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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 26/02/2014 @ 11:51:25, in Lettera S, visto n. 640 volte)
Canale stretto e poco profondo, situato ai lati del dente e delimitato da un lato dalla superficie dentale e dall'altro dall'epitelio sulcare della gengiva marginale. In condizioni normali questo solco è profondo dai due ai tre millimetri, ma in presenza di parodontopatie si approfonda fino a raggiungere e superare i quattro e più millimetri. In determinate condizioni patolgiche il solco gengivale può aumentare la propria profondità, formando una tasca chiamata tasca gengivale. Le cause di questo fenomeno sono da ricercarsi princialmente nella deposizione di placca, che se non viene rimossa provoca la distruzione dell'epitelio sulcare, che per difendersi migra più in basso.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 09/02/2011 @ 12:34:19, in Lettera S, visto n. 1204 volte)
Attività motoria che si verifica durante il sonno, è inconscia e automatica. Esiste un gruppo di disturbi che caratterizzano il sonno, le parasonnie, e il sonnambulismo è uno di questi. Caratteristica del sonnambulo è che al risveglio non ricorda nulla dell’attività svolta. Solitamente i fenomeni si verificano nella prima parte della notte, con una serie di comportamenti ripetuti che vengono svolti ad occhi aperti e in uno stato di coscienza ristretta. Il sonnambulo normalmente non si accorge dell’intervento di persone esterne ma a volte può innescare reazioni di evitamento, anche aggressive. Il disturbo insorge di norma in epoca puberale e tende ad estinguersi col tempo. La terapia prevede somministrazione di benzodiazepine.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 17:40:00, in Lettera S, visto n. 1862 volte)
Come per molti alimenti tipici, anche l’origine del gelato è controversa. Alcuni storici dell’alimentazione ne attribuiscono la nascita alla corte fiorentina di Caterina de’ Medici. L’origine italiana è stata ampiamente onorata nei secoli, in quanto il gelato italiano è tutt’oggi uno degli alimenti più conosciuti del nostro paese. Dal punto di vista della produzione, esistono due tipi di gelato: quello industriale e quello artigianale. Di solito è molto facile conoscere le informazioni nutrizionali del gelato industriale (confezionato in coppette, biscotti, coni o vaschette), in quanto sulla confezione di quasi tutti i prodotti moderni sono riportate le kcal per 100 g e la ripartizione in macronutrienti. Ben più difficile è invece stimare l’apporto calorico dei gelati artigianali, in cui le proporzioni degli ingredienti più calorici (in particolare lo zucchero e per alcuni tipi il cacao o frutti come la banana, l’avocado o la frutta secca) dipendono di gran lunga dalla ricetta dell’artigiano che prepara il gelato. La principale differenza tra il gelato artigianale e quello industriale è l’uso da parte del primo di sole sostanze fresche l’esclusione di conservanti che ne fa un prodotto abbastanza deperibile (al massimo tre o quattro giorni). Il gelato si forma mediante agglomerando a poco a poco l’aria nella miscele a base di latte fresco, zucchero e altri ingredienti a seconda del gusto. Come sa chi utilizza le gelatiere casalinghe, una volta preparato la base del gelato abbastanza liquida, lo si deposita nella gelatiera che viene messa in funzione nel frigorifero a bassa temperatura. Durante la gelatura della miscela il movimento delle pale incorpora l’aria rendendo il gelato morbido e consistente. Nel caso di gelati industriali si utilizza molto spesso latte in polvere, succhi di frutta in luogo della frutta fresca e altre sostanze (oltre ai conservanti) come coloranti additivi per emulsionare meglio la miscela, stabilizzanti e aromi per sopperire la presenza di frutta e degli altri ingredienti base e rendere il prodotto più gustoso. Gli additivi più usati sono l’agar-agar (E 406), la gomma arabica (E 414) e l’alginato di propilenglicole (E 405); in genere nessuno degli aditivi usati nei gelati industriali può definirsi pericoloso a anche solo sospetto. Il vero problema dei gelati industriali è negli ingredienti: scartate quelli che fanno uso di margarina e di oli vegetali idrogenati. Nei gelati industriali è più alta la presenza di aria, a parità di peso e per questo motivo risultano più leggeri e schiumosi. Dal punto di vista nutrizionale il gelato è un alimento molto dinamico, con un apporto calorico che può andare da 100 (i sorbetti, spesso confezionati con poco zucchero, più frutta, senza latte, sostituito da albume d'uovo montato a neve) a 250-300 per quelli più calorici, generalmente a base di panna, cacao e con l’aggiunta di altri componenti (biscotti, nocciole). Nelle informazioni alimentari riportate si fa quindi una distinzione tra gelato alla crema di latte, in cui il latte e i suoi derivati sono presenti per almeno il 7% con un contenuto di zucchero che arriva al 13%, e in gelati alla frutta dove il contenuto in frutta è pari almeno al 15% (fanno eccezione gli agrumi, che di solito sono presenti in percentuale minore attorno al 10%) con un 18% di zuccheri. È importante notare che il gelato è uno dei cibi in cui è più facile fare confusione fra calorie del prodotto (quelle riferite a 100 g) e riferite del singolo pezzo: un singolo gelato al biscotto da 33 g può apportare 114 kcal, ma si tratta di un alimento molto calorico perché riferito a 100 g dà 336 kcal; un gelato da 50 g che apporta 124 kcal è meno calorico perché, riferito a 100 g di prodotto, apporta solo 242 kcal. Per quanto riguarda la ripartizione in macronutrienti, essa è notevolmente variabile, ma si può stimare che il contenuto proteico, proveniente dal latte, sia compreso tra 2,7 e 3,6, il contenuto in grassi vada da un minimo di 2,7 a un massimo di 15-20 (quelli a base di panna) e il contenuto in carboidrati sia mediamente 25-35. Naturalmente altri ingredienti possono far salire il contenuto di lipidi (in particolare l’aggiunta di panna e di oli vegetali, molto spesso idrogenati) e di carboidrati (con l’aggiunta di zucchero). Esistono in commercio gelati a base di latte di soia, che sostituisce il latte vaccino, e che per questo presenta un contenuto di colesterolo nullo. Ricapitolando, una buona regola è scegliere gelati senza grassi vegetali idrogenati, senza margarina e inferiori alle 200-220 kcal/100 g in modo da avere un giusto rapporto fra sazietà e appetibilità. INFO AL. – CIBO DINAMICO Gelato alla crema di latte: - Carboidrati: 22; proteine: 4,5; grassi: 13; acqua: 60; calorie: 221. Gelato alla frutta: Carboidrati: 25; proteine: 1,5; grassi: 3; acqua: 70; calorie: 133.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 17:41:00, in Lettera S, visto n. 1126 volte)
Il termine sottilette® è un marchio registrato della Kraft per indicare un formaggio steso a fette sottili. Fu introdotto in Italia per la prima volta nel 1961, seguita da altre versioni nel 1978 e nel 1992, rispettivamente più adatte alla cucina di piatti tipici (lasagne, parmigiane, ecc..) e in versione light, con un contenuto di grassi ridotto al 16%. Nella fase di lavorazione il formaggio viene fuso con citrato di sodio e quindi amalgamato con panna e siero di latte. Una speciale macchina dosa la miscela ottenuta in sottili strati adagiati su pellicole trasparenti in atmosfera protetta. Notevole è il contenuto di calcio (500 mg nella versione classica e ben 700 mg nella versione light), mentre il colesterolo è ridotto a 40 mg. INFO AL. – CIBO DINAMICO - Carboidrati: 2; proteine: 18; grassi: 24; acqua: 45,7; calorie: 296.
 
Di riccardo (del 29/10/2013 @ 15:52:32, in Lettera S, visto n. 561 volte)
Più propriamente chiamata cingolo scapolare o cingolo toracico, è la parte dell'organismo umano tramite la quale l'arto superiore, in particolare il braccio, si unisce al tronco e con esso si articola. I movimenti che una spalla può compiere sono fondamentalmente quelli di adduzione e abduzione, rispettivamente l'avvicinamento e l'allontanamento dell'arto dall'asse mediano del corpo, ma non bisogna dimenticare il movimento di rotazione, che la maggior parte degli animali di specie diversa da quella umana non può compiere.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 26/11/2013 @ 16:26:10, in Lettera S, visto n. 1611 volte)
Noto anche come spankophilia, è un gioco erotico che consiste nello sculacciare il partner allo scopo di provocare l'eccitazione sessuale di entrambe o anche di una sola delle due parti in causa. Lo spanking è di norma considerato una delle discipline tipicamente appartenenti al BDSM (sadomasochistiche in particolare) ma non tutti i praticanti la interpretano in tal modo; per alcuni infatti tale pratica può essere considerata gratificante anche all'interno di una relazione sessuale tradizionale o addirittura al di fuori di ogni contesto di coppia, come pratica del tutto a sé stante. La pratica della sculacciata erotica è comunemente combinata con altre forme di preliminari sessuali, quali ad esempio il sesso orale; ma può anche esser combinato col bondage, al fine d'aumentar l'eccitazione ed il senso di sottomissione. Le forme più "avanzate" di spanking, come il swiching, Paddling, Belting, Caning, Whipping e Birching comportano invece della mano l'uso d'un attrezzo apposito. Molte antichissime culture descrivono d'altra parte il dolore fisico come altamente afrodisiaco, ad esempio il Kama Sutra vi si sofferma con particolare accuratezza, descrivendo nei dettagli su come colpire correttamente il partner durante il rapporto sessuale. Molto cospicui sono gli studi sulla correlazione fra le pratiche di masochismo o sadismo, come lo spanking, e traumi, autolesionismo, attaccamento e abusi. Dalla letteratura psicologica e psichiatrica si evince come, al di là dei complessi profili psicologici degli interessati e delle motivazioni profonde che li possono condurre alla perversione, queste pratiche sono più spesso frequenti in soggetti di tipo borderline. In particolare, l’individuo che sceglie di assoggettarsi a pratiche di spanking, risulta mosso da un comportamento psicologico la cui causa emotiva è, a sua volta, il senso di colpa.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 17:41:53, in Lettera S, visto n. 1063 volte)
Lo speck è un prodotto tipico della zona di Bolzano; si tratta di un tipo di prosciutto ottenuto dall’arto del suino che viene sottoposto ad affumicatura e a una breve stagionatura (non superiore a tre-quattro mesi). A confronto con gli altri insaccati, presenta una percentuale di grassi saturi, rispetto ai grassi totali, decisamente inferiore: 28% contro i 30-35% degli altri salumi. Tra gli insaccati meno calorici, è comunque ricco di colesterolo (90 mg/100 g) e cloruro di sodio. INFO AL. – Carboidrati: 0,9; proteine: 28,3; grassi: 20,9; acqua: 44,7; calorie: 301.
 
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