(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) fumatori siano più colpiti di altri dai danni arrecati dalle sigarette.
Il metabolita è un prodotto intermedio o finale del metabolismo di alcune sostanze elaborate con reazioni chimiche dal nostro organismo: il metabolita NNAL è stato osservato nelle cavie da laboratorio dal dott.Yuan e colleghi e ha mostrato di favorire l'insorgenza del cancro polmonare.
Fino ad ora non è stato, tuttavia, valutato l'impatto di questa molecola nell'uomo.
Per colamre questo gap, i ricercatori statunitensi hanno considerato i dati di 18244 uomini, già inseriti nello studio Shanghai Cohort Study, e quelli di 63257 persone di entrambi i sessi partecipanti alla ricerca Chinese Health Study.
Gli scienziati americani hanno chiesto a queste persone quanto fumassero ogni giorno, che dieta e che stile di vita seguissero; in seguito hanno effettuato analisi del sangue e delle urine di oltre 50mila individui.
Per concentrare l'attenzione sulla reale incidenza di NNAL, i medici hanno scelto 246 fumatori ammalatisi di cancro al polmone e altri 245 amanti delle sigarette che però, nei 10 anni successivi alle analisi di sangue e urine, non avevano sviluppato neoplasie.
I livelli riscontrati di NNAL nelle analisi sono stati suddivisi in tre gruppi: i pazienti con livelli medi del metabolita evidenziavano il 43% di rischio in più di ammalarsi di cancro al polmone rispetto a chi aveva il NNAL basso.
Nei fumatori accaniti, con elevate percentuali riscontrate di NNAL, il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni era più che raddoppiato, anche considerando il numero di anni in cui si era fumato e i livelli di cotonina, un metabolita della nicotina, nelle urine di questi pazienti.
Le analisi di Yuan e colleghi hanno considerato anche il tasso di nicotina nelle urine dei pazienti esaminati: in presenza di NNAL, i fumatori con più nicotina nella pipì rischiavano il cancro 8 volte e mezza in più rispetto ai colleghi fumatori con più bassi livelli di nicotina nelle urine.
Sostanzialmente si sa che il fumo è causa d'insorgenza del carcinoma polmonare, ma, come ricorda il dott.Yuan, esistono 60 possibili sostanze cancerogene nel tabacco e, pertanto, quanto più si riuscirà a individuare le molecole “colpevoli”, tanto più si potrà predire con precisione il rischio tumorale.
La prevenzione migliore è sempre e soltanto smettere di fumare: ogni anno il fumo uccide per tumore, solo in Italia, circa 30mila persone e vengono diagnosticati annualmente 32mila nuovi casi di carcinoma.
Dire addio a sigari, pipa e sigarette conviene decisamente: dopo cinque anni di stop al fumo si riduce del 20% il pericolo di morire per un cancro ai polmoni e si dimezza quello per le malattie cardiovascolari.
Passati 30 anni dall'ultima sigaretta, il rischio di mortalità per cancro di un ex-fumatore è assimilabile a quello di chi non ha mai fumato.
Dunque, ancora una volta, cogliamo l'occasione per abbandonare definitivamente questo dannosissimo vizio.

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21/04/2009


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