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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 01/04/2014 @ 16:56:49, in Lettera T, visto n. 617 volte)
Nome con cui viene popolarmente chiamata la pertosse. malattia batterica acuta che interessa tutto l’albero tracheobronchiale, causata dai batteri Bordetella pertussis. Altri nomi con cui è nota la pertosse, oltre che tosse asinina, sono tosse convulsa e tosse canina (in effetti esiste una tosse secca nel cane causata da un altro ceppo di Bordetella).
 
Di riccardo (del 01/04/2014 @ 16:58:32, in Lettera T, visto n. 603 volte)
Branca della farmacologia che studia le sostanze tossiche e le modificazioni biochimiche patologiche nell'organismo. La tossicologia si pone il compito fondamentale di definire i limiti di sicurezza per gli organismi umani nell'assunzione di qualsiasi sostanza anche quelle ad azione fisiologica o terapeutica alle quali solo un eccesso di dose fa assumere il ruolo di veleno. La tossicologia fornisce tutte le cognizioni inerenti i veleni sulla loro struttura chimica e sui metodi di identificazione chimica tossicologica sulle caratteristiche e i meccanismi della loro azione farmaco-tossicologia sugli aspetti diagnostici e terapeutici delle intossicazioni tossicologia clinica su quelli preventivi igiene tossicologica e medico-legali.
 
Di riccardo (del 07/04/2014 @ 11:43:05, in Lettera T, visto n. 537 volte)
Denota la presenza nel sangue di elevate concentrazioni di sostanze tossiche di origine endogena dovuta alla mancata escrezione da parte dell'apparato urinario della sudorazione della respirazione.
 
Di Viola Sinismagli (del 29/03/2011 @ 16:44:24, in Lettera T, visto n. 734 volte)
Sostanze irritanti o velenose.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 18:00:46, in Lettera T, visto n. 6271 volte)
Il calamaro è un mollusco del genere Loligo, simile al totano, da cui si differenzia per la presenza di alette sui lati del corpo. È dotato di corpo snello lungo circa 50 cm, con un mantello cilindrico sopra il capo che contiene gli organi interni; presenta una conchiglia cornea interna (il calamo) allungata a forma di lancia, dieci tentacoli, di cui due più lunghi e prensili e una borsa del nero, che contiene liquido scuro, simile all'inchiostro, che l'animale secerne a scopo di difesa. Il corpo ha due pinne unite a formare un rombo (nel totano, spesso confuso con il calamaro, le pinne formano un triangolo), il capo ha due occhi laterali. Il calamaro ha in tutto dieci braccia con ventose: otto più corte e due tentacoli più lunghi con estremità a forma di clava. Sono note in tutto ventidue specie di calamari del genere Loligo diffuse nei mari di tutto il mondo. Nel Mediterraneo ne vivono due specie: Loligo forbesi e Loligo vulgaris. Nel nostro mare la lunghezza massima dei calamari è di 40 cm, mentre sono molto comuni gli esemplari di 15-25 cm. Lungo le nostre coste il calamaro si pesca quasi ovunque, ma le quantità maggiori sono pescate in Sicilia (il 43% del totale nazionale) e in Adriatico (il 35%). I calamari sono venduti freschi o congelati; è preferibile scegliere molluschi piccoli (più giovani) perché sono più teneri e gustosi. In questo caso non è necessario prepararli prima di consumarli; negli esemplari più grandi si devono invece eliminare intestini, fegato, eventuali uova, becco e la conchiglia. Le carni sono magre, con un buon contenuto di vitamine e sali minerali, ma sono ricche di tessuto connettivo, per cui richiedono una buona masticazione. Gli esemplari freschi hanno un colore intenso e brillante; quando non sono freschi tendono a ingiallire. A causa del basso contenuto calorico e del relativamente alto indice di sazietà, il calamaro è un'ottima fonte di proteine a basso tenore calorico. Ovviamente è preferibile astenersi dal consumarlo fritto, come invece è tradizione; preferibilmente, va gustato in insalate di mare con poco olio oppure in umido con altri molluschi. Ved. anche Frutti di mare. INFO AL. - Carboidrati: 0,6; proteine: 12,6; grassi: 1,7; acqua: 80; calorie 68. Parte edibile: 65; calorie al lordo: 44.
 
Di riccardo (del 07/04/2014 @ 11:44:13, in Lettera T, visto n. 594 volte)
Parassiti dixeni che infestano frequentemente i cani che ne espellono le uova con le feci contaminando il terreno. I bambini possono infettarsi ingerendo le larve con la terra sviluppando patologie che si risolvono in genere spontaneamente. Tuttavia la localizzazione oculare può essere causa di patologie retiniche che si possono presentare con strabismo e riduzione della vista. La diagnosi si effettua tramite Elisa e Immunoblot per ricerca di Ab, oppure tramite biopsia e tecniche istologiche.
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 16:07:56, in Lettera T, visto n. 1287 volte)
La toxoplasmosi è un'infestione, ovvero una malattia trasmessa da un microscopico parassita, il protozoo Toxoplasma Gondii. Esso alberga nell'intestino di molti animali (circa 200 specie), tra i quali molti domestici, come i gatti, i bovini, gli ovini, gli equini; nei tessuti degli animali infetti si generano le oocisti, altamente infettive. Il contagio con l'uomo può avvenire per ingestione di carne contaminata e poco cotta, in cui sopravvivono le oocisti, o per contatto con feci dei gatti (gli unici a espellere le oocisti nelle feci) o terreno infetto. Nell'uomo il protozoo si riproduce al di fuori dell'intestino, ma il corpo umano è in grado di produrre gli anticorpi. La malattia nell'uomo è generalmente asintomatica e non produce danni, mentre nelle donne in gravidanza è altamente pericolosa, in quanto, se contratta durante la gravidanza, può essere trasmessa al feto e provocare gravi malformazioni agli occhi e al cervello del nascituro (idrocefalo, calcificazioni endocraniche e corioretinite). Per questo motivo uno dei test di routine della gravidanza (Toxo Test) mira a rilevare la presenza degli anticorpi nel sangue della gestante. Se sono presenti gli anticorpi significa che la madre ha gia contratto in passato la malattia e il rischio per il nascituro è nullo. La prevenzione - Nel caso di assenza di anticorpi, la madre si trova completamente indifesa nei confronti dell'infezione e deve pertanto attuare le strategie di prevenzione per evitare il contagio: 1) mangiare carne ben cotta (almeno a 70ºC); 2) lavare molto bene frutta e verdura ed evitare nei ristoranti verdura cruda; 2) nel caso di insaccati, evitare quelli artigianali (quelli industriali sono molto controllati); 3) indossare guanti se si viene a contatto con le feci dei gatti (o il terreno circostante); 4) maneggiare la carne cruda e le verdure, fiori e piante con i guanti 4) impedire che i gatti di casa si alimentino andando a caccia e alimentarli sempre con carne cotta. Nel caso di test negativo, esso deve essere ripetuto ogni mese della gravidanza per identificare con assoluta tempestività il possibile contagio e ridurre al minimo i danno per il feto.
 
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