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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 12/11/2013 @ 17:43:47, in Lettera O, visto n. 2598 volte)
Pratica utilizzata nell'ambito dei giochi di ruolo di tipo BDSM, ovvero di dominazione e sottomissione, consistente nell'effettuazione, da parte del soggetto dominante, di una prolungata e ripetuta stimolazione sessuale - legata per lo più alla masturbazione - durante il periodo di refrattarietà e di scarsa eccitabilità conseguente al raggiungimento dell'orgasmo, con l'obiettivo di forzare nel tempo più breve possibile una nuova fase di eccitazione e conseguire uno o più orgasmi in rapida successione. La particolarità di questa pratica consiste nel fatto che il soggetto sottomesso, pur essendo disponibile sessualmente, può tuttavia avvertire quasi come dolorosa o fastidiosa la stimolazione sessuale effettuata nei suoi confronti dal partner dominante, nel periodo refrattario, e tuttavia la subisce ugualmente, fino a essere condotto nuovamente all'eccitazione e all'orgasmo in condizione di totale passività e subordinazione.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 12/11/2013 @ 17:30:15, in Lettera O, visto n. 969 volte)
E' un complesso di reazioni neuro-muscolari involontarie, di breve durata, che corrisponde al culmine dell'eccitazione sessuale conseguente alla stimolazione fisica e psicologica delle zone erogene e degli organi sessuali. Rappresenta la fase culminante del ciclo sessuale. Segue al plateau, cioè al momento del massimo eccitamento. È caratterizzato da una sensazione estremamente piacevole e intensa, concentrata nell'area genitale ma coinvolgente tutto l'organismo, con aumento della frequenza del respiro e dei battiti cardiaci, arrossamento cutaneo e contrazioni muscolari; per verificarsi, necessita anche dell'integrità delle vie nervose. L'orgasmo ha caratteristiche diverse nei due sessi. Nell'uomo l'orgasmo è quasi sempre legato all'eiaculazione è una sensazione brevissima (pochi secondi), ed è seguito dal periodo refrattario, in cui non si può verificare un'altra erezione. Durante l'orgasmo si verificano in rapida successione contrazioni ritmiche della prostata, dell'uretra e dei muscoli situati alla base del pene, che servono a espellere il seme durante l'eiaculazione. Il processo di eiaculazione ha una durata che varia dai 3 ai 10 secondi e provoca generalmente una sensazione di piacere intenso. L'apice dell'orgasmo dura comunque in media 3 secondi. All'eiaculazione segue un periodo refrattario, durante il quale l'uomo non ha la possibilità di avere un ulteriore orgasmo, ma anzi può provare fastidio se i suoi genitali vengono stimolati. Tale periodo può variare da poche decine di secondi a diverse ore, a seconda dell'età e di altri fattori individuali. Nella donna l'orgasmo è un evento meno automatico e più complesso, strettamente legato al tipo e all'intensità della stimolazione ricevuta, e al coinvolgimento psicoemotivo. È determinato dalla stimolazione diretta della clitoride. Secondo alcuni autori esistono un orgasmo clitorideo e uno vaginale, mentre secondo altri anche l'orgasmo vaginale è da ricollegarsi alla stimolazione indiretta della clitoride. Poiché per la donna non esiste il periodo refrattario, se essa è stimolata adeguatamente può sperimentare orgasmi multipli, i cui limiti saranno determinati solo dalla stanchezza fisica. In alcune donne l'orgasmo sarebbe accompagnato dall'espulsione di fluido (cosiddetta eiaculazione femminile), secreto dalle ghiandole di Skene localizzate in prossimità del meato uretrale. In altre donne tali ghiandole sono atrofiche e questo spiegherebbe l'assenza nel loro caso di tale fenomeno. Il tipo e i tempi di stimolazione necessari alla maggior parte delle donne per raggiungere l'orgasmo sono diversi e di solito più lunghi di quelli dell'uomo.
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 12/11/2013 @ 18:39:53, in Lettera O, visto n. 574 volte)
Indica l'attrazione emozionale, romantica e/o sessuale di una persona verso individui dello stesso sesso, di sesso opposto o entrambi in età adulta. Il termine fa inoltre riferimento ad un senso d'identità sociale che la persona si crea sulla base di queste attrazioni, dei comportamenti che ne derivano e dell'appartenenza ad una comunità di persone che condividono il suo stesso orientamento sessuale. Se il soggetto si sente attratto dal sesso opposto si dirà che ha un orientamento eterosessuale; se è attratto da persone del proprio sesso si parlerà di orientamento omosessuale; se è attratto da partner dell'uno e dell'altro sesso, l'individuo si dirà bisessuale. In alcuni casi viene considerata un orientamento sessuale anche l'asessualità, ovvero la scarsa o nulla attrazione verso persone del sesso opposto o dello stesso sesso; o ancora, semplice mancanza di orientamento sessuale. La percezione del proprio orientamento sessuale comincia generalmente a definirsi tra la media infanzia e la prima adolescenza, ma varia enormemente da persona a persona ed è indipendente dall'attività sessuale vera e propria: ad esempio, un individuo può identificarsi come eterosessuale, bisessuale o omosessuale anche prima di avere avuto rapporti sessuali, e viceversa. L'orientamento sessuale non è frutto di una scelta, non esiste alcuna evidenza che esso possa essere modificato artificialmente tramite le cosiddette "terapie riparative".
 
Di riccardo (del 13/11/2013 @ 12:41:59, in Lettera O, visto n. 610 volte)
L'Origanum vulgare (famiglia Labiate), è una erba perenne comune in tutt'Italia. Nella medicina si usano le sommità fiorite che contengono un olio essenziale fortemente antisettico. E' un buon digestivo, antispasmodico e disinfettante. Si usano l'infuso o l'olio essenziale nelle atonie digestive, negli spasmi, nelle tossi stizzose, negli stati di ansia e irritabilità.
 
Di medicina (del 16/09/2007 @ 14:57:22, in Lettera O, visto n. 1146 volte)
Farmaci Xenical. Indicazioni Per il trattamento di pazienti obesi in associazione con una dieta moderatamente ipocalorica o di pazienti in sovrappeso. Il trattamento con orlistat deve essere instaurato soltanto quando la sola dieta abbia precedentemente prodotto almeno perdita di peso di 2,5 chili in un periodo di circa quattro settimane consecutive. Tale trattamento deve essere interrotto dopo dodici settimane se il paziente non è stato in grado di perdere almeno il 5% del peso dall'inizio della terapia. Controindicazioni L'assunzione di orlistat non è raccomandata alle donne in stato di gravidanza e durante il periodo dell'allattamento. Controindicato in soggetti con sindrome da malassorbimento cronico, colestasi, ipersensibilità nota al farmaco o ad uno qualsiasi dei suoi componenti. Interazioni Sono conosciute interazioni con anoressizzanti, anticoagulanti, vitamina D, vitamina E, betacarotene e ciclosporina.
 
Di medicina (del 17/09/2007 @ 16:14:14, in Lettera O, visto n. 266959 volte)
L'ormone della crescita, anche chiamato GH (dall'inglese Growth Hormone) o somatotropina, è un ormone peptidico secreto dalle cellule della adenoipofisi che stimola lo sviluppo dell'organismo umano e di molti vertebrati. Una ridotta secrezione dell'ormone della crescita durante l'infanzia provoca nanismo ipofisario, mentre di conseguenza una ipersecrezione provoca gigantismo ipofisario. La somatotropina non determina in sé lo sviluppo, ma stimola la sintesi epatica del fattore di crescita insulino-simile, l'IGF-1, che è il responsabile degli effetti sulla crescita attribuiti erroneamente al GH. L'ormone della crescita viene secreto durante i primi 20 anni di vita, dopodiché la sua sintesi diminuisce in maniera netta. Oltre al nanismo, una sua carenza in età infantile provoca ipotiroidismo, scarso sviluppo dei testicoli, cretinismo e depressione. In età adulta, la carenza di GH è connessa con problemi di ipogonadismo, crollo della libido, amenorrea, sterilità, calvizie, impotenza, frigidità, scarsa forza muscolare e depressione.
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 12:31:14, in Lettera O, visto n. 1181 volte)
Gli ormoni sono sostanze che vengono prodotte dagli apparati del sistema endocrino (organi, singole cellule, masse cellulari) e svolgono funzioni differenziate all’interno dell’organismo; in generale, la funzione degli ormoni è quella di agire specificamente sui loro organi bersaglio, stimolando attività di vario tipo. Inoltre sono efficaci anche in quantità minime. Una prima grande distinzione è quella fra ormoni endocrini e ormoni tessutali (istio-ormoni). I primi sono prodotti dalle ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, paratiroidi, ghiandole surrenali, pancreas, gonadi, epifisi, timo), i secondi da diversi sistemi cellulari (come la mucosa intestinale, determinate cellule pancreatiche, cellule intestinali). Possiamo poi distinguere gli ormoni, secondo la composizione chimica, in ormoni di tipo fenolico (adrenalina, noradrenalina), di tipo proteico (insulina, glucagone), di tipo steroideo (corticosteroidi, ormoni sessuali). All’interno delle ghiandole endocrine si svolge il processo di sintesi ormonale; questo processo varia a seconda della ghiandola interessata. Come materiale di partenza vengono utilizzati prodotti normalmente presenti nell’organismo, come proteine, aminoacidi, colesterolo. Questi elementi vengono elaborati all’interno della ghiandola mediante un sistema enzimatico che è specifico per ogni singola ghiandola, e che porta alla produzione di ormoni altrettanto specifici (benché ghiandole diverse possano produrre ormoni che svolgono azioni simili). La sintesi ormonale è controllata da fattori di tipo nervoso e umorale. In particolare, alcune ghiandole sono controllate direttamente dal sistema nervoso, come la parte midollare del surrene (che produce le catecolamine), controllata dall’ipotalamo e dal midollo allungato, o l’ipofisi posteriore (che produce ossitocina e vasopressina), controllata dall’ipotalamo. In altri casi invece la produzione ormonale è regolata per via umorale, come quella dell’insulina e del glucagone (la loro produzione è regolata dal livello di glucosio presente nel sangue) o del paratormone (regolata dal livello di calcio nel sangue). Vi sono poi ghiandole che, mediante la loro azione, ne controllano altre, come nel caso dell’ipofisi che stimola la funzione endocrina della tiroide (mediante la secrezione di tireotropina), delle gonadi (con le gonadotropine) e della corteccia surrenale (con la corticotropina). La funzione svolta dagli ormoni è quella di regolare i processi biologici che hanno luogo in organi o tessuti, sovrapponendosi in una certa misura ai meccanismi di controllo già presenti a livello delle cellule, allo scopo di adattarli alle esigenze globali dell’organismo in ciascun momento. Vi sono ormoni che agiscono rapidamente, mentre altri hanno un effetto più lento. Fra quelli che sortiscono un effetto immediato vi sono adrenalina e noradrenalina. Inoltre vi sono ormoni che operano in modo diretto, altri in modo indiretto. L’azione diretta si ha quando l’ormone agisce direttamente a livello del suo organo bersaglio; ad esempio, gli androgeni e gli estrogeni agiscono direttamente sugli organi genitali. Nell’azione indiretta l’ormone stimola un’altra ghiandola a produrre ormoni che, a loro volta, agiranno per via diretta; ad esempio, le gonadotropine prodotte dall’ipofisi svolgono un’azione di stimolo sulla produzione di estrogeni da parte dell’ovaio. Vi è poi l’azione condizionata; in questo caso l’ormone agisce direttamente sul suo organo bersaglio, ma l’effetto di questa azione dipende dallo stato cellulare dell’organo stimolato. La ricerca scientifica oggi permette di riprodurre per sintesi gran parte degli ormoni dell’organismo umano. Questo consente sia di studiare l’effetto di queste sostanze e comprenderne meglio la funzionalità, sia di produrre farmaci a partire da ormoni di sintesi con caratteristiche modificate rispetto alle loro controparti organiche. Alcuni esempi di farmaci di questo genere sono i contraccettivi, gli anabolizzanti, gli antiinfiammatori steroidei.
 
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