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I sintomi principali sono bruciore e difficoltà di deglutizione. A essere colpiti sono soprattutto i soggetti più deboli. Il fungo appare molto resistente anche nell’ambiente. È stato infatti trovato anche sulle attrezzature degli ospedali e sulla pelle dei pazienti.
I fattori di rischio sono gli interventi chirurgici, l’impiego di antibiotici e antimicotici ad ampio spettro, l’uso di cateteri venosi centrali.
In caso di infezione, è necessario l’isolamento del paziente e un’estrema attenzione alla pulizia dell’ambiente, da ottenere con prodotti a base di cloro e vapori di perossido di idrogeno. Raccomandata anche la decontaminazione cutanea con prodotti a base di clorexidina.
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10/04/2019 Andrea Piccoli
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