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alla 1° pagina..) di particolari anticorpi - anticorpi anti-CysR - in grado di predire anzitempo la prognosi della persona affetta da nefropatia membranosa e la sua risposta alle terapie. Elevati livelli di questi anticorpi nel sangue comportano una malattia più severa. Dallo studio è emerso anche che le donne, affette raramente da questa malattia, tendono ad avere livelli minori di questi anticorpi e, quindi, una patologia più lieve.
Lo sviluppo della nefropatia membranosa è da ricondursi a una disfunzione delle cellule B che, solitamente, proteggono l'organismo dalle infezioni grazie alla produzione di anticorpi contro i patogeni, responsabili della malattia. Nel contesto delle malattie autoimmuni, le cellule B producono anticorpi che attaccano i tessuti sani. Nella nefropatia membranosa questi autoanticorpi attaccano i glomeruli renali (unità funzionali del rene responsabili del processo di filtrazione) e li riconoscono per errore come estranei. L’infiammazione che ne deriva danneggia i reni alterandone la corretta capacità di filtraggio e porta a una perdita massiva di proteine nelle urine (proteinuria). A lungo andare, la proteinuria può comportare la perdita della funzionalità del rene.
“Il nostro studio ha inoltre dimostrato che la riduzione dei livelli circolanti di anticorpi anti-CysR in seguito al trattamento con farmaci (in questo caso il rituximab) in grado di eliminare le cellule B poteva prevedere quali pazienti andavano incontro a remissione della malattia”, commenta Ariela Benigni, Segretario scientifico dell’Istituto Mario Negri e Coordinatore delle ricerche per le sedi di Bergamo e Ranica (Bg).
I risvolti di questo studio sono molteplici: monitorare l’andamento della malattia e prevenire l'insorgenza di complicanze; aiutare a indirizzare i trattamenti in modo più preciso e personalizzato, aumentando l'efficacia e riducendo gli effetti collaterali; sviluppare nuovi farmaci che bloccano selettivamente le cellule B produttrici degli anticorpi anti-CysR.
Lo studio del Mario Negri è stato selezionato dalla rivista scientifica American Journal of Kidney Disease come uno degli articoli più interessanti da proporre ai lettori in occasione della Giornata mondiale dedicata al rene.
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19/03/2024 Andrea Sperelli
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