A oggi il glioblastoma rimane, tra i tumori cerebrali nell'adulto, la forma più aggressiva e maggiormente resistente alle terapie. La scarsa efficacia delle opzioni terapeutiche disponibili è dovuta alle caratteristiche biologiche proprie del microambiente di questo tumore. L'ampia eterogeneità cellulare, la forte ipossia, cioè la carenza di ossigeno, e l'immunosoppressione rendono inefficienti anche gli approcci terapeutici più recenti.
Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Cancer Discovery che ha visto la partecipazione del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza, ha svelato il meccanismo con cui i neutrofili esprimenti il recettore per la transferrina (CD71) modificano il loro metabolismo in corrispondenza delle aree tumorali ipossiche. Il cambiamento metabolico di queste cellule potenzia la loro capacità immunosoppressoria, facilitando di conseguenza la ...
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