(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) diventando quasi invisibile. È stato sviluppato da ricercatori dell'Istituto Fraunhofer per l'affidabilità e la microintegrazione IZM di Berlino. Per dimostrare una delle molte possibili applicazioni del circuito elastico, gli scienziati vi hanno montato due sensori disponibili sul mercato e hanno modellato l'intero sistema in una tutina. Questo permette di monitorare la respirazione nelle zone del torace e dello stomaco.
Il circuito fatto di poliuretano, è detto anche PU. È un materiale economico usato più comunemente per i rivestimenti, come sigillante o come materiale di imbottitura. "Il circuito che abbiamo sviluppato si può produrre usando processi industriali di routine, il che significa una grande produzione e, di conseguenza, una buona efficienza in termini di costi", dice Manuel Seckel, scienziato dell'IZM. Inoltre, i componenti possono essere posizionati con altrettanta precisione che su una normale scheda grazie alla stabilità del sostrato elastico durante la lavorazione. Questo contrasta con l'elettronica basata sui materiali tessili, dove ci si può aspettare uno scarto di fino a cinque millimetri su un'area di mezzo metro.
I ricercatori hanno dovuto superare una serie di difficoltà per ottenere l'alto livello di precisione necessario. Una di queste è stata come trattare e lavorare il poliuretano. "Come le stoffe elastiche, i PU PCB sono difficili da lavorare a macchina perché tendono a cambiare forma. Per evitare ciò, gli scienziati hanno sviluppato un sistema di supporto sul quale le schede in PU vengono messe e lavorate a macchina prima di rimuovere nuovamente il supporto", spiega Seckel. Il metodo è attualmente in fase di collaudo per varie questioni industriali.
La scheda di circuito flessibile è anche la base di un tipo di cerotto in fase di sviluppo da parte di scienziati medici dell'Università di Heidelberg in collaborazione con i ricercatori di Fraunhofer. In futuro, i medici potranno usare questo cerotto per testare le funzioni dei reni nei loro pazienti. Finora la procedura comportava l'iniezione di una sostanza che solo i reni sono in grado di scomporre e fare prelievi di sangue ogni circa 30 minuti per un periodo di tre ore. Se il rene è sano, scomporrà quasi completamente la sostanza in tre ore, se è malato, riuscirà solamente a ridurne lentamente la concentrazione. In futuro i dottori, usando un cerotto contenente un circuito in PU, un LED blu e un rilevatore, potranno evitare ai pazienti tutti i prelievi ed esaminarli con maggiore precisione.
Come nella procedura standard, l'esame inizia con l'iniezione di una sostanza, in questo caso un colorante organico. Il LED blu rende il colorante fluorescente e lo fa brillare, uno sviluppo che viene individuato dal rilevatore che si trova sul cerotto. Man mano che il colorante naturale è scomposto dal rene anche la concentrazione della radiazione fluorescente diminuisce. "Il cerotto permette ai dottori di monitorare continuamente la concentrazione della sostanza dell'analisi, dando loro una diagnosi più precisa rispetto all'esame standard. Inoltre i costi del test possono essere ridotti di fino al 60 per cento", dice Seckel.
Sono già in programma dei test clinici, anche se ci vorranno da tre a cinque anni prima che il cerotto sia pronto da usare in questo tipo di test sui reni, che renderanno la vita più facile sia ai medici che ai pazienti.

Fonte: Cordis
Leggi altre informazioni
01/02/2013 Andrea Sperelli

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante