(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) spiega Dino Amadori, Direttore Scientifico IRST - viene prodotto utilizzando le cellule del sangue e quelle tumorali del paziente che vengono 'frullate' in modo da ottenere una 'pappina' da cui si prelevano le cellule dendritiche che vengono fatte convivere in provetta per qualche giorno con il tumore in modo che imparino a riconoscerlo. A questo punto vengono re-iniettate nel paziente come vaccino".
Anche un gruppo di ricercatori dell'Officina farmaceutica dell'Ist (Istituto nazionale per la ricerca sul cancro) sta lavorando allo stesso obiettivo.
Il dirigente del reparto di oncologia medica dell'Istituto e uno dei massimi esperti del settore, la dott.ssa Paola Queirolo, ha dichiarato: “l'Officina farmaceutica per la produzione di vaccini cellulari autologhi esiste da 10 anni e questo vaccino sarà il primo ad essere interamente prodotto da noi. Il protocollo è già stato approvato. Attendiamo l'approvazione dell'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) e dell'Istituto superiore di sanità per poterlo inoculare sull'uomo. Pensiamo che entro il 2012 il vaccino sia pronto”.
Allo stesso obiettivo lavorano anche ricercatori americani. La profilassi vaccinale allo studio dei medici statunitensi è in grado di allungare di cinque mesi la vita dei malati di melanoma, contrastando la crescita delle cellule maligne. Come spiega Patrick Hwu, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica e Melanoma all'A. D. Anderson - Università del Texas, il farmaco agisce attivando le cellule T citotossiche dell'organismo umano, le quali fanno partire la risposta immunitaria e cercano i punti più vulnerabili della membrana delle cellule cancerose per penetrare in esse e distruggerle.
Douglas Schwartzenruber, Responsabile dello studio e Direttore medico al Centro dei Tumori del Goshen Health System in Indiana, precisa che il vaccino in questione sta dando risultati incoraggianti ed è studiato per la forma metastatica del melanoma. La nuova arma profilattica sfrutta una parte di proteina presente sulle cellule del melanoma, consentendo di colpire in maniera mirata il cancro della pelle.
Lo studio clinico svolto per valutare l'efficacia e sicurezza del nuovo vaccino ha coinvolto due gruppi di pazienti: il primo ha assunto il vaccino con l'interleuchina 2 (IL-2), ottenendo risultati migliori rispetto al secondo gruppo trattato solo con l'interleuchina 2, finora la terapia standard per il melanoma di grado avanzato.
In un modo o nell'altro, si spera quindi che il melanoma possa essere sconfitto in maniera definitiva.
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05/05/2014 Andrea Sperelli

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