(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) integrati indistruttibili e dalle dimensioni sottilissime.
In questo caso, questa sua qualità viene sfruttata dai ricercatori inglesi per produrre un preservativo che consenta all'uomo di non avvertire la presenza di una barriera fra il proprio organo e i genitali femminili. Inoltre, il grafene ha un'altra proprietà interessante da questo punto di vista, cioè trasmette il calore, che in caso di rapporto sessuale si trasforma facilmente in piacere.
Aravind Vijayaraghavan, il coordinatore della ricerca, spiega: “attualmente si immagina di usare il grafene per i display degli smartphone, per l’imballaggio alimentare e la creazione di sensori chimici. Se il nostro progetto avrà successo, potremmo avere un uso per il grafene che toccherà la nostra vita quotidiana in modo, letteralmente, più intimo”.
Sono diversi i progetti di ricerca sui preservativi. La stessa Fondazione Gates ne ha finanziati alcuni, come Rapidom in Sudafrica. In questo caso si punta sulla facilità d'uso, in quanto appena aperta la bustina il profilattico risulta già pronto per essere indossato, senza bisogno di srotolarlo.
Una ricerca dell'Università di Boston, invece, mira alla creazione di un rivestimento di nanoparticelle idrofile che intrappolano una sottile pellicola di acqua per far sì che l'attrito venga ridotto e si riducano quasi a zero le possibilità di tagli e rotture.
Tutti tentativi che promettono di far entrare anche il preservativo nel futuro.
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25/11/2013 Andrea Piccoli


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