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Medico: Dott. Paolo Mainardi - Neurochimico (Forum Bloccato Forum Bloccato)
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Icona di Messaggio Topic: Rame e Alzhaimer Rispondi al Topic Posta un nuovo Topic
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Quota FIORI Rispondibullet Topic: Rame e Alzhaimer
    Postato: 10 Ottobre 2009 alle 14:33
Buongiorno Dott. Mainardi
mi saprebbe dire visto che dovrebbe trattarsi del suo campo
della correlazione tra mancanza di Rame e Alzheimer?
Non è una notizia nuova ma c'è da quasi una decina di anni  e vorrei sapere  qualcosa in merito.
Ho mio padre che ha questo maledetto "morbo"
 
Grazie
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paolomainardi
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Quota paolomainardi Rispondibullet Postato: 12 Ottobre 2009 alle 10:27
certo, alte concentrazioni di rame sono state trovate intorno alla placche di beta amiloide.
 
Gerhardsson L, Blennow K, Lundh T, Londos E, Minthon L. Concentrations of metals, beta-amyloid and tau-markers in cerebrospinal fluid in patients with Alzheimer's disease. Dement Geriatr Cogn Disord. 2009;28(1):88-94

Risulta anche che il rame sia il responsabile ella destabilizzazione di questa proteina:
 
Huang X, et al. Cu(II) potentiation of alzheimer abeta neurotoxicity. Correlation with cell-free hydrogen peroxide production and metal reduction. J Biol Chem. 1999 Dec 24;274(52):37111-6.
Invece nel liquor i metelli per cui sono state troavte corerlazioni con i markers dell'alzheimer sono il cesio e il mangamese:
 
Olofsson A, Lindhagen-Persson M, Vestling M, Sauer-Eriksson AE, Ohman A. Quenched hydrogen/deuterium exchange NMR characterization of amyloid-beta peptide aggregates formed in the presence of Cu2+ or Zn2+. FEBS J. 2009 Aug;276(15):4051-60.
 
Il rame quindi non sembra avere alcun ruolo attivo nella patogenesi dell'alzheimer. Ricordo che i metalli sono usati come ponti di legame per mantenere le strutture spaziali delle proteine, La beta-amiloide, nel formare le placche, perde questa struttura spaziale rompendo questi legami, facendo fuoruscire i metalli che avevano la funzione di leganti.
 
altri fattori sono responsabili della patogenesi di questa patologia. Al momento della nascita il cervello è ricco di neuroni, ma sono le circuitazioni che si formano a costutuire le funzioni cognitive. La differenza tra un cervello "sveglio" e uno "lento" è nella capacità di realizzare nuove circuitazioni.
I lavori di Markus CR riportano che l'alfa-lattoalbumina stimola le funzioni cognitive. Questi risultati sono stati ottenuti su studi controllati, cioè cross over doppio cieco verso placebo, in modo da eliminare l'effetto placebo.
Markus riferisce questa azione all'aumento di serotonina cerberale causato dall'alfa-lattoalbumina. Altri studi dimostrano le azioni a livello intetstinale di questa proteina, riduce la dsibiosi, ripristina il pH corretto della membrana intetstinale, stimola la formazione di muco, lo svuotamento gastrico, etc.
 
Ristabilendo un corretto assorbimento inettsinale aumenta l'assorbimento del tritpofano, la disbiosi decarbossila il triptofano, unico precursore della serotonina, a indolo e scatolo, determinabili enll'urine. Il triptofano inttsinale controlla la sintesi cerebrale di neuropeptidi tra cui l'NPY e la noradrenalina. Questi peptidi sono responsabili della neurogenesi e sinaptogenesi cerebrale. Una riduzione di triptofano intestinale riduce questi neuropeptidi, quindi il cervello "fa fatica" a ricordare, in quanto ilc ircuito che avevamo predisposto in associazione con quel ricordo si è inceppato. L'aumento di questi neuropetidi fa si che siamo in grado di sostiure i neuroni andati in tilt con nuovi neuroni, o più semplicemente formando nuove circuitazioni che "scavalchino" il neurone malfunzionante.
 
Tutte queste funzioni sono racchiuse sotto il nome di plasticità neuronale, molto evidente quando a seguito di un ictus si ha la ripresa delle funzioni cerebrali colpite dall'ictus. AlLre circuitazioni cerebrali vanno a sostituirsi con quelle irreversibilmente danneggiate. Una maggiore ripresa è stata osservata aggiungendo antidepressivi SSRIs immediatamente dopo l'ictus.
 
Per gli amanti della medicina alternativa è noto come il pensare positivo aiuti la guarigione, ma l'azione dei farmaci SSRIs è prima di tutto a livello intestinale edè riporatato come un aumento di serotonina e/o triptofano intestinale stimoli la sintesi NEL CERVELLO di neuropeptidi.
 
Riporto il razionale di un ns studio in corso:
  

LA DEPRESSIONE NELLA M. DI ALZHEIMER (MA)
 
Nella MA compare spesso prima della diagnosi, ma talvolta anche dopo, una forma di depressione (6) che esula dalla perdita dell’oggetto,  ma sfocia in uno “sconforto” generale dovuto alla consapevolezza di perdere le proprie capacità intellettive e di non essere più “se stessi”(7).
Oltre ai deficit cognitivi, nella MA sono altrettanto importanti e frequenti i sintomi psicologici e comportamentali che, nel loro insieme, sono attualmente indicati con l’acronimo BPSD (Behavioural an Psychological Symtoms of Dementia).
I BPSD determinano gravi problemi per i pazienti e per i loro familiari. Se non adeguatamente trattati, contribuiscono infatti ad accelerare i tempi di ricovero e di inserimento in istituzioni,  ad accrescere i costi assistenziali,  a peggiorare la qualità di vita dei caregivers (‘caregiver burden’),  oltre che del paziente stesso,  e a determinare un aumento della disabilità (8-9).
Tra i  BPSD  nella MA la depressione è, insieme all’apatia, quello di gran lunga più frequente, specie nelle fasi lieve e moderata della malattia.
La dimensione depressiva nella MA è piuttosto complessa. Infatti, da un lato vi sono tutti i presupposti ‘di lutto’ (come la consapevolezza della perdita delle più alte funzioni cognitive) necessari e sufficienti a sostenere la reazione depressiva. Dall’altro lato la compromissione funzionale e neurotrasmettitoriale  della corteccia pre-frontale porta a pensare che la depressione sia un sintomo pischico di una disfunzione biologica caratteristica.
I substrati neurobiologici associati alla depressione osservabile nel paziente con demenza sono caratterizzati da una diminuzione dei sistemi della Noradrenalina (NA), della Dopamina  (DA) e della serotonina (5HT). Studi di neuroimaging funzionale con SPECT hanno evidenziato come i pazienti con MA e depressione abbiano una maggiore compromissione funzionale della corteccia pre-frontale rispetto a pazienti con MA di pari gravità ma senza depressione (Francesi).
L’evidenziazione di rilievi fisiopatologici associati alla depressione in corso di MA non chiarisce, comunque, se tali rilievi siano specifici della depressione della MA oppure siano generalmente presenti nella depressione con insorgenza in tarda età. Infatti, dati di ipofunzione della corteccia prefrontale e del sistema limbico anteriore sono stati riportati anche nella depressione comune dell’anziano.
 
LA TERAPIA FARMACOLOGICA DELLA DEPRESSIONE NELLA MA.
Secondo alcuni studi i farmaci che modulano la trasmissione serotoninergica potrebbero essere efficaci tanto sui sintomi depressivi quanto su agitazione, aggressività e psicosi in corso di MA.  Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) potrebbero esercitare un effetto antipsicotico anche per riduzione indiretta della trasmissione dopaminergica, conseguente alla diminuzione del tono serotoninergico a livello mesolimbico. (10)
I dati di letteratura documentano una certa efficacia degli antidepressivi nel trattamento della depressione in corso di demenza. Gli SSRI sono da considerare i farmaci di prima scelta nei soggetti con demenza per il miglior profilo di tollerabilità e sicurezza.
            Nella MA sono stati usati numerosi SSRI, quali citalopram, sertralina, fluvoxamina, fluoxetina e paroxetina; il reale vantaggio clinico degli SSRI nei MA è rappresentato dalla loro maneggevolezza e dal profilo di tollerabilità, che risulta nettamente più favorevole rispetto sia ai triciclici sia ad altri depressivi.
Dal punto di vista farmacocinetico, tutti gli SSRI hanno un’emivita di eliminazione sufficientemente lunga da consentire la monosomministrazione giornaliera, facilitando così il mantenimento della compliance.
Dal punto di vista farmacodinamico gli SSRI bloccano selettivamente la ricaptazione di 5HT senza effetti rilevanti su altri recettori; non inducono pertanto, fenomeni di tossicità comportamentale e cardiovascolare e hanno una bassa tossicità di sovradosaggio.
I dati riportano una riduzione della depressione del 30-60% nel punteggio delle “rating scales” impiegate nel 50-70% dei pazienti trattati (6).
Vi sono, peraltro, effetti indesiderati degli SSRI che nei MA compaiono con maggior frequenza. L’iponatremia, dovuta a una sindrome da secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH), è riportata nel 10-15% dei casi e dà luogo a sintomi aspecifici quali astenia, vertigini, cenestopatie o più raramente crisi comiziali.
Disturbi extrapiramidali sono segnalati nel 10% circa degli anziani in terapia con SSRI. Il meccanismo responsabile potrebbe consistere in un’inibizione della trasmissione dopaminergica nigrostriatale causata dall’iperattività serotoninergica.
Tra gli SSRI, La fluoxetina è associata di frequente a perdita di appetito e di peso, effetto problematico negli anziani, che possono già presentare carenze nutrizionali.
Gli SSRI determinano, per un effetto serotoninergico diretto a livello piastrinico, una modificazione dei processi di coagulazione  che può dar luogo a manifestazioni emorragiche, specie in associazione con altri farmaci che inibiscono la coagulazione. Quindi può essere utile monitorare i parametri di coagulazione (11).
 

SERPLUS    

 
Il Serplus è un integratore alimentare a base di alfa-lattoalbumina (ALAC), una proteina ricca di triptofano e povera degli altri aminoacidi che competono con esso sia per il passaggio attraverso la BEE, che per l’assorbimento intestinale. Markus et al, nel 2005 descrivono la capacità dell’ALAC di aumentare il grado d’attenzione e le capacità cognitive al risveglio. Anche la capacità di reazione allo stress risulta migliorata dopo somministrazione di ALAC[ii]  soprattutto in soggetti vulnerabili. Sotto stress le capacità cognitive diminusiscono, l’ALAC è in grado di ripristinarle[iii].
In tutti questi studi è stato riscontrato un aumento del rapporto plasmatico triptofano/ Large neutral amino acids (LNAAs: tiroxina, valina, fenilalanina, leucina e isoleucina). Gli LNAAs competono per lo stesso carrier alla BEE, pertanto la velocità di passaggio della BEE del triptofano dipende dal rapporto trp/LNAAs. Infatti, in un gruppo di pazienti epilettici, patologia dove sono descritti bassi livelli ematici di LNAAs, si è potuto valutare che la captazione del triptofano è ridotta di un terzo[iv]
Il triptofano, aminoacido assunto unicamente con la dieta, è precursore della serotonina, sostanza che risulta carente nella depressione (Bhagwagar Z, Whale R, Cowen PJ. State and trait abnormalities in serotonin function in major depression. Br J Psychiatry. 2002 Jan;180:24-8), nell’epilessia e nella sclerosi multipla[v], è limitante nelle proteine della ns.dieta. Inoltre a livello della membrana intestinale vi è analoga competizione  come alla BEE. Il modo migliore per aumentare il rapporto plasmatico triptofano/LNAAs è assumere una proteina ricca di triptofano e povera dei suoi competitori.


Markus Cr et al  Evening intake of alpha-lactalbumin increases plasma tryptophan availability and improves morning alertness brain measures of attention Am J Clin Nutr. 2005 May;81(5):1026-33
[ii] Markus et al.  The bovine protein alpha-lactalbumin increases the plasma ratio of tryptophan to the other large neutral amino acids, and in vulnerable subjects raises brain serotonin activity, reduces cortisol concentration, and improves mood under stress. Am J Clin Nutr. 2000 Jun;71(6):1536-44
[iii] Markus et al. Whey protein rich in alpha-lactalbumin increases the ratio of plasma tryptophan to the sum of the other large neutral amino acids and improves cognitive performance in stress-vulnerable subjects. Am J Clin Nutr. 2002 Jun;75(6):1051-6
[iv] Lunardi, G., Mainardi, et al.  Tryptophan and epilepsy (1996) Advances in Experimental Medicine and Biology, 398, pp. 101-102.
[v] Monaco F, Fumero S, Mondino A, Mutani R Plasma and cerebrospinal fluid tryptophan in multiple sclerosis and degenerative diseases. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 1979 Jul;42(7):640-1.
 


Modificato da paolomainardi - 12 Ottobre 2009 alle 10:55
dott.Paolo Mainardi

Neurochimico

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Quota FIORI Rispondibullet Postato: 12 Ottobre 2009 alle 17:19
No a me risulta proprio il contrario che scarso rame nell'organismo aiuta lo sviluppo delle malattie degenerative...come forse anche un eccesso ovviamente..
 
il Serplus mio padre gia' lo prende da 3 mesi.
 
Grazie per la risposta
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