(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) dominante – e anche il senso comune – si basava sull'idea che il feto fosse troppo debole e che fosse costretto a ricorrere all'aiuto degli anticorpi materni per proteggersi dalle infezioni. Al contrario, sembra che le cellule immunitarie dei feti siano già pronte a svolgere il proprio compito.
Per arrivare a tali conclusioni, i ricercatori hanno analizzato il sangue cordonale di un gruppo di bambini affetti appunto da Citomegalovirus, causa di danni cerebrali ai feti oltre che della eventuale perdita di udito, e di un altro gruppo di neonati sani.
Dall'analisi è emerso che nei neonati infetti il numero di linfociti T gamma/delta era maggiore rispetto ai bambini sani, e gli stessi presentavano una percentuale più alta di attivazione delle stesse cellule immunitarie.
I ricercatori hanno poi comparato le cellule attivate nei feti con quelle materne, osservandone le differenze. Ciò li ha portati alla conclusione che i feti sono in grado di produrre una risposta immunitaria indipendente e autonoma.
La scoperta potrebbe condurre alla realizzazione di nuovi vaccini sia per i neonati che per i feti, durante la gravidanza.

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24/01/2011 Andrea Piccoli

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