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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Sintomi (del 16/09/2007 @ 18:12:37, in Lettera T, visto n. 1668 volte)
Il tri-test si effettua preferibilmente tra la 15a e la 17a settimana di gravidanza, consiste nel dosaggio di tre ormoni circolanti nel sangue materno durante la gravidanza, tali sostanze prodotte dal feto e dalla placenta sono l'alfafetoproteina (AFP), l'estriolo-non-coniugato (uE3) e la gonadotropina corionica (hCG). L'epoca di gestazione va determinata con esattezza, infatti, la concentrazione degli ormoni varia durante la gravidanza. La valutazione combinata di queste tre sostanze e di altri parametri (eta' materna, peso, fumo, etcc.) permette di individuare le donne con un rischio aumentato di partorire un feto affetto da Sindrome di Down, difetti del tubo neurale o da altre anomalie cromosomiche. Rischio aumentato per Sindrome di Down ATTENZIONE: il TRI-TEST può stabilire se esiste una probabilità' maggiore rispetto ad un valore di riferimento scelto (cut-off), che il feto sia affetto, ma non significa che il feto sia sicuramente malato. Il valore del cut-off, puo' cambiare da regione a regione. La diagnosi puo' essere accertata solo attraverso l'indagine citogenetica fetale (amniocentesi). In questo caso e' la coppia che deve decidere se sottoporsi o meno all'amniocentesi, non e' infatti obbligatorio eseguire l'amniocentesi. Rischio non aumentato per Sindrome di Down ATTENZIONE: Un rischio di S. di Down inferiore al cut-off, non esclude completamente la possibilita' che il feto sia affetto dalla Sindrome o da altre anomalie cromosomiche. Il tri-test e' in grado di individuare circa 2 feti su 3 affetti da S. di Down e 3 feti su 4 affetti da trisomia 18.
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 15:42:17, in Lettera T, visto n. 1422 volte)
Vedi Sindrome di Down.
 
Di medicina (del 17/09/2007 @ 11:52:20, in Lettera T, visto n. 46164 volte)
Il triptofano è un amminoacido essenziale, vale a dire che deve essere assunto tramite l'alimentazione, dato che l'organismo umano non è in grado di sintetizzarlo. Il triptofano è anche un precursore della serotonina (un neurotrasmettitore), della melatonina e della niacina. Il triptofano è stato utilizzato a lungo come integratore alimentare. Per la sua proprietà di stimolatore dei livelli di serotonina, il triptofano si è rivelato un rimedio efficace per indurre sonnolenza. Nel 1989, tuttavia, si è verificata una misteriosa epidemia di una malattia autoimmune denominata sindrome eosinofilo-mialgica attribuita a una partita di triptofano sintetizzata in maniera errata. Per aumentare la resa del prodotto e ridurre i costi, vi fu un intervento di manipolazione genetica che provocò una corruzione della sostanza. In quanto integratore alimentare, il triptofano fu ritirato dal mercato, ma è ancora presente come farmaco da utilizzare in psichiatria come antidepressivo. In natura, il triptofano si trova in buone percentuali all'interno di cioccolato, avena, banane, arachidi, latte e suoi derivati.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 18:01:54, in Lettera T, visto n. 1338 volte)
La trippa è una frattaglia costituita dalla parte di apparato digerente del bovino compresa fra esofago e stomaco; dopo la macellazione viene sottoposta a pulizia e bollitura. È composta da rumine (la parte a forma di sacco più grande, detta anche trippa, croce, crocetta, pancia, trippa liscia o busecca), omaso (formato da lamelle, detto anche centopelli o foiolo) e reticolo (o cuffia, un piccolo sacco con aspetto spugnoso, detta anche cuffia, nido d'ape, bonetto o beretta). La trippa è un alimento consumato da lungo tempo: i greci la cucinavano sulla brace, mentre i romani la utilizzavano per preparare salsicce. Oggi è facilmente reperibile in commercio; la si trova già pulita e anche lessata. Le vicende del morbo della mucca pazza (e la relativa disinformazione) hanno trascinato la trippa fra le parti a rischio: ingiustamente, visto che le norme entrate in vigore l'1/10/2000 prevedono la distruzione dell'intero intestino, ma non dei prestomaci (trippa) e dello stomaco. È preferibile conservarla in frigorifero immersa in acqua, affinché non ingiallisca. Le ricette per la preparazione della trippa sono moltissime, diverse da una città all’altra. È un piatto economico e molto nutriente, dal momento che ha un contenuto molto elevato di proteine e basso in grassi. INFO AL. - Carboidrati: 0; proteine: 15,8; grassi: 5; acqua: 72; calorie: 108.
 
Di medicina (del 16/09/2007 @ 11:53:34, in Lettera T, visto n. 1089 volte)
Malattia causata da un protozoo. Tripanosomiasi africana (malattia del sonno) Malattia, detta anche "malattia del sonno", causata dal tripanosoma gambiense e dal tripanosoma rhodiense e trasmessa all'uomo dalla mosca tsè-tsè. Tripanosomiasi americana (malattia di Chagas) Malattia, detta anche "malattia di Chagas", causata dal tripanosoma cruzi e trasmessa all'uomo dalle cimici.
 
Di riccardo (del 10/04/2014 @ 12:15:31, in Lettera T, visto n. 932 volte)
Farmaco ganglioplegico impiegato nelle emergenze di ipertensioni gravi aneurisma dell'aorta addominale con pericolo di rottura imminente aneurisma dissecante. Esercita una intensa azione vasodilatatrice. Viene somministrato in infusione endovenosa sotto stretto controllo medico perche e necessario tenere sotto costante osservazione la pressione arteriosa.
 
Di riccardo (del 25/02/2014 @ 14:08:10, in Lettera T, visto n. 634 volte)
La triiodotironina (T3) è un ormone tiroideo, prodotto dalle cellule follicolari tiroidee in risposta all'ormone ipofisario TSH,insieme alla tiroxina. Contiene tre atomi di iodio ed è presente nel flusso sanguigno con una concentrazione di 80/180 ng/dl di sangue. Nei tessuti periferici la tiroxina viene trasformata in triiodotironina. La massima parte dell'ormone circolante (89%)deriva dalla trasformazione metabolica della tiroxina, o tetraiodotironina (T4), e rappresenta il 2÷5% dello iodio ormonale; la perdita di un atomo di iodio le conferisce una maggiore potenza biologica e infatti ha un’azione stimolante sul metabolismo molto più intensa di quella della tiroxina.
 
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