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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 05/03/2014 @ 11:15:45, in Lettera T, visto n. 617 volte)
I reattivi mentali sono strumenti per la misurazione standardizzata e obiettiva del comportamento e delle abilità degli individui a cui vengono somministrati. Esistono test collettivi, somministrabili a un gruppo di persone, e test individuali, costruiti per essere somministrati singolarmente. I test psicologici possono essere distinti in quattro categorie principali. I test d'intelligenza propongono al soggetto un'ampia gamma di compiti tesi a valutare il suo livello intellettuale generale. Il punteggio totale ottenuto al test viene trasformato in QI (quoziente di intelligenza, o quoziente intellettivo, cioè il rapporto tra l'età mentale del soggetto e la sua età cronologica). I primi test di intelligenza si devono allo psicologo francese A. Binet (scala Binet-Simon, 1905). Attualmente sono in uso test costruiti in modo da valutare: le capacità verbali e non verbali (scale Weschler); i molteplici fattori costituenti l'intelligenza (le scale di L. L. Thurstone e J. P. Guilford); l'intelligenza "libera" da influenze culturali (test culture-free di Cattell). I test di personalità misurano le caratteristiche emotive, motivazionali, relazionali di un individuo al fine di individuare e valutare "tratti" o "tipologie". I procedimenti utilizzati sono di diverso tipo: osservazionali, "carta e matita", tecniche proiettive. Il più noto è il test di Rorschach o "test delle macchie", che prevede la somministrazione di dieci immagini simmetriche le cui interpretazioni vengono valutate secondo criteri prefissati. I test di profitto valutano le capacità dell'individuo in un determinato momento. I test attitudinali sono finalizzati alla valutazione delle capacità del soggetto di svolgere con successo un'attività futura.
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 12:13:37, in Lettera T, visto n. 580 volte)
Tumori che colpiscono la regione cervico-facciale e interessano la bocca, la lingua, le gengive, la faringe, la laringe, il naso, i seni paranasali e le ghiandole salivari. L’organo che viene colpito più frequentemente è la laringe, seguito da cavo orale e faringe. Vengono raggruppati in un'unica categoria in quanto, pur costituiti da tessuti diversi per composizione e funzioni, presentano notevoli analogie di comportamento biologico e soprattutto di inquadramento terapeutico. Costituiscono all'incirca il 20% di tutti i tumori maligni, e per la maggior parte sono rappresentati dai carcinomi della laringe e del cavo orale. Colpiscono soprattutto intorno ai 60-70 anni, e in quasi il 100% dei casi sono rappresentati da carcinomi squamosi. I fattori di rischio più importanti riguardano il fumo, l'abuso di alcol, una dieta povera in vitamine del gruppo A e B, scarsa e non corretta igiene orale specie in soggetti portatori di protesi dentarie, papilloma virus umano (HPV) e virus di Epstein Barr. I tumori del cavo orale si presentano spesso come un'ulcerazione sanguinante, che non guarisce, o come un'area tumefatta e ispessita, o ancora come una chiazza biancastra o infiammata. Per i tumori laringei i sintomi più frequenti sono rappresentati da tosse e raucedine persistente, difficoltà alla deglutizione, variazioni del tono della voce. La terapia è spesso multidisciplinare e riguarda la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia e la terapia mirata. La prevenzione primaria prevede l'abolizione del fumo e dell'alcol. Globalmente la sopravvivenza a 5 anni è del 51% per i tumori del cavo orale, e del 25% per i tumori della laringe.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 11/03/2014 @ 13:57:47, in Lettera T, visto n. 584 volte)
Rappresenta la forma di tumore più frequente nei maschi fra i 15 e i 34 anni. Istologicamente distinguiamo tumori a cellule germinali e tumori del tessuto connettivale (rarissimi). In quasi il 100% dei casi il tumore appartiene al primo gruppo. I tumori del testìcolo vengono semplicisticamente suddivisi in seminomi e non seminomi. Segni e sintomi sono comuni ai due gruppi, e possono andare da un nodulo o un rigonfiamento più o meno sintomatico del testicolo, fino all'improvvisa scoperta di metastasi polmonari. I seminomi in genere danno metastasi per via linfatica alle stazioni linfonodali profonde, prima di diffondersi agli organi viscerali, mentre i non seminomi tendono a coinvolgere più precocemente i polmoni, il fegato, il sistema nervoso. Fattori di rischio sono considerati il criptorchidismo (cioè i testicoli ritenuti), le orchiti (infiammazioni della gonade a varia origine), specialmente quelle post-parotitiche, l'ernia inguinale nell'infanzia. La terapia è strettamente correlata alle due categorie. Se il seminoma è in fase iniziale (confinato cioè al testicolo) può essere trattato con la sola radioterapia addominale, mentre nelle forme più avanzate si ricorre alla chemioterapia a base di cisplatino. Nei non seminomi è necessario procedere all'esame chirurgico di tutte le stazioni linfonodali retroperitoneali, in modo da valutare l'estensione della malattia e la necessità di un'ulteriore terapia. La chemioterapia con schemi includenti cisplatino (associazione di platino, vinblastina e bleomicina; o con etoposide al posto di vinblastina; oppure associazione di ciclofosfamide, bleomicina, actinomicina D, vinblastina e cisplatino) può determinare la regressione e il controllo della malattia anche in fase metastatica. In entrambi i gruppi di tumori è oggi comunque raggiungibile una guarigione anche in fase avanzata e infatti si può stimare che la sopravvivenza globale per i tumori del testìcolo a cinque anni dalla diagnosi oscilli intorno all'80%.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 11/03/2014 @ 12:38:12, in Lettera T, visto n. 509 volte)
Organo facente parte dell'apparato genitale maschile adibito alla produzione degli spermatozoi, le cellule fecondanti maschili. È un corpo ovalare o rotondeggiante di consistenza molle ed elastica. I due testìcoli sono contenuti nello scroto, dove discendono dall'addome durante le ultime fasi dello sviluppo fetale, sospesi al funicolo spermatico. Ogni testìcolo è rivestito da una guaina fibrosa, la tunica albuginea, da cui prendono origine sottili sepimenti connettivali che convergono verso un addensamento di tessuto connettivale (corpo di Higmore), suddividendo il parenchima testicolare in circa 250 lobuli di forma conica. Ciascuno di questi ultimi contiene 1-3 sottili tubuli seminiferi a matassa che danno origine ai tubuli seminiferi retti, i quali anastomizzandosi con quelli degli altri lobuli formano una maglia irregolare (rete testis), da cui derivano i condottini efferenti e un canale di maggiori dimensioni che si raggomitola su sé stesso formando l'epididimo, da cui si diparte il condotto deferente. Tra i tubuli seminiferi, in cui avvengono i processi della spermatogenesi, si trovano masserelle di cellule interstiziali, o di Leydig, che producono ormoni, regolatori della comparsa dei caratteri sessuali secondari e dell'attività sessuale (testosterone).
 
Di medicina (del 17/09/2007 @ 11:56:47, in Lettera T, visto n. 7419 volte)
Il testosterone è un ormone steroideo prodotto dalle cellule di Leydig situate nei testicoli e in parte sintetizzato nella corteccia surrenale. Si trova anche nella donna come prodotto intermedio degli estrogeni. Nell'uomo è fondamentale per lo sviluppo degli organi genitali e dei caratteri sessuali secondari: barba, distribuzione dei peli, timbro della voce e muscolatura. I livelli di testosterone svolgono un ruolo fondamentale nei processi legati alla fertilità perché sulla maturazione degli spermatozoi nei testicoli. Influisce anche sulla quantità e la qualità dello sperma prodotto. Il testosterone stimola il desiderio sessuale e funge da sincronizzatore fra desiderio sessuale e atto sessuale vero e proprio.
 
Di dr.psico (del 06/09/2007 @ 17:23:37, in Lettera T, visto n. 1051 volte)
Ormone sessuale maschile, resposabile, tra l'altro, del desiderio sessuale. Nell’uomo è prodotto in massima parte dalle cellule di Leydig del testicolo e, per il resto, dal corticosurrene. Anche nella donna è presente, ma come prodotto intermedio nella sintesi degli estrogeni.
 
Di riccardo (del 11/03/2014 @ 14:10:42, in Lettera T, visto n. 522 volte)
Quadro morboso caratterizzato da crampi intermittenti e quasi sempre dolorosi di alcuni muscoli o gruppi di muscoli volontari, senza alterazione della coscienza. Si manifesta con accessi preceduti da malessere, senso di stanchezza agli arti, parestesia alle dita, cefalea. L'accesso inizia con crampi intermittenti e rigidità dolorosa delle dita delle mani e dei piedi; la mano prende la forma di un cono, flessa sull'avambraccio, semiflesso sul braccio, che è fortemente addotto e applicato al tronco; gli arti inferiori si irrigidiscono in estensione e talora in adduzione forzata; in qualche caso la contrattura si estende al viso, producendo l'atteggiamento del riso sardonico, il trisma, il blefarospasmo, inoltre alla nuca e al dorso dando luogo all'opistotono e, nei bambini, alla laringe provocando il laringospasmo. Gli accessi durano da pochi minuti a qualche ora e si esauriscono con senso di torpore muscolare; sono intervallati da periodi di giorni, settimane o mesi, ma nei casi gravi risultano subentranti così da costituire uno stato continuo di malattia. La tetanìa è sempre accompagnata da aumento dell'eccitabilità elettrica dei nervi motori e dei muscoli e da alterazioni del ricambio (diminuzione della calcemia) e del trofismo degli annessi cutanei. La tetanìa è provocata da ipocalcemia in seguito a deficiente funzione delle paratiroidi (con diminuita secrezione di paratormone) dovuta a lesioni patologiche o per assenza congenita di una di esse.
 
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