Sono passati appena pochi giorni dai risultati di uno studio dell'Università di Buffalo, negli Stati Uniti, che pareva confermare un nesso evidente fra sclerosi multipla e CCSVI, la patologia venosa scoperta dal prof. Zamboni. Dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) arriva però una doccia fredda per i sostenitori di tale tesi.
Secondo alcune ricerche presentate nel corso di una tavola rotonda della SIN, infatti, non vi sarebbero evidenze di una correlazione fra la patologia autoimmune e l'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica, un disturbo che ostacola il deflusso del sangue dal cervello e dal midollo spinale per la presenza di una o più occlusioni. Secondo Zamboni, il reflusso venoso cerebrospinale determinerebbe un aumento della pressione endovenulare e un danno della barriera ematoencefalica, con conseguente accumulo di ferro nei tessuti, il ...












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