblici e Internet.
«Ovviamente si è trattato di un test autocompilato», riconoscono gli autori della ricerca, «per cui esiste la possibilità che le donne e le persone religiose si siano sentite in dovere di fare affermazioni in tal senso, anche se studi precedenti hanno dimostrato che in genere le persone sono abbastanza affidabili nel giudicare il proprio livello di gentilezza».
Notizie specifiche su:
gentilezza,
benessere,
salute,
08/04/2025 Andrea Sperelli
|
Puoi
fare una domanda agli specialisti del forum
e iscriverti alla newsletter,
riceverai le notizie più importanti. |
Alterazioni neurofisiologiche legate a iperprotezione dei genitori
Il suo uso può compromettere la qualità della relazione
Effetti positivi sulla salute di chi compie gesti gentili
L’inquinamento dato dal fumo degli incendi aumenta i rischi
Una cattiva qualità del sonno predispone alle teorie cospiratorie
Necessario ripristinarlo per ottenere una perdita di peso
Punteggi più bassi per i ragazzi che aprono profili troppo presto
Differenza di genere nella fase intermedia della vita in termini di loquacità
C’entrano la mancanza di pause e il calo di dopamina
Noia, ansia e depressione le conseguenze di un utilizzo prolungato
Studio analizza l’eredità lasciata dallo tsunami del 2004
Dopo tanti giorni di festa ricominciare la routine può essere difficile
Eccessivo il carico mentale soprattutto per le madri
Il malessere che emerge in tanti a Natale
Fenomeno consolidato in seguito alla pandemia
La chiave è nell’infiammazione di basso grado
Chi segue una routine nell’addormentamento ha un controllo emotivo migliore
Le ricerche online negative contribuiscono ad aggravare la condizione
Consentono di prevedere la velocità di progressione della malattia