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alla 1° pagina..) di 66 anni. «Attualmente ELSA dispone di nove ondate di dati completi e di una decima in fase di raccolta», spiegano i ricercatori.
I ricercatori hanno valutato memoria e fluidità verbale, scoprendo che la presenza in casa di un animale domestico è associata a un tasso più lento di declino dei due parametri.
«I dati raccolti dimostrano che vivere da soli è un elemento significativo in termini di peggioramento cognitivo, e che la presenza di un cane o di un gatto sembra rallentarlo», riprende Li. I dati sembrano coincidere anche nel gruppo degli anziani che vivono in compagnia di amici o familiari, il che suggerisce che almeno in questo caso la presenza dell’animale domestico svolga una funzione succedanea rispetto a quella di altri esseri umani.
Fonte: JAMA Network Open 2023. Doi: 10.1001/jamanetworkopen.2023.49241
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25/01/2024 Andrea Piccoli
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