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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 06/02/2014 @ 18:15:04, in Lettera S, visto n. 659 volte)
Esame che serve a misurare la quantità della lacrimazione tramite una piccola striscia di carta assorbente la cui estremità viene messa all'interno della palpebra inferiore. Per raccogliere la secrezione lacrimale. Dopo circa 5 minuti), viene misurata la lunghezza della carta assorbente inumidita. In seguito all'esame, la macchia umida deve misurare fra i 10 e i 30 mm; se inferiore ai 10 mm, indica un'iposecrezione. Il test è constroindicato in presenza di infezioni congiuntivali.L'esame viene utilizzato anche per dimostrare la mancanza di secrezione lacrimale nella sindrome di Sjogren.
 
Di riccardo (del 06/02/2014 @ 18:23:03, in Lettera S, visto n. 662 volte)
Con questo termine si indica un determinato tipo di malformazione congenita di alcune parti del corpo, che non risultano saldate fra loro a causa di un arresto dello sviluppo embrionale. Ne consegue la formazione di una fessura (per esempio, cheiloschisi, palatoschisi, rachischisi).
 
Di riccardo (del 06/02/2014 @ 18:33:55, in Lettera S, visto n. 683 volte)
Tipologia di vermi trematodi, di lunghezza compresa tra i 7-12 mm. Include numerose specie di parassiti: Schistosoma haematobium, Schistosoma japonicum, Schistosoma mansoni, Schistosoma mekongi. Tutti provocano la bilharziosi o schistosomiasi. L'esemplare adulto vive nei vasi sanguigni dei mammiferi, nei quali si riproduce sessualmente.Si distinguono due sessi distinti che presentano dimorfismo sessuale. Le uova vengono espulse dall'organismo ospite tramite l'urina. Allo stadio larvale, chiamato miracidio, il parassita rende infetto un ospite intermedio gasteropode acquatico. Terminata una fase di riproduzione asessuata, le larvepassano attraverso una metamorfosi ad un secondo stadio larvale detto cercaria ed emergono dall'ospite uccidendolo. La cercaria vive liberamente nell'acqua e riesce a penetrare la cute sana dei mammiferi. Dopo aver individuato l'ospite definitivo il parassita passa alla forma adulta iniziando di nuovo il ciclo.
 
Di riccardo (del 06/02/2014 @ 18:43:53, in Lettera S, visto n. 833 volte)
Denominata anche bilharziosi, è una malattia parassitaria originata da vermi del genere Schistosoma. Le specie Schistosoma mansoni e Schistosoma japonicum risiedono nelle venule dell'intestino e danno vita a manifestazioni epatiche; entrambi i parassiti sono vivono solo nelle zone tropicali dell'America Meridionale, dell'Africa e dell'Asia. Schistosoma haematobium si trova nelle venule del tratto urinario e determina infestazione vescicale. Il contagio avviene attraverso il contatto con acque inquinate dal parassita (allo stadio di cercaria), che si insinua attraverso la cute e nell'organismo trasformandosi in schistosomula. Nell'arco di due o tre giorni, si sposta nel circolo venoso,dove depone le uova e dà origine a vermi che rimangono nel circolo venoso. I soggetti infetti espellono con le feci e le urine le uova, le quali, captate da molluschi d'acqua dolce o terrestri (ospiti intermedi) danno in seguito origine alle cercarie. Nei paesi dove è endemica, la schistosomìasi è spesso asintomatica, oppure presenta sintomi gastrointestinali, epatici, polmonari e vescicali. In alcune zone, come ad esempio l'Egitto l'infezione vescicale è strettamente collegata con il carcinoma della vescica. La terapia deve essere applicata a casi con specifica indicazione, poiché non presenta effetti collaterali e non distrugge il parassita, ma blocca soltanto la produzione delle uova. Il farmaco più utilizzato per la cura scopo è il praziquantel.
 
Di riccardo (del 07/02/2014 @ 18:17:54, in Lettera S, visto n. 698 volte)
Psicosi caratterizzata da: disgregazione della personalità e deterioramento mentale, alterazioni del pensiero, della percezione, dell'affettività e del comportamento. Le cause della schizofrenìa, non completamente conosciute, implicano diversi fattori che interagiscono tra loro e possono essere: ereditari, biologici, psicologici, socio-ambientali, legati alla personalità. Molta importanza viene data all'ambiente familiare e, in particolare, ad alcuni fattori propri della dinamica familiare, come ad esempio: comunicazione disturbata, ridotta definizione dei ruoli, modalità relazionali distorte, ambiguità, contraddittorietà. I sintomi della schizofrenìa, dominata essenzialmente dalla dissociazione mentale, cioè dalla frammentazione delle funzioni psichiche, è sono: incongruenza e inadeguatezza, autismo, disturbi della personalità, allucinazioni, deliri, disturbi dell'affettività, ambivalenza, disturbi psicomotori, comportamenti stereotipati, manierismi ecc. La schizofrenìa si manifesta prevalentemente in età giovanile (tra i 15-35 anni) e può iniziare in modo lento e insidioso oppure, più spesso, acuto. Anche se non è possibile effettuare una rigida classificazione delle sindromi schizofreniche, si possono distinguere quattro quadri sintomatologici caratteristici: schizofrenia simplex, che presenta un progressivo deterioramento intellettivo fino a una globale limitazione delle funzioni psichiche, con scarsi o assenti deliri e allucinazioni; l'ebefrenia, o psicosi della giovinezza, in cui predominano l'inadeguatezza e l'incoerenza a livello di pensiero, comportamento e affettività, deliri e allucinazioni perlopiù frammentari, bizzarrie fino a uno stato di deterioramento globale e di apatia; schizofrenìa paranoide, che insorge più tardivamente (tra i 25-35 anni), caratterizzata soprattutto da deliri e allucinazioni; schizofrenìa catatonica, con prevalenti disturbi psicomotori di tipo acinetico (immobilità, catalessia, negativismo, stupore ecc.) o ipercinetico (agitazione, eccitamento, talora impulsi aggressivi ecc.). La schizofrenìa può cronicizzarsi progressivamente oppure osservare un decorso discontinuo con periodi di relativo benessere; in alcuni casi è possibile la remissione totale o parziale dei sintomi. La terapia si effettua principalmente tramite misure farmacologiche (soprattutto neurolettici), interventi psicologici di tipo sia individuale che familiare, e di misure socio-assistenziali.
 
Di riccardo (del 07/02/2014 @ 18:31:57, in Lettera S, visto n. 705 volte)
Detto della personalità dello schizofrenico che precede l'aperta manifestazione della schizofrenia. Le caratteristiche principali della personalità schizòide sono: timidezza, introversione, limitate relazioni con l'ambiente, distacco dalla realtà, ipersensibilità, freddezza, comportamenti inadeguati, stravaganza. Il disturbo schizoide di personalità è un disturbo di personalità del Gruppo A, caratterizzato soprattutto dal desiderio di relazioni strette con altri esseri umani, e il “distacco” emotivo del soggetto rispetto alle persone e alla realtà che lo circondano.Si manifesta principalmente nel genere maschile.Il soggetto schizoide, all'esame clinico, presenta una tendenza pervasiva a vivere emotivamente in un “mondo proprio” rigidamente separato del mondo esterno delle relazioni sociali, e anche l'idea del sé è caratterizzata da incertezze. Le situazioni provocano la risposta schizoide, ossia scatenano la manifestazione dei sintomi, sono generalmente quelle di tipo intimo con altre persone, come ad esempio le manifestazioni di affetto o di scontro. La persona schizoide non è vapace di esprimere la sua partecipazione emotiva coerentemente e all'interno di una relazione; in situazioni che richiedono spontaneità, simpatia o affabilità appare rigida o goffa. Nelle relazioni superficiali e nelle situazioni sociali formali - come quelle lavorative e quelle abituali - il soggetto invece può sembrare normale.Nel corso dell'esperienza individuale, nel paziente schizoide prevale il senso di vuoto o di mancanza di significato, in riferimento alla sua esistenza esteriore: il soggetto non riesce a trarre piacere dalla realtà esterna, né a percepirsi come pienamente esistente nel mondo. Il soggetto schizoide sembra spesso una persona tendenzialmente poco sensibile a manifestazioni di partecipazione emotiva o giudizi di altri ovvero può sembrare una personalità “poco influenzabile”. Il termine schizoide è utilizzato anche come sinonimo di introverso, solitario, poco comunicativo o con uno stile di vita poco aperto alle realtà emozionali esterne. Nonostante ciò - secondo diversi pareri - il soggetto introverso/schizoide presenta spesso una immaginazione molto articolata ed un vissuto emozionale intenso, concentrando molte delle sue energie emotive in un mondo interiore "fantastico". Reinterpretando ed alterando ricordi di eventi che riguardano la sua vita emotiva, in qualche modo soddisfa alcuni bisogni senza partecipare in modo attivo al mondo reale. La risposta schizoide rappresenterebbe cioè un meccanismo difensivo profondo rivolto verso la realtà in quanto tale, percepita a livello inconscio come fonte di pericolo o di dolore. Senza dubbio questi individui presentano al proprio interno un insieme di contraddizioni.
 
Di riccardo (del 07/02/2014 @ 18:28:08, in Lettera S, visto n. 602 volte)
Forma di psicopatia che presenta i seguenti caratteri: introversione, chiusura in se stesso, scarsa socievolezza, ipersensibilità, apparente freddezza, tendenza alla meditazione e all'inibizione, comportamenti talora impulsivi e inadeguati. Secondo Kretschmer rappresenta un carattere che rientra ancora nella normalità, ma che a un livello più marcato può sfociare nella personalità schizoide, già patologica. La schizotimìa quindi può rappresentare un fattore di predisposizione per l'insorgenza della schizofrenia.
 
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