(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) dei tumori primitivi e di quelli secondari documentati fra il 1998 e il 2010 negli adolescenti e nei giovani adulti che provenivano nell'archivio dati dell'American College of Surgeons National Cancer Database.
“Dei 41.062 casi registrati, 1.349 (il 3,3%) avevano avuto un tumore maligno precedente, e rispetto ai casi di tumore tiroideo primitivo, quelli secondari avevano maggiori probabilità di essere più piccoli, più aggressivi e di presentarsi a focolai multipli”, spiega la prof.ssa Goldfarb. Secondo i dati, i pazienti affetti da carcinoma tiroideo secondario mostravano un rischio 6,6 volte maggiore di morire rispetto ai pazienti colpiti da cancro primitivo. La sopravvivenza legata alla giusta terapia è ottima in entrambi i casi, circa il 95 per cento.
“Con questi risultati si spera di stimolare la ricerca futura per verificare se ci sono cause biologiche, ambientali o correlate al trattamento che possano giustificare le differenze di sopravvivenza tra neoplasie tiroidee primitive e secondarie”, conclude Goldfarb.
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05/03/2014 Andrea Sperelli


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