(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) i muscoli, causando la progressiva paralisi della muscolatura volontaria. Ad oggi, non sono disponibili terapie in grado di contrastare efficacemente la progressione della malattia”, spiega la professoressa Fumagalli. “Inoltre, studi recenti hanno dimostrato che la degenerazione dei motoneuroni nella SLA è strettamente associata a una disfunzione precoce delle cellule gliali, le cellule non neuronali del sistema nervoso fondamentali per il corretto funzionamento dei neuroni. Queste includono gli oligodendrociti, che avvolgono e proteggono i processi neuronali con la guaina mielinica, e microglia e astrociti, che regolano finemente l’attività e la plasticità neuronale”.
“Nella malattia si osservano una perdita precoce di oligodendrociti mielinizzanti e un difetto nel differenziamento dei loro precursori, unitamente ad alterazioni di microglia e astrociti, che sostengono la neuroinfiammazione che accompagna la progressione della malattia”, continua Tiziana Bonifacino. “Contrastare le alterazioni a carico delle cellule gliali può quindi proteggere i motoneuroni dalla degenerazione e rallentare il decorso della patologia”.
Utilizzando il modello murino con mutazione SOD1G93A che riproduce le principali manifestazioni cliniche della patologia, lo studio dimostra che la somministrazione di montelukast a partire dall’insorgenza dei primi sintomi, induce un miglioramento significativo della sopravvivenza e delle funzioni motorie dei modelli murini di sesso femminile rispetto ai controlli, mentre il miglioramento non è osservabile nel sesso maschile. Ciò si traduce in un rallentamento significativo della progressione della malattia e in un miglioramento delle abilità motorie.
“L’interesse verso montelukast deriva da una serie di studi condotti in precedenza nel nostro laboratorio, che ne avevano dimostrato una funzione protettiva nei confronti di altri modelli neurodegenerativi,” approfondisce Maria Pia Abbracchio, responsabile del laboratorio di Farmacologia Cellulare e Molecolare della Trasmissione purinergica dell’Università degli Studi di Milano. Più nello specifico, uno studio precedente, svolto dallo stesso team di ricerca, grazie a un primo progetto pilota finanziato da AriSLA, aveva evidenziato la capacità del farmaco di ripristinare la corretta maturazione di precursori degli oligodendrociti agendo sui recettori GPR17, in un modello in vitro recante la mutazione SOD1G93A.
Su queste basi, nello studio appena pubblicato i ricercatori hanno anche indagato i meccanismi molecolari alla base degli effetti protettivi osservati nei modelli murini femmina che presentavano la mutazione SOD1G93A, dopo la somministrazione del farmaco. “Nel midollo spinale degli animali di sesso femminile, montelukast è in grado di ripristinare la maturazione degli oligodendrociti a cellule mielinizzanti e di contrastare la risposta infiammatoria dannosa di microglia e astrociti, indirizzandoli verso un profilo rigenerativo”, spiega Stefano Raffaele, assegnista di ricerca dell’Università degli Studi di Milano, primo autore dello studio. “Questo contribuirebbe a creare un ambiente locale permissivo nel midollo spinale, favorendo i processi riparativi e preservando l’integrità dei motoneuroni”.
“I risultati appena pubblicati ci incoraggiano ad ampliare gli studi dell’efficacia di montelukast in modelli sperimentali umani di SLA, come gli organoidi, modelli cellulari tridimensionali, che consentirebbero di applicare un approccio di medicina personalizzata e di precisione, fondamentale per meglio indagare i meccanismi di variabilità individuale della malattia e di risposta al farmaco, che tenga conto anche delle differenze di sesso”, conclude Marta Fumagalli.
Notizie specifiche su: Montelukast, sla, farmaco, 28/05/2024 Arturo Bandini


Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai le notizie più importanti.

Notizie correlate

Il lupus si può addomesticare

  • Il lupus si può addomesticare Diagnosi precoce e nuovi farmaci per tenerlo sotto controllo
    (Leggi)


Alzheimer e Sla, due biomarcatori in comune

  • Alzheimer e Sla, due biomarcatori in comune P-tau 181 e p-tau-217 caratterizzano le due malattie
    (Leggi)


Una cura per la malattia di Castleman

  • Una cura per la malattia di Castleman L'Intelligenza Artificiale aiuta a trovare il migliore anticorpo
    (Leggi)


Un nuovo marcatore per la Sla

  • Un nuovo marcatore per la Sla Coinvolta GDF15, la proteina che riduce l’appetito
    (Leggi)


Un test del sangue per diagnosticare la Sla

  • Un test del sangue per diagnosticare la Sla Analisi basata sulle sequenze di microRna
    (Leggi)


I metalli nel sangue aumentano il rischio di Sla

  • I metalli nel sangue aumentano il rischio di Sla Livelli elevati di alcuni metalli associati a un maggior rischio della malattia
    (Leggi)


La stimolazione cerebrale contro la Sla

Sclerosi sistemica, nuova terapia con Car-T

  • Sclerosi sistemica, nuova terapia con Car-T Studio suggerisce l’utilità del nuovo trattamento
    (Leggi)


Nuova terapia per la Sla

  • Nuova terapia per la Sla Efficace una molecola sperimentata contro la leucemia
    (Leggi)


Nuovo approccio contro la Sla

  • Nuovo approccio contro la Sla Un farmaco antiasmatico potrebbe essere efficace
    (Leggi)


Sla, alla base un retrovirus?

  • Sla, alla base un retrovirus? La sua riattivazione potrebbe scatenare la malattia
    (Leggi)


Sla, ropinirolo la ritarda

  • Sla, ropinirolo la ritarda Il farmaco rallenta la progressione della malattia
    (Leggi)


Nuova terapia per il lupus eritematoso sistemico

  • Nuova terapia per il lupus eritematoso sistemico Nuove frontiere nella lotta contro le malattie autoimmuni
    (Leggi)


Le malattie reumatiche dopo il Covid

  • Le malattie reumatiche dopo il Covid Più frequenti gli episodi di malattie infiammatorie autoimmuni
    (Leggi)


Un batterio favorisce il lupus

  • Un batterio favorisce il lupus R. gnavus è correlato alle sue riacutizzazioni
    (Leggi)


Sla, alla ricerca di nuovi biomarcatori

  • Sla, alla ricerca di nuovi biomarcatori Coinvolto il metabolismo del colesterolo
    (Leggi)


Una cura per la sindrome da attivazione macrofagica

Studiare l’invecchiamento per colpire la Sla

  • Studiare l’invecchiamento per colpire la Sla Studio evidenzia una base molecolare comune
    (Leggi)


Inebilizumab per la neuromielite ottica

  • Inebilizumab per la neuromielite ottica Riduce gli attacchi correlati alla malattia
    (Leggi)