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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 18:00:33, in Lettera T, visto n. 885 volte)
Sonorità provocata dalla percussione (detta anche timbro timpanico). Indica la presenza di aria o gas in un organo o cavità dell’organismo. Mentre è da definirsi normale il timpanismo che si rileva a carico dello stomaco (all’altezza del fondo)risulta patologico quello a carico del torace (pneumotorace, caverne polmonari) o dell’addome disteso dai gas (meteorismo, occlusione intestinale, pneumoperitoneo).
 
Di riccardo (del 12/03/2014 @ 11:32:22, in Lettera T, visto n. 752 volte)
Sottile membrana semitrasparente facente parte dell'orecchio medio situata al termine del condotto uditivo esterno separandolo dalla cassa del timpano. Funzionalmente trasmette le vibrazioni generate dalle onde sonore alla catena degli ossicini, costituita in senso latero-mediale (dall'esterno verso l'interno) da martello, incudine e staffa. Presenta una forma ad imbuto ellittico con un asse verticale maggiore di 9-10 mm, un asse orizzontale di circa 8-9 mm, una concavità laterale e una convessità mediale. Ha un'inclinazione di 55° con il pavimento del condotto uditivo esterno e rivolge la sua faccia laterale in basso leggermente in avanti. Nell'essere umano ha uno spessore di circa 0,1 mm e una superficie di circa 85 mm2. La perforazione del timpano può essere causata dall'introduzione di oggetti nel condotto uditivo, da un barotrauma o anche da un'otite media. La riduzione della capacità uditiva dipende da posizione e dimensione della perforazione attraverso la quale possono introdursi, in caso di entrata di acqua nell'orecchio medio, degli agenti patogeni. Le perforazioni del timpano, se di piccole dimensioni, possono rimarginarsi spontaneamente; per perforazioni di dimensioni maggiori si può ricorrere alla ricostruzione della membrana, l'intervento prende il nome di timpanoplastica. L'infiammazione del timpano è chiamata miringite, mentre la perforazione chirurgica della membrana utilizzata talvolta in caso di otite media per evitare una perforazione spontanea e permettere l'aspirazione del muco prende il nome di miringotomia. Il colesteatoma congenito è invece un residuo di cellule epitaliali del tappo del meato acusto esterno che permane internamente o medialmente alla membrana timpanica e che appare come una struttura cistica bianca.
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 17:57:58, in Lettera T, visto n. 599 volte)
Asportazione chirurgica della membrana del timpano. Si attua in presenza di otiti medie purulente croniche che minacciano processi di osteite, formazioni polipose o complicazioni endocraniche.
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 17:56:09, in Lettera T, visto n. 714 volte)
Farmaco costituito da un complesso ormonale estratto dal timo di bovino, con azione stimolante e regolatrice della risposta immunitaria cellulare. È impiegato negli stati di immunodeficienza (gravi infezioni virali, infezioni sovrapposte a tumori). Può determinare dolore nella sede di iniezione e casi di orticaria, curabili con la contemporanea somministrazione di cortisonici.
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 17:50:14, in Lettera T, visto n. 975 volte)
Tumore del timo. E' una condizione rara, associata nel 50% al disordine neuromuscolare chiamato Miastenia grave.Moltissime sono le malattie a cui si può associare la comparsa del tumore come l’artrite reumatoide, l’anemia perniciosa, la polimiosite, la tiroidite. È costituito da cellule differenziate, accompagnate da linfociti non tumorali sparsi in quantità più o meno abbondante, nel contesto delle cellule epiteliali. L’età media di presentazione dei timomi è 53 anni, anche se possono presentarsi a qualunque età, con una uguale distribuzione in entrambi i sessi. I timomi hanno un’evoluzione imprevedibile, infatti si possono osservare casi in cui la malattia rimante indolente per lungo tempo fino ad arrivare a neoplasie molto aggressive con aspetti di infiltrazione locale e storie di plurime recidive e metastasi a distanza. Spesso la neoplasia non fornisce sintomi di rilievo, e casualmente grazie ad una normale radiografia può venire diagnosticata. Il trattamento del timoma dipende dalla presentazione clinica, in particolare dall’invasività locale. La chirurgia è sicuramente il gold standard, tutti i pazienti affetti da timoma, ad eccezione di quelli affetti da neoplasie non resecabili o con metastasi a distanza, dovrebbero essere sottoposti a intervento chirurgico con resezione completa della lesione anche se infiltra organi circostanti non vitali (pleura, pericardio, polmone). La presenza di metastasi polmonari non pregiudica l’intervento chirurgico. L’accesso chirurgico scelto nella maggior parte dei casi è la sternotomia longitudinale mediana anche se in caso di grosse lesioni che si estendono al cavo pleurico è preferibile l’approccio toracotomico postero-laterale. Più recentemente, per lesioni capsulate e di piccole dimensioni, alcuni autori hanno proposto timectomie mini-invasive mediante accessi chirurgici toracoscopici o grazie all’utilizzo del robot. Localizzazioni pleuriche (reimpianti pleurici) possono manifestarsi anche dopo anni dall'intervento chirurgico. Questi reimpianti possono comunque essere rimossi chirurgicamente con accesso toracotomico. Inoltre più recentemente è stata introdotta in centri specializzati la chemioterapia ipertermica intracavitaria chemioipertermia, che consiste nel lavaggio del cavo pleurico con sostanze chemioterapiche ad alte temperature per circa 1 ora, al fine di sfruttare l'effetto sinergico di alta temperatura e chemiotarapico. L'assorbimento sistemico del farmaco è pressoché inesistente.
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 17:44:39, in Lettera T, visto n. 574 volte)
Farmaco antipertensivo betabloccante; presenta gli stessi effetti collaterali e precauzioni d'uso degli altri betabloccanti.
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 17:45:04, in Lettera T, visto n. 782 volte)
Psicofarmaco regolatore del tono dell'umore e delle emozioni. Le categorie farmacologiche a cui appartiene il timolèttico sono diverse: neurolettici, con azione anche su deliri e allucinazioni; e ansiolitici, che inducono uno stato psichico caratterizzato da maggiore tranquillità e serenità.
 
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