(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) a lento assorbimento se paragonato a quello dei cereali comunemente utilizzati nella formulazione di prodotti gluten-free. "I risultati ottenuti sono molto promettenti", aggiunge Francesco Masoero, direttore dell'Istituto di Scienze degli alimenti e della nutrizione. "Abbiamo formulato paste alimentari senza glutine (utilizzando come basi farine di riso e/o di teff) impiegando varie combinazioni di particolari varietà di fagiolo comune, al fine di ottenere una serie di prodotti legati alla tradizione mediterranea, ma compatibili con le abitudini alimentari dei pazienti celiaci. I dati mostrano come l'inclusione di farina di fagiolo possa ridurre notevolmente l'indice glicemico della pasta (con abbassamento nell'ordine del 30-40%), senza però modificare le principali caratteristiche tecnologiche del prodotto".
I ricercatori si sono serviti della farina di fagiolo, ottenendo prodotti che resistono di più alla cottura e dal gusto e dal profumo eccellenti. I ricercatori stanno lavorando anche ad altri prodotti seguendo questo procedimento, in particolare cracker e biscotti.
"Ci sono già aziende interessate alla produzione su larga scala di questi alimenti - conclude Giuberti - il prossimo passo sarà quello di valutare definitivamente l'efficacia 'dimagrante' di questi prodotti su persone affette da celiachia, per confermare i risultati eccellenti ottenuti in laboratorio".
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13/02/2015 Andrea Piccoli


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