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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 25/02/2014 @ 15:42:50, in Lettera T, visto n. 512 volte)
Farmaco introdotto originariamente in terapia come ipnotico-sedativo, ormai fuori commercio poiché si è rivelato responsabile di anomalie gravi degli arti nel feto (amelia, emimelia, focomelia, micromelia), se somministrato alle gestanti nei primi mesi di gravidanza. Negli anni Sessanta si è reso responsabile di vere epidemie di focomelia.
 
Di riccardo (del 25/02/2014 @ 15:43:38, in Lettera T, visto n. 571 volte)
Parte posteriore del piede che si localizza a livello dell'osso calcaneale.Su di esso e sul metatarso si scarica il peso del corpo, sia in posizione eretta, sia durante la deambulazione.
 
Di riccardo (del 25/02/2014 @ 15:45:39, in Lettera T, visto n. 500 volte)
Deformità del piede, che fa sì che questo risulti flesso verso l'alto.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 17:52:46, in Lettera T, visto n. 917 volte)
Il tamari è una salsa prodotta mediante la fermentazione di tre anni della soia gialla in botti di legno.
 
Di riccardo (del 25/02/2014 @ 16:51:52, in Lettera T, visto n. 485 volte)
Farmaco antiestrogeno utilizzato nella terapia del carcinoma mammario in pazienti che hanno già superato la menopausa. le controindicazioni sono nausea, vomito, cefalea, perdite vaginali.
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 14:03:06, in Lettera T, visto n. 1033 volte)
Malattia acuta caratterizzata dall’accumulo di liquido all’interno del sacco pericardico. Ciò determina una compressione del cuore e delle sue cavità, impossibilitate a contrarsi regolarmente e a distendersi per raccogliere il sangue refluo. Si determina così una situazione di grave insufficienza cardiocircolatoria acuta, con scompenso cardiaco, riduzione della portata, ipotensione e, nelle forme più severe, arresto cardiocircolatorio totale. Il liquido che si accumula nello spazio pericardico può essere sieroso, infiammatorio (come nella pericardite infettiva o uremica) o sangue (nelle forme traumatiche o con fissurazione della parete miocardica, nel corso di infarto). Il tamponamento cardìaco si manifesta quando tale raccolta avviene improvvisamente, senza che i foglietti del sacco pericardico abbiano la possibilità di distendersi progressivamente adattandosi alla nuova situazione: in queste condizioni sono sufficienti poche decine di ml di fluido per causare una sindrome compressiva. La diagnosi clinica, oltre che sull’esame obiettivo, si basa su indagini radiologiche (con allargamento marcato del profilo dell’ombra cardiaca) ed ecografiche (con dimostrazione diretta della presenza di liquido di versamento pericardico). La terapia d’elezione consiste nella pronta evacuazione della raccolta liquida, mediante puntura del sacco pericardico (pericardiocentesi), a scopo decompressivo; nelle forme recidivanti, è utile la messa in sede di un sottile catetere per consentire successivi svuotamenti nel tempo.
 
Di riccardo (del 25/02/2014 @ 16:54:02, in Lettera T, visto n. 992 volte)
Intervento chirur­gico per il trattamento delle emorragie nasali, praticato in caso di epistassi di forte entità. Può essere anteriore o posteriore, a seconda della sede dell'emorragia. Normalmente il tamponamento anteriore viene eseguito in anestesia locale da personale competente dopo aver pulito ed aspirato per bene le fosse nasali applicando poi per per qualche minuto nella fossa nasale sanguinante una cialdina di cotone imbevuto di anestetico locale per procedere al tamponamento vero e proprio che avviene con una garza impregnata di una polvere antisettica (garza iodroformica) e a seconda delle tecniche, può consistere nella introduzione tramite le narici di strisce di garza con l'ausilio di pinzette apposite per farle scorrere lungo il pavimento nasale, per spingerle delicatamente verso l'alto e grazie ad alcuni passaggi queste si stratificano sino a riempire completamente la fossa nasale ottenendo come risultato un tamponamento più o meno profondo a seconda della necessità. Il tamponamento nasale posteriore invece si esegue nelle epistassi che hanno origine dalla parte più alta e posteriore delle fosse nasali, nel quale il professionista partendo con la preparazione di garza apposita dalla dimensione della falange del pollice, che viene introdotta tramite un apposito strumento di gomma nella fossa nasale attraverso attraverso la narice da tamponare che si vuole tamponare per poi recuperarlo dalla bocca al quale viene collegato il tampone che una volta ritirato si posizionerà al suo posto e tenuto in trazione dal tiramento del filo. Mentre il sanguinamento anteriore si può monitorare facilmente, un'insufficiente controllo del tamponamento posteriore sfugge facilmente e un continuo sanguinamento, specie notturno, deve essere tenuto in considerazione.
 
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