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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 21/02/2011 @ 16:05:28, in Lettera D, visto n. 826 volte)
Tecnica che applica il principio della dialisi alla membrana peritoneale Si attua introducendo nella cavità peritoneale una sonda collegata al contenitore del liquido dialitico che viene fatto defluire nella cavità, ove permane per un paio d'ore, depurando la cavità. Le sostanze tossiche presenti nel sangue passano nel liquido dializzante ed eliminate attraverso la stessa sonda d’entrata. Tale tecnica presuppone l'integrità della membrana peritoneale. La sua maggiore complicazione è la peritonite.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 21/02/2011 @ 13:31:17, in Lettera D, visto n. 981 volte)
Processo di migrazione, tramite movimenti di tipo ameboide, con cui gli elementi figurati ematici (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) attraversano le pareti dei capillari.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 21/02/2011 @ 16:06:00, in Lettera D, visto n. 797 volte)
Anomala emissione di feci liquide o poltacee, con aumento nella frequenza delle evacuazioni. È spesso accompagnata da vomito e febbre. Può essere causata da patologie dell'apparato digerente tra cui l’ipermotilità intestinale, modificazioni delle abitudini alimentari (diarrea del viaggiatore), infezioni, può essere anche innescata da allergie verso alcuni alimenti, da intossicazione. La diarrea può portare a disidratazione e collasso vascolare. Accanto al trattamento specifico dei fattori causali (antibiotici intestinali), si somministrano astringenti intestinali, antispastici e antidiarroici di sintesi che aumentano anche il riassorbimento di acqua e diminuiscono la motilità intestinale. Inoltre si deve provvedere alla reidratazione con soluzioni fisiologiche o glucosate.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 21/02/2011 @ 16:16:08, in Lettera D, visto n. 1140 volte)
Articolazione mobile, in cui tra i due capi articolari è presente una cavità, grazie ad essa le due superfici possono scorrere liberamente l'una sull'altra. Le diartrosi (per esempio, della spalla, dell'anca, del metacarpo) consentono in genere ampi movimenti. Nelle diartrosi le superfici articolari sono molto lisce perché ricoperte di un sottile rivestimento cartilagineo (la cartilagine articolare), la capsula articolare è costituita da un involucro detto membrana fibrosa, che avvolge l’articolazione fissandosi ai contorni delle superfici articolari. In alcune parti questa membrana è rafforzata da fasci fibrosi che ricevono il nome di legamenti articolari. Sulla sua superficie interna si trova una sottile lamina, anch'essa di natura connettivale, la membrana sinoviale. La cavità articolare è riempita da un liquido che lubrifica le pareti, il liquido sinoviale.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 21/02/2011 @ 13:15:23, in Lettera D, visto n. 3002 volte)
Processo di allontanamento permanente di due superfici ossee adiacenti che si produce a causa di traumi o patologie. Ad esempio la diastasi fra radio e ulna per distorsione del polso.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 21/02/2011 @ 16:19:09, in Lettera D, visto n. 749 volte)
Porzione dell'arcata mandibolare priva di denti; si trova per lo più tra gli incisivi e i molari.
 
Di riccardo (del 03/03/2014 @ 12:28:00, in Lettera D, visto n. 648 volte)
Tecnica utilizzata per ottenere attraverso il calore la coagulazione o la distruzione di tessuti patologici; a questo scopo vengono usati l'elettrobisturi, l'ansa diatermica, l'ago diatermico, che generano una corrente elettrica ad impulsi capace di tagliare o cicatrizzare l'epidermide. Lo strumento concentra la corrente su di un catodo di piccole dimensioni messo a contatto con la regione interessata dall'operazione mentre l'anodo di grande dimensione viene posto a contatto con un'altra parte del corpo in modo da consentire alla corrente di scorrere. Della corrente prodotta dallo strumento possono essere variate intensità, frequenza e pulsazione, a seconda che si abbia intenzione di tagliare o cicatrizzare. Indicata anche con le sigle DTC o DEC, la tecnica è utilizzata in dermatologia per la cura di piccole lesioni cutanee, come ad esempio verruche, condilomi, fibromi penduli, a anche in campo estetico anche per la depilazione totale.
 
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