(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) della durata di quattro anni, ha osservato periodicamente le abitudini alimentari dei volontari, e ha registrato l'insorgere del morbo di Alzheimer in 253 persone.
In molti dei casi in questione, è stato possibile dimostrare, attraverso un'analisi dietologica, uno scarso consumo di grassi saturi e di vitamina B12, fattore che, stando ai ricercatori, indica una maggiore probabilità di sviluppo della malattia.
Nell'articolo pubblicato, i ricercatori spiegano: “ad esempio, la vitamina B12 e il folato sono correlati all’omocisteina e possono avere un impatto sulla malattia di Alzheimer attraverso la loro capacità di ridurre i livelli circolanti di omocisteina. La vitamina E può prevenire la malattia di Alzheimer attraverso la sua potente azione antiossidante e gli acidi grassi possono essere correlati alla demenza e le funzioni cognitive attraverso l’arteriosclerosi, trombosi o infiammazione attraverso un effetto sul cervello e il funzionamento della membrana o attraverso l’accumulo di beta-amiloide”.
La conclusione dello studio è che una dieta equilibrata, come ad esempio quella Mediterranea, offre una riduzione del 38 per cento del rischio di insorgenza dell'Alzheimer.
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14/04/2010 Andrea Sperelli


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