(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di 4 secondi, nella CCSVI il tempo è sempre più lungo e spesso supera i 6 secondi);
2) - che l'angioplastica venosa è efficace solo in una minoranza di pazienti con grave flusso ritardato (SDF).
Alcuni ricercatori dell'Università di Catania, coordinati dal prof. Pierfrancesco Veroux, hanno indagato su un protocollo con venografia con catetere esaminatore indipendente, che potrebbe venire utilizzato per diagnosticare in modo attendibile le anomalie di deflusso venoso nei pazienti con sclerosi multipla (SM) e insufficienza venosa cronica cerebrospinale e per determinare se l'angioplastica venosa sia efficace nel trattamento di queste anomalie. Questo è un altro importante aspetto dello studio catanese: l’applicazione di un nuovo metodo diagnostico standardizzato, che faciliterà l’interpretazione del test e il controllo del risultato dopo procedure endovascolari per CCSVI.
Sono stati sottoposti ad ecocolordoppler e a venografia con catetere delle vene giugulari interne un totale di 313 pazienti con SM e 12 con malattia renale in fase terminale, per valutare il tempo medio di clearance (transito) del mezzo di contrasto. Nei pazienti con anomalie di deflusso venoso, è stata eseguita un'angioplastica delle vene giugulari interne.
Un valore di 4 secondi del tempo medio di completo deflusso dalla vena del mezzo di contrasto, discriminava con elevata specificità e sensibilità i soggetti con SM e anomalie di deflusso (diagnosticate con ECD e Venografia con catetere) dai soggetti (SM e non) senza anomalie di deflusso.
Le vene giugulari interne con un tempo di clearence tra 4.1 e 6 secondi avevano un moderato flusso ritardato (MDF), e quelle con un tempo di clearence di più di 6 secondi avevano un grave flusso ritardato (SDF); l'89% dei pazienti mostrava un flusso ritardato medio o grave (MDF/SDF) attraverso almeno una giugulare, il 79% mostrava un flusso ritardato medio o grave attraverso entrambe le giugulari, e solo il 5% mostrava un flusso normale in entrambe le IJVs.
L'angioplastica con palloncino era in grado di migliorare immediatamente il flusso in almeno una giugulare nel 69% dei pazienti, ma il flusso venoso è stato normalizzato in entrambe le vene solo nel 37% dei pazienti. Un grave flusso ritardato (SDF) persisteva dopo l'angioplastica nel 32% dei pazienti.
Al termine dello studio, secondo gli autori, vi è un'alta prevalenza di un flusso anormale ritardato attraverso le vene giugulari interne nei pazienti con SM. L'angioplastica venosa era efficace solo in una minoranza di pazienti con grave flusso ritardato (SDF).
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05/11/2013

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