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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 18/12/2013 @ 11:28:20, in Lettera O, visto n. 924 volte)
Nanotecnologie e chirurgia oculare all’avanguardia. Il mondo delle nanotecnologie è vastissimo e comprende le microtecnologie allo stato solido, le biotecnologie, le tecnologie fisico-chimiche. In campo squisitamente medico-scientifico la sperimentazione di nuove molecole per far fronte a nuove patologie o a forme morbose ancora insolute ne è l’esempio più evidente. «Gli approcci chirurgici con l’impianto di microchips retinici», spiega il prof. Duilio Siravo – Presidente di Low Vision Academy, dell’Accademia Italiana di Oftalmologia Legale e della Commissione Responsabilità Civile e Penale Medici Oculisti Italiani – «prevedono diversi metodi d’impiego di protesi visive, a dipendenza del punto di stimolazione scelto per attivare le cellule ancora funzionanti del sistema visivo. Nel modello di sperimentazione italiana Argus 2, dell’americana Second sight medical products, una minitelecamera montata su occhiali speciali capta le immagini e le trasmette wireless al microchip, inserito sulla zona centrale della retina; il chip le trasforma in impulsi elettrici inviati lungo il nervo ottico alla corteccia occipitale cerebrale, sede della visione». I ricercatori dell’Università di Washington, grazie ad un finanziamento della National Science Foundation, hanno messo a punto una lente a contatto bionica, composta da componenti elettronici miniaturizzati a livello di nanometri. «Ho fatto i primi esperimenti su cavie da laboratorio», racconta il prof. Siravo, «e abbiamo già contezza che la lente sarà presto in grado di mostrare all’occhio diversi pixel capaci di fornire informazioni visive all’utilizzatore. Il dispositivo è stato provato su dei conigli con un tempo massimo di utilizzo della lente pari a 20 minuti, i primi risultati sembrano non manifestare particolari effetti collaterali». Qual è stato il percorso intrapreso per mettere a punto il nuovo sistema di nanotecnologia oculare che va a superare le precedenti applicazioni? «Si è allenato un coniglio ad arrivare ad alimentarsi tramite un circuito con pareti dotate di sensori che se toccati fanno scendere paratie che impediscono la progressione verso il cibo. Al coniglio così preparato si occlude un occhio – LAC nera di tipo occlusivo con tarsorrafia – e all’altro si ingenera una cataratta completa matura per puntura lenticolare. Nell’occhio catarattoso si applica la LAC bionica e bypassando il bulbo con un ricevitore wireless impiantato sulle vie ottiche e/o cerebrali, dimostra che il coniglio può arrivare al target. Un’ulteriore idea è quella di passare dal wireless dislocato intracranicamente nei conigli con ago similstereotassico ad un patch-wireless including (tipo ecg), da dislocare ab estrinseco, dopo tricotomia distrettuale dei capelli, con microelettrodi epitecali autoassemblantesi attraverso un rotore elettromagnetico che cerchi le aree corticali, le associative e par associative». Un nuovo progetto di ricerca di cui fa parte il prof. Siravo studia l’impiego della nanotecnologia per la cura del melanoma della coroide con terapia genica endovenosa. «Si tratta di progettare nanoparticelle in grado di rilevare e di localizzare i tumori: una volta localizzato il tumore, questi nanorobot potranno inoltre attaccarlo e neutralizzarlo. Il progetto NANOTHER, sostenuto dall’UE, portato avanti da un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology, in collaborazione con la californiana Calando Pharmaceuticals studia un sistema di nanoparticelle in grado di veicolare piccole molecole di RNA capaci di spegnere geni coinvolti nell’insorgenza del cancro». (http://drsiravoduilio.beepworld.it) NANOTECNOLOGIE, I TRAGUARDI DELLA RICERCA: Le tecniche d’avanguardia nel campo delle nanotecnologie puntano a progettare nanoparticelle in grado di rilevare e di localizzare i tumori, e quindi di "silenziare", ovvero di fatto bloccare, le metastasi del tumore.
 
Di medicinasalute (del 28/03/2012 @ 19:50:03, in Lettera O, visto n. 740 volte)
o anche detto occhio artificiale.
 
Di medicinasalute (del 04/04/2012 @ 19:25:12, in Lettera O, visto n. 782 volte)
o anche detto occhio artificiale.
 
Di riccardo (del 05/11/2013 @ 15:42:03, in Lettera O, visto n. 631 volte)
Callo cutaneo, in genere localizzato su una delle dita dei piedi, caratterizzato da una piccola depressione a cratere sulla sua sommità, talvolta sede di infezione.
 
Di medicinasalute (del 28/03/2012 @ 19:49:08, in Lettera O, visto n. 699 volte)
si tratta di una protesi, sia di vetro sia di altro materiale, che viene generalmente inserita nell’orbita oculare quando l’occhio, compromesso, è stato rimosso.
 
Di medicinasalute (del 04/04/2012 @ 19:23:10, in Lettera O, visto n. 778 volte)
si tratta di una protesi, sia di vetro sia di altro materiale, che viene generalmente inserita nell’orbita oculare quando l’occhio, compromesso, è stato rimosso
 
Di medicinasalute (del 04/04/2012 @ 20:16:10, in Lettera O, visto n. 949 volte)
Organo di senso per la ricezione degli stimoli luminosi, che vengono trasmessi ai centri nervosi dando origine alle sensazioni visive. Costituito da un bulbo oculare, sferoidale ed elastico, e del relativo nervo ottico e dalle palpebre, membrana nittitante, ghiandole lacrimali dette strutture accessorie e comunque correlate alla funzione visiva. Le pareti del bulbo oculare sono formate da tre membrane sovrapposte e concentriche: una esterna, fibrosa (costituita dalla cornea e dalla sclerotica), una intermedia (che comprende la coroide, il corpo ciliare e l’iride, al cui centro si trova un foro detto pupilla) e una interna (retina) a funzione fotorecettrice; lo spazio interno del bulbo è dominato da mezzi trasparenti e rifrangenti, liquidi (umore acqueo che ha funzione nutiritva), semifluidi (corpo vitreo, massa trasparente e gelatinosa) e solidi (cristallino, a forma di lente biconvessa, organo dell’accomodazione). La sclera o sclerotica è una membrana connettivale biancastra, opaca e la cornea, anteriore, incastonata nella sclerotica forma una membrana avvolgente e un mezzo rifrangente. La tunica vascolare, o uvea, è costituita dalla coroide (funzione nutritizia poiché ricca di vasi sanguigni), il corpo ciliare, formato da vasi e da fibre muscolari, che che prendono parte al muscolo ciliare; l’iride trapela attraverso la cornea e si presenta di vario colore nei differenti individui, a seconda della ricchezza in pigmento. Al centro l’iride presenta un forame, la pupilla, che, grazie a fibre muscolari ad azione antagonista (lo sfintere e il muscolo dilatatore), si restringe sino a circa 2 mm quando c’è luce, mentre si dilata con il buio sino a circa 9 mm. La retina o tunica nervosa, tappezza tutta la cavità del bulbo oculare, presenta una struttura stratificata a cui partecipano cellule nervose, cellule neurogliche e fibre nervose amieliniche; fra le cellule hanno particolare rilievo, per la loro abbondanza e per la loro funzione fotorecettiva, i coni e i bastoncelli (elementi morfologici e strutturali). È possibile distinguere due porzioni: il tratto posteriore che costituisce la parte ottica, o retina in senso stretto e il tratto anteriore che non prende parte alla visione e viene detta parte cieca. La presenza di un epitelio pigmentato costituito da cellule prismatiche è la caratteristica comune a tutte le porzioni retiniche. Sulla superficie interna della porzione ottica della retina si evidenziano due elementi importanti:la macula lutea, piccola zona di colorito giallastro in corrispondenza del polo posteriore, e che ha al centro una depressione, la fovea centralis (diametro ca. 0,3 mm), zona dove c’è la massima sensibilità retinica; una zona rotondeggiante e biancastra, situata medialmente e un po’ inferiormente alla macula: è la papilla ottica , in cui convergono le fibre del nervo ottico e che nella parte centrale presenta una escavazione in cui emergono i vasi destinati alla retina. La papilla costituisce la macchia cieca o punto di Mariotte, in cui mancano i fotorecettori.
 
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