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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 04/03/2014 @ 16:09:23, in Lettera T, visto n. 638 volte)
La TOS è una qualsiasi terapia in cui il paziente, per motivi clinici e in corso di trattamenti medici, riceve ormoni, al fine di colmare un deficit degli stessi oppure di sostituirne alcuni. Esempi ne sono la terapia ormonale sostitutiva postmenopausale; la sostituzione degli ormoni nel cambio di sesso con quelli caratteristi del sesso con cui il paziente si identifica; la terapia ormonale sostitutiva androgenica nel trattamento dell'ipogonadismo maschile; la terapia sostitutiva a base di androgeni per riattivare la funzione testicolare. La terapia ormonale sostitutiva a base di levotiroxina nel caso di un deficit della funzione tiroidea.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 04/03/2014 @ 16:05:25, in Lettera T, visto n. 559 volte)
Forma di psicoterapia facente parte delle cosiddette teorie sistemico-relazionali, nella quale, oltre al paziente, partecipano alle sedute anche i suoi familiari (genitori, fratelli, eventualmente altri membri della famiglia allargata). La terapia familiare consente di analizzare le complesse relazioni dinamiche che intercorrono tra il disturbo di un membro della famiglia e le strutture familiari che consentono e sostengono il suo manifestarsi. Il trattamento viene solitamente utilizzato nel caso di famiglie in cui si evidenziano problemi relazionali gravi o sintomi francamente psicopatologici, derivanti da un conflitto emotivo interno al gruppo familiare. Può essere utilizzato anche per problematiche minori nei periodi di sviluppo e adattamento dei bambini o durante momenti di crisi esistenziale di uno o più membri della famiglia. Ha presentato risultati promettenti soprattutto nel trattamento dell'anoressia mentale.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 04/03/2014 @ 15:57:14, in Lettera T, visto n. 627 volte)
Comunemente conosciuta come elettroshock è utilizzata nella cura delle malattie nervose e mentali. L'elettroshock, sperimentato per la prima volta da Cerletti e Bini nel 1938, consiste nell'applicazione al cranio di una corrente elettrica alternata di breve durata, che provoca perdita di coscienza e spasmo muscolare a cui segue una breve fase di rilassamento muscolare e quindi una tipica crisi convulsiva generalizzata. L'esatto meccanismo di azione non è ben conosciuto e la sua efficacia è molto dibattuta. Al fine di evitare alcuni disturbi (per esempio, lussazione della mandibola, fratture ossee) viene eseguito in anestesia generale. Disturbi della memoria possono permanere dopo le applicazioni. L'elettroshock si ritiene indicato soprattutto per depressioni gravi, arresti psicomotori, schizofrenia. Il suo impiego attualmente è riservato ai casi di depressione senile o di depressione endogena con grave blocco psicomotorio.
 
Di medicina (del 16/09/2007 @ 15:13:49, in Lettera T, visto n. 1243 volte)
Farmaci Aminomal, Diffumal, Euphyllina, Frivent, Respicur, Tafamin, Theo, Theodur, Theolair. Indicazioni Trattamento dell'asma bronchiale e delle broncopneumopatie croniche costruttive. Controindicazioni Controindicato in stato di gravidnza, durante il periodo di allattamento, in soggetti con ipersensibilità individuale accertata al farmaco, con infarto del mioardio in fase acuta e negli stati ipotensivi. Interazioni Sono conosciute interazioni con allopurinolo, carbonato di litio, carbamazepina, cimetidina, contraccettivi orali, eritromicina, derivati digitalici e delle amine simpaticomimetiche, fenobarbital, fenitoina, isoniazide, isopropenalina, propanololo, rifanpicina, sulfinpirazone, toleandomicina.
 
Di riccardo (del 04/03/2014 @ 15:56:12, in Lettera T, visto n. 611 volte)
Farmaco alcaloide contenuto principalmente nei semi di cacao. Ha proprietà simili alla teofillina.
 
Di riccardo (del 04/03/2014 @ 15:46:09, in Lettera T, visto n. 514 volte)
Muscolo volontario o involontario la cui funzione è di tendere una formazione anatomica o un organo. Sono tensori per esempio, il muscolo della fascia lata, della regione anteriore ed esterna della coscia, il muscolo del timpano che, nell'orecchio, distende la membrana timpanica.
 
Di riccardo (del 04/03/2014 @ 15:54:58, in Lettera T, visto n. 1102 volte)
Il muscolo tensore del timpano origina dalla tuba di Eustachio e unisce l'orecchio medio alla faringe. All'inizio è un canale osseo e dopo cartilagineo. Sopra il tensore del timpano c'è il tendine del tensore del timpano che va ad inserirsi sul manico del martello. Quando viene contratto il tensore del timpano, si ha lo spostamento in senso mediale del manico del martello e quindi si avrà una maggiore tensione della membrana del timpano.
 
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