(2° pagina) (Torna
alla 1° pagina..) documentano la presenza di neuroni danneggiati e contenenti il virus particolarmente concentrati nel bulbo o midollo allungato. Contestualmente abbiamo osservato una notevole attivazione delle cellule gliali che indica una risposta infiammatoria legata all’infezione. Il dato di estremo interesse è la presenza del virus Sars-CoV-2 nelle fibre del nervo vago che connettono appunto il bulbo al polmone”.
Tommaso Bocci, ricercatore della Clinica Neurologica, aggiunge che “le aree cerebrali del bulbo dove abbiamo trovato le alterazioni maggiori sono quelle che contengono i nuclei di controllo della respirazione e una fitta rete di cellule nervose nota come formazione reticolare. Avevamo ipotizzato un danno a livello della formazione reticolare nel bulbo in un precedente studio pubblicato qualche settimana fa che documentava una funzione anormale della formazione reticolare bulbare e questi dati anatomopatologici ne danno una conferma anatomica”.
Questa ricerca è basata su una importante collaborazione interdisciplinare che caratterizza il Polo Universitario San Paolo. Sono stati esaminati i tessuti prelevati da due pazienti deceduti per forme gravi di COVID-19 e i dati sono stati confrontati con quelli prelevati da due soggetti deceduti per altre patologie ma senza COVID-19.
Davide Chiumello, Direttore della Rianimazione, aggiunge che “fin dai primi casi gravi di COVID-19 osservavamo delle alterazioni respiratorie che non erano giustificabili solo dalle alterazioni dovute alla polmonite. I pazienti presentavano delle pause respiratorie seguite da respirazioni ripetute ma che alteravano comunque il trasporto di ossigeno attraverso i polmoni. La nostra ricerca inoltre documenta la presenza del virus nel nervo vago e dimostra una nuova modalità di diffusione del virus lungo il “filo” di fibre nervose che connette il cervello con il polmone aggiungendo una tessera importante al mosaico della fisiopatologia e di questa malattia”.
Leggi altre informazioni
Notizie specifiche su:
Covid,
virus,
cervello,
21/05/2021 Andrea Sperelli
|
Puoi
fare una domanda agli specialisti del forum
e iscriverti alla newsletter,
riceverai le notizie più importanti. |
L’intervallo fra primer e booster è un fattore determinante
Offre una protezione completa dall’infezione
Una malattia diventata ormai endemica
Il ruolo dei biofilm e nuove terapie contro la malattia
I casi acuti devono essere gestiti in ambiente ospedaliero
Identificate nuove varianti genetiche associate al rischio
La gestione dei pazienti sottoposti a trapianto di midollo
L’anticorpo si dimostra efficace in uno studio real world
Dalla lotta alla resistenza agli antibiotici ai robot batterici
Esempio di Best Practice nella sorveglianza ospedaliera
Approvato il vaccino anti-pneumococcico CAPVAXIVE
La tecnica utilizzata per evadere la risposta immunitaria
Un patobloccante potrebbe contrastare l’infezione
Rileva con precisione la proteina Spike di Sars-CoV-2
Sembra migliorare l’efficacia della bedaquilina
I risultati di ensitrelvir come profilassi post-esposizione
Utilizza lo stesso recettore di Sars-CoV-2
Per alcuni batteri la mortalità è arrivata al 40 per cento
Molto contagioso, il virus causa sintomi gastrointestinali