(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) che circolano soprattutto su Internet, tendono a non vaccinare i figli più piccoli.
Tuttavia, se il vaccino svolgesse davvero un ruolo nell'insorgenza della malattia, l'incidenza dell'autismo sarebbe più alta nei fratelli minori vaccinati dei bambini autistici rispetto ai fratelli minori non vaccinati. In realtà non è così.
Il team diretto da Anjali Jain ha studiato quasi 100mila bambini, seguendoli fino al compimento dei 5 anni. 1929 di loro avevano un fratello autistico, mentre 994 hanno ricevuto una diagnosi di autismo in varie forme. Come previsto, il tasso di vaccinazione per i fratelli minori di bambini autistici è risultato inferiore, ma ciò non è valso a ridurre la probabilità di diventare a loro volta autistici.
Commentando lo studio, Bryan H. King, esperto di autismo dell'Università di Washington, scrive in un editoriale: “prese insieme, alcune dozzine di studi hanno ormai dimostrato che l’età in cui i disordini dello spettro autistico si manifestano non differisce tra bambini vaccinati e non vaccinati, che la severità del corso non differisce tra bambini vaccinati e non vaccinati, e ora che il rischio di ricorrenza all’interno delle famiglie non differisce tra bambini vaccinati e non vaccinati”.
Anche se presumibilmente nell'opinione pubblica il fantasma di un rapporto fra autismo e vaccini continuerà ad aleggiare per lungo tempo, a livello scientifico la questione sembra chiusa.
Tutto era cominciato nel 1998, quando l'ormai ex medico Andrew Wakefield pubblicò sulla prestigiosa rivista Lancet uno studio che fece scalpore e che evidenziava un nesso fra autismo e vaccinazione trivalente.
La pubblicazione dello studio causò un crollo nei tassi di vaccinazione, in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, con il risultato riscontrabile di un aumento immediato dei casi di morbillo nei due paesi. In Giappone lo stato decise di togliere l'obbligo della profilassi. Uno studio epidemiologico successivo realizzato nel paese asiatico dimostrò che le percentuali di autismo non avevano correlazione con quelle relative all'adesione all'immunizzazione.
Intanto nessuno scienziato in giro per il mondo riusciva a ottenere i risultati descritti dallo studio di Wakefield. Nel 2004 Brian Deer, un giornalista scientifico, rivelò i legami di Wakefield con l'avvocato di un'associazione contraria alle vaccinazioni. In seguito alle rivelazioni, diversi co-autori della ricerca ritirarono la loro firma dalla pubblicazione.
Sulla base di altre rivelazioni riguardanti stavolta i procedimenti utilizzati nel corso della sperimentazione, fra cui l’aver sottoposto senza necessità bambini autistici a punture lombari e altre procedure mediche invasive non necessarie, venne istruito un processo nei confronti del medico, che si concluse con la radiazione dall'ordine per Wakefield.
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21/04/2015 Andrea Piccoli

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