(Torna alla 1° pagina..)(2° pagina) con erlotinib (rispettivamente 36,4% contro 28,2%).
La sopravvivenza complessiva (OS) è stata il principale endpoint secondario di questo studio randomizzato di Fase III di confronto diretto, tra afatinib ed erlotinib, ed è stata valutata a seguito dei risultati positivi ottenuti per l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) presentati nel 2014.2 L’analisi aggiornata dei risultati di sopravvivenza libera da progressione della malattia ha confermato la riduzione significativa del rischio di progressione del tumore del 19% nei pazienti trattati con afatinib, rispetto a quelli trattati con erlotinib. Tale beneficio, è stato, inoltre, accompagnato da un miglior controllo dei sintomi correlati alla malattia: fra i pazienti trattati con afatinib si è avuta una percentuale superiore di pazienti che hanno riferito miglioramento della tosse (43,4% contro 35,2%), della dispnea (51,3% contro 44,1%) e delle condizioni generali/qualità della vita (35,7% contro 28,3%) rispetto a erlotinib.
“Il carcinoma polmonare a cellule squamose è una malattia difficile da trattare e con molte co-morbilità – ha commentato il Professor Jean Charles Soria, Responsabile Divisione Sviluppo Farmaci del Centro Tumori Gustave Roussy di Parigi, sperimentatore di LUX-Lung 8 – per questo motivo i pazienti trarrebbero beneficio dalla disponibilità di maggiori opzioni terapeutiche. I risultati di LUX-Lung 8 sono molto incoraggianti, in quanto evidenziano la rilevanza clinica di terapie che prendono di mira i recettori ErbB in questa patologia. Le linee guida internazionali riconoscono erlotinib come opzione terapeutica di seconda linea per il carcinoma polmonare a cellule squamose. I migliori risultati ottenuti con afatinib indicano che il farmaco potrebbe offrire ulteriori benefici per questa popolazione di pazienti”.
La percentuale di eventi avversi gravi è stata simile in entrambi i bracci di trattamento (rispettivamente 57,1% con afatinib vs 57,5% con erlotinib). Si è osservata una maggiore incidenza di diarrea e stomatite (infiammazione delle mucose del cavo orale) con afatinib rispetto a erlotinib (rispettivamente, diarrea di grado 3/4: 9,9%/0,5% vs 2,3%/0,3%; stomatite di grado 3: 4,1% vs 0,0%), mentre si è registrata una maggiore incidenza di rash/acne con erlotinib rispetto a afatinib (rash/acne di grado 3: 10,4% vs 5,9%).
Il Dottor Mehdi Shahidi, Responsabile dell’Area Terapeutica Oncologia, di Boehringer Ingelheim, ha dichiarato che: “dopo l’approvazione di afatinib in oltre 50 Paesi come terapia per il carcinoma polmonare positivo per mutazioni EGFR e i risultati positivi in termini di sopravvivenza complessiva in pazienti che presentano la mutazione EGFR più comune (Del19), siamo orgogliosi di presentare ulteriori dati che dimostrano come afatinib possa prolungare la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose. In Boehringer Ingelheim siamo impegnati nell’attività di ricerca e sviluppo in aree terapeutiche come questa, dove persiste un forte bisogno clinico. Il nostro obiettivo è quello che afatinib possa diventare nel prossimo futuro una nuova opzione terapeutica per questi pazienti”.
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è il tumore polmonare più diffuso, e rappresenta oltre dell’85% dei casi di tumore polmonare. Circa il 30% di tutti i carcinomi polmonari non a piccole cellule, poi, sono carcinomi a cellule squamose (SCC), un tipo di tumore polmonare che si sviluppa nelle cellule che rivestono le vie respiratorie. Le opzioni terapeutiche sono limitate e il carcinoma polmonare a cellule squamose è associato a prognosi infausta, con meno del 5% dei pazienti con malattia avanzata che sopravvive sino a cinque anni o oltre.
LUX-Lung 8 è uno studio condotto in 23 Paesi, ed è stato il primo studio prospettico a mettere a confronto diretto due diversi inibitori di tirosin-chinasici (TKI) in pazienti con carcinoma polmonare a cellule squamose di stadio avanzato (n=795).
Afatinib è approvato in oltre 50 Paesi come terapia di prima linea per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni dei recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR). L’approvazione di afatinib per questa indicazione si è basata sui risultati di sopravvivenza libera da progressione della malattia (endpoint primario) ottenuti nello studio clinico LUX-Lung 3 in cui il farmaco ha ritardato in maniera significativa la progressione del tumore rispetto alla chemioterapia standard. Inoltre, afatinib è la prima terapia a mostrare un beneficio in termini di sopravvivenza complessiva dei pazienti con NSCLC positivo per mutazioni EGFR rispetto alla chemioterapia. Un beneficio significativo in termini di sopravvivenza complessiva è stato dimostrato separatamente negli studi LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 in pazienti con la mutazione EGFR più comune (delezioni dell’esone 19 o Del19) rispetto a chemioterapia.
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01/06/2015 Andrea Sperelli

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