(Torna alla 1° pagina..)(2° pagina) spontaneo entro il primo anno d’età. Solamente nel 5 per cento dei casi la lacrimazione, da uno o da entrambi gli occhi, non si ferma: conseguenza sono le frequenti congiuntiviti per la formazione di materia (muco-pus) nel sacco lacrimale». Cosa fare? «Il pediatra dovrebbe raccomandare ai pazienti visite oculistiche specialistiche prima che il bimbo compia un anno e massaggi “forzati” del sacco lacrimale -prosegue Bernardini-. Con il passare del tempo, si abbassano le possibilità che il dotto si riapra da solo». Poi, l’unico rimedio è nella chirurgia. «L’intervento è semplice e prevede un sondaggio del dotto lacrimale associato ad un lavaggio oppure ad una intubazione del condotto stesso, il cosiddetto “stenting” delle vie lacrimali. Se questa procedura viene fatta entro i due anni di età, le percentuali di successo sono molto elevate, intorno al 98%».
Negli adulti, il problema si può manifestare sopra i 40 anni. Le cause non sono ancora ben conosciute e nella maggior parte dei casi si parla di ostruzioni “idiopatiche”, cioè non conseguenti a cause specifiche; «si sa però con certezza che deviazione del setto nasale e sinusiti croniche non hanno nessun ruolo nella loro insorgenza», precisa il chirurgo. Anche negli adulti, l’ostruzione delle vie lacrimali porta ad una lacrimazione continua, con lacrime che scendono lungo le guance, oppure con un accumulo di lacrime tra le palpebre che può procurare problemi alla vista. L’iperlacrimazione può essere associata ad infezione del sacco lacrimale, fino ad arrivare ad infezioni acute con dolore intenso, rossore e gonfiore del sacco lacrimale. «La causa è una ostruzione del condotto lacrimale che va dalle palpebre al naso, attraversando le ossa della piramide nasale -spiega Bernardini-. Le donne, che hanno un canale lacrimale più stretto, hanno un’incidenza 10 volte maggiore rispetto agli uomini. Per risolvere questo problema non ci sono trattamenti medici, o per semplificare “idraulici liquidi in gocce” che possano migliorare la situazione. Esiste però un intervento chirurgico che oggi ha quasi il 95% di possibilità di risolvere definitivamente il problema. La tecnica storica, che è stata rinnovata nei modi e nei tempi, si chiama “dacriocistorinostomia” e prevede un taglio invisibile della cute di circa 1 centimetro nella zona dove appoggiano gli occhiali».
Più complessa la situazione di chi ha un’ostruzione “alta” delle vie lacrimali, con ostruzione completa dei canalini lacrimali superiore ed inferiore. Conclude il chirurgo genovese: «In questi casi non è possibile ricostruire le vie lacrimali normali, ma è necessario eseguire un by-pass dall’occhio al naso utilizzando un tubo di vetro (detto tubo di Jones) con una tecnica che si chiama congiuntivo-dacriocistorinostomia e che viene oggi eseguita per via endoscopica endonasale, senza cicatrici ed in regime di day surgery».
Della sindrome da “occhio che piange” ne soffre una persona ogni mille dopo i cinquant'anni d'età. E l'incidenza, per cause ancora da chiarire, sta aumentando rispetto al passato. Le vie lacrimali ostruite sono un problema sempre più frequente, soprattutto tra le donne. La Sidso, Società Italiana di Dacriologia e della Superficie Oculare, ha dedicato all'ostruzione delle vie lacrimali una sessione del convegno "Approccio "customizzato" alle disfunzioni lacrimali", svoltosi a Genova. “I nostri occhi producono continuamente delle lacrime, ma normalmente non ce ne accorgiamo perché vanno nel naso, dove vengono assorbite”, dice Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico, moderatore e relatore del convegno. “Può succedere, per cause ancora non note, che ci sia un'ostruzione del condotto che collega occhi e naso, il dotto naso-lacrimale. Quindi le lacrime ristagnano nell'occhio, costringendo la persona a portare con sé il fazzoletto per asciugarsi continuamente, anche più di dieci volte al giorno”. Un fastidio, insomma, che col tempo non migliora, anzi, può portare a conseguenze spiacevoli: “Esistono dei colliri che possono dare un sollievo temporaneo, ma certo non riaprono il canale ostruito e dunque non risolvono il problema”, prosegue Bernardini. “A lungo andare, il ristagno del liquido lacrimale causa molto spesso infezioni croniche e, più raramente, episodi acuti di ascesso del sacco lacrimale”.
La soluzione è esclusivamente chirurgica. “La "vecchia" scuola proponeva un intervento, peraltro messo a punto dagli italiani, che era piuttosto invasivo. Prevedeva un'operazione di chirurgia generale, con sacche di emotrasfusione perché si perdeva molto sangue, e una percentuale di successo del 50%. Insomma, un intervento senza dubbio doloroso, in cui solo un paziente su due otteneva risultati soddisfacenti, per questo molti medici non lo consigliavano”, afferma Bernardini. “Fortunatamente ora l'intervento si è modernizzato, diventando mini-invasivo e con una percentuale di successo superiore al 90%. Viene eseguito in 20 minuti in regime di day hospital, non si perde sangue, non ci sono dolori e non restano cicatrici. Il sacco lacrimale viene riaperto nel naso e le lacrime riprendono a scorrere nel naso, risolvendo il disturbo. Per quanto mi riguarda è una delle operazioni più frequenti che faccio, con una media di quattro o cinque a settimana”.
I dati. Uno degli studi più recenti e completi sull'ostruzione delle vie lacrimali è quello realizzato dalla Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota (USA), che ha considerato un campione di 100mila abitanti di Olmsted County, Minnesota, dai 5 anni in su, dal 1976 al 2000. L'incidenza rilevata è di 30 casi ogni 100.000 abitanti, che diventa di 100 casi ogni 100mila abitanti se si considera solo la popolazione over 50. Le più colpite sono le donne sopra i 66 anni, con un'incidenza maggiore del 73%. Un altro dato che emerge è la tendenza dell'ostruzione delle vie lacrimali ad aumentare negli anni recenti con un'incidenza più elevata tra il 1996 e il 2000, rispetto agli anni compresi tra il 1976 e il 1979. Lo studio conclude affermando che, verosimilmente, questo trend potrebbe continuare. Le cause non sono state ancora determinate.
Leggi altre informazioni
25/09/2009 Dott.Francesco Bernardini

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.
Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante