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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dermatologia (del 29/04/2011 @ 22:26:24, in Lettera T, visto n. 1775 volte)
La tricoscopia o dermatoscopia del cuoio capelluto è una tecnica di diagnostica non invasiva utilizzata in dermatologia per lo studio delle malattie dei capelli e del cuoio capelluto. Si tratta di una metodica utilizzata al momento della visita dermatologica per ricercare possibili segni di infiammazione (depressione peripilare) o atrofia (follicoli vuoti) per distinguere un'alopecia androgenetica (AGA) da un telogen effluvium. Con la tricoscopia è possibile osservare anche i principali pattern vascolari di alcune patologie infiammatorie del cuoio capelluto (es. twisted loops nella psoriasi del cuoio capelluto e coiled loops nella dermatite seborroica).
 
Di riccardo (del 10/04/2014 @ 11:54:57, in Lettera T, visto n. 632 volte)
Micosi del sistema pilifero endemica nelle regioni tropicali tricosporosi tropicale che comporta la formazione di noduli lungo i capelli i peli della barba e i baffi.
 
Di medicina (del 16/02/2011 @ 20:20:05, in Lettera T, visto n. 1801 volte)
E’ la rasatura preoperatoria del sito chirurgico, il cui fine è evitare che i peli interferiscano con la disinfezione, e di prevenire la contaminazione della ferita in corso d’intervento. in realtà è stato dimostrato che non è necessario eseguire tale procedura per diminuire il rischio infettivo. Pertanto, la tricotomia può rendersi necessaria per ragioni diverse (potenziale accesso alla zona, visibilità). Tagliare i peli immediatamente prima dell’intervento è stato altresì associato con un minore rischio di rischio d’infezione rispetto al rasare o al tagliare la notte prima dell’operazione. Sebbene l’uso di creme depilatorie sia stato associato con un più basso rischio di SSI rispetto alla rasatura o al taglio, queste talora provocano reazioni di ipersensibilità. E’ consigliato quando possibile non depilare
 
Di riccardo (del 10/04/2014 @ 11:58:23, in Lettera T, visto n. 560 volte)
Situata sull'orifizio atrioventricolare destro del cuore presenta tre lembi o cuspidi su cui si inseriscono le formazioni tendinee che partono dai pilastri del ventricolo. La chiusura della valvola tricuspide impedisce il riflusso del sangue nell atrio durante la sistole del ventricolo. Valvola Tricuspide Le patologie più comuni che possono affliggere la valvola tricuspide sono: Stenosi tricuspidale. È un restringimento dell'orifizio valvolare, dovuto alla fusione delle commissure, oppure a un cambiamento morfologico delle corde tendinee. Insufficienza tricuspidale. Si verifica una lesione a livello di uno degli elementi strutturali della valvola: cuspidi, anello valvolare, corde tendinee e muscoli papillari.
 
Di Viola Sinismagli (del 23/03/2011 @ 16:36:47, in Lettera T, visto n. 924 volte)
Lipidi complessi che sono depositati principalmente nel tessuto adiposo e sono un importante fonte di energia. Si pensa che livelli elevati di trigliceridi possano contribuire all'aterosclerosi.
 
Di riccardo (del 25/02/2014 @ 14:08:10, in Lettera T, visto n. 630 volte)
La triiodotironina (T3) è un ormone tiroideo, prodotto dalle cellule follicolari tiroidee in risposta all'ormone ipofisario TSH,insieme alla tiroxina. Contiene tre atomi di iodio ed è presente nel flusso sanguigno con una concentrazione di 80/180 ng/dl di sangue. Nei tessuti periferici la tiroxina viene trasformata in triiodotironina. La massima parte dell'ormone circolante (89%)deriva dalla trasformazione metabolica della tiroxina, o tetraiodotironina (T4), e rappresenta il 2÷5% dello iodio ormonale; la perdita di un atomo di iodio le conferisce una maggiore potenza biologica e infatti ha un’azione stimolante sul metabolismo molto più intensa di quella della tiroxina.
 
Di riccardo (del 10/04/2014 @ 12:15:31, in Lettera T, visto n. 917 volte)
Farmaco ganglioplegico impiegato nelle emergenze di ipertensioni gravi aneurisma dell'aorta addominale con pericolo di rottura imminente aneurisma dissecante. Esercita una intensa azione vasodilatatrice. Viene somministrato in infusione endovenosa sotto stretto controllo medico perche e necessario tenere sotto costante osservazione la pressione arteriosa.
 
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