(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) superati i limiti delle tradizionali tecniche doppler, consentendo di misurare con precisione gli indici di deformazione del miocardio durante l’attività contrattile.
Inoltre, i medici hanno misurato i parametri biochimici, fra cui il metabolismo lipidico e glucidico. Dai risultati è emerso che, rispetto ai non obesi, la pressione arteriosa, il colesterolo Ldl-C e la glicemia erano più alti, mentre il colesterolo Hdl è notevolmente ridotto.
“Ma l’aspetto più interessante è che, rispetto ai controlli, gli obesi hanno non solo le camere cardiache destre e sinistre più ampie, ma anche le pareti miocardiche più spesse e, di conseguenza, una maggiore massa ventricolare sinistra”, spiega il prof. Manger. La misura dell'eiezione del ventricolo sinistro era sovrapponibile nei due gruppi, ma negli obesi la velocità ematica sistolica di picco era inferiore. Gli indici di deformazione miocardica circonferenziale e longitudinale erano associati all’obesità in modo significativo e indipendente da eventuali fattori di confondimento.
Conclude il ricercatore: “servono ulteriori studi per verificare se queste alterazioni sono reversibili con la perdita di peso, e per determinarne il valore predittivo sul rischio di cardiopatie future”.
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24/11/2014 Andrea Piccoli


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