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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 15:42:45, in Lettera D, visto n. 1922 volte)
È una malattia la cui trasmissione è legata al cromosoma X. E' caratterizzata dall'assenza di attività dell'enzima leucocitario G-6-PD. Questa assenza determina l'impossibilità per i leucociti di uccidere normalmente un certo numero di microorganismi. Generalmente si manifesta in età infantile poichè si diventa particolarmente sensibili alle infezioni batteriche (linfoadeniti suppurative, osteomieliti, ascessi perianali, stomatite ulcerativa, polmoniti e diarrea cronica). Presente anche anemia emolitica. Per la diagnosi sono indispensabili esami diagnostici che dimostrino il deficit di G-6-PD leucocitario. Dopo aver drenato gli ascessi presenti e identificato il germe che ne è la causa si provvede a somministrare antibiotici.
 
Di riccardo (del 05/06/2008 @ 04:44:11, in Lettera D, visto n. 1478 volte)
Disfunzione sessuale della fase dell’eccitamento maschile, generalmente indicata come impotenza, caratterizzata da un’erezione non soddisfacente o non sufficiente al coito. In particolare, vi può essere difficoltà a ottenere l’erezione (erezione parziale) o a mantenerla (erezione fugace). Il dèficit erèttile può colpire tutte le fasce d’età; può essere primario quando il soggetto non ha mai avuto un’erezione, o secondario ad altri fattori; assoluto, o situazionale, quando l’erezione non si ottiene solo in particolari circostanze o con taluni partner. Le cause possono essere psicologiche, farmacologiche od organiche, ma più spesso sono su base mista: infatti alla causa organica quasi sempre se ne associa una farmacologica con ripercussioni psicologiche (per esempio, l’infartuato in terapia teme l’esperienza sessuale, che considera pericolosa; il giovane diabetico peggiora il suo dèficit erèttile su base vascolare o neuropatica con una reazione depressiva alla malattia). Dèficit erèttili occasionali sono comunissimi e non devono allarmare, ma è proprio a partire da questi che spesso per ansia o insicurezza si sviluppa una disfunzione durevole (vedi ansia di prestazione). L’elenco dei farmaci potenzialmente in grado di influire negativamente sull’erezione è alquanto ampio ed è compito del medico curante scegliere, se possibile, i meno dannosi. Tra i maggiori fattori di rischio ricordiamo: stress, fumo, ipertensione, dislipidemia, diabete, neuropatia alcolica, malattie vascolari, neurologiche e andrologiche. Il primo passo per risolvere il dèficit erèttile è tentare di chiarirne l’origine: una volta escluse o contenute le cause organiche o farmacologiche, il compito del terapeuta sarà quello di individuarne, insieme al paziente, le radici psicologiche individuali, o relazionali di coppia. Nei casi di origine organica la terapia sarà medica nei confronti della malattia originaria, chirurgica (per esempio, nei casi di malformazioni muscolari o vascolari) o a base di farmaci vasoattivi, come l'alprostadil e il sildenafil.Non esistono prodotti a base di sostanze naturali che possano sostituire farmaci come il sildenafil (Viagra) nel trattamento del deficit erettile. Sono invece in vendita nelle farmacie e nelle erboristerie dei fitofarmaci (di solito associazioni di più prodotti) la cui reale efficacia nel determinare l’erezione non è mai stata scientificamente dimostrata.Questi prodotti da banco contengono solitamente sostanze di origine vegetale, tra cui il ginseng (considerato dagli antichi cinesi come un blando stimolatore sessuale, ha in effetti un’azione tonica di carattere generale), la muira puama (pianta brasiliana dalle presunte proprietà afrodisiache).
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 16/02/2011 @ 13:09:35, in Lettera D, visto n. 897 volte)
Termine con cui si indica la rottura dell'imene che avviene solitamente durante il primo rapporto sessuale completo.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 16/02/2011 @ 16:39:07, in Lettera D, visto n. 858 volte)
O deformazione, è l'alterazione permanente della morfologia di una parte del corpo o del suo insieme. Questa condizione può essere conseguenza di processi patologici come rachitismo, osteomalacia o malattie osteoarticolari. Molte deformità sono congenite, presenti già al momento della nascita, e vengono più comunemente dette malformazioni dovute a cause genetiche o come conseguenza di malattie contratte in gravidanza che hanno portato a problemi di sviluppo del feto.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 16/02/2011 @ 16:25:36, in Lettera D, visto n. 801 volte)
Sono dette degenerative tutte quelle malattie l'efficienza di determinati organi diminuisca progressivamente. Comportano alterazioni funzionali o biochimiche delle strutture cellulari che costituiscono gli organi o i tessuti colpiti.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 17/02/2011 @ 12:24:59, in Lettera D, visto n. 799 volte)
Patologia a carico della parte centrale della retina, la macula. È caratterizzata dal deposito di materiale lipoproteico negli strati più superficiali sottoepiteliali e da sclerosi dei vasi della coroide. La Degenerazione Maculare esiste in due diverse forme, “secca” o “umida”, e comporta un deterioramento progressivo della macula, la parte più centrale della retina, responsabile della visione distinta. I pazienti vedono le forme distorte e la visione centrale viene persa, mentre rimane intatta quella laterale.
 
Di riccardo (del 05/03/2014 @ 12:11:57, in Lettera D, visto n. 723 volte)
E’ un’affezione maculare bilaterale ereditaria dominante che presenta una penetranza incompleta ed espressività variabile. Può essere osservata anche in neonati, ma è più frequente nei giovani adulti. La diagnosi è spesso agevole e si avvale sia dell’aspetto clinico, fluorangiografico e anche gli esami elettrofisiologici, soprattutto l’elettoculogramma. Solitamente il visus è ben conservato e solo nelle forme più evolute si può avere un grado visivo piuttosto basso. Le manifestazioni cliniche sono estremamente variabili sia per l’aspetto delle lesioni che per l’età di insorgenza. A secondo dell’aspetto della lesione sono stati descritti 5 stadi (classificazione di Mohler & Fine, 1981). Esistono delle varianti della malattia di Best caratterizzate da: Forma unilaterale: identica alla forma già descritta ma che interessa un solo occhio. Forme multiple: esiste una lesione maculare classica associata ad altre lesioni più piccole che si trovano in stadi evolutivi più precoci, ma che evolvono ugualmente verso la cicatrice centrale. Forma paramaculare: la lesione è spostata temporalmente sfiorando la foveola che rimane intatta. In questi casi l’acuità visiva rimane sempre buona. Forma essudativa neovascolare: si ha un improvviso abbassamento dell’acuità visiva e in alcuni casi può essere effettuato un trattamento laser.
 
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