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alla 1° pagina..) D sulle cellule che regolano l’attività dei linfociti CD8.
È emerso un tasso di risposta favorevole agli inibitori del checkpoint immunitario nel 56% dei pazienti del gruppo con livelli normali di vitamina D al basale o con livelli normali ottenuti con l'integrazione di vitamina D, rispetto al 36,2% nel gruppo con bassi livelli di vitamina D senza integrazione.
Sono emerse differenze tra i gruppi anche nella sopravvivenza libera da progressione, che era di 11,25 mesi nelle persone con valori normali di vitamina D e di 5,75 mesi nelle altre.
Di per sé, la vitamina D non è un farmaco antitumorale, ma la sua presenza sembra necessaria per il corretto funzionamento del sistema immunitario, e di conseguenza per la risposta immunitaria che i farmaci antitumorali come gli inibitori del checkpoint immunitario influenzano. «Secondo noi, dopo una necessaria conferma dei nostri risultati con uno studio randomizzato, la valutazione dei livelli di vitamina D e la sua integrazione potrebbero essere considerate variabili importanti nella gestione del melanoma», concludono i ricercatori.
Fonte: Cancer 2023. Doi: 10.1002/cncr.34718
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04/05/2023 Arturo Bandini
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