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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:13:56, in Lettera C, visto n. 541 volte)
Tumore maligno derivato dalla trasformazione del cistoma ovarico. Il cistoadenocarcinoma prende origine in larga parte nell'epitelio di rivestimento dell'ovaio (rappresenta la quasi totalità delle neoplasie maligne di quest'organo). Fra i tumori dell'apparato genitale femminile è secondo solo al cancro dell'utero. Colpisce perlopiù donne in età di menopausa: oltre all'età sono considerati fattori di rischio l'assenza di gravidanze, un menarca precoce e una menopausa tardiva. Istologicamente viene classificato in vari sottotipi (sieroso, mucinoso, endometrioide, a cellule chiare, indifferenziato, tumore di Brenner): il tipo sieroso è il più comune (circa i due terzi dei casi) e in quasi la metà delle donne colpite è bilaterale. La neoplasia può raggiungere dimensioni notevoli senza dare sintomi particolari (vago senso di gonfiore addominale, disturbi urinari o gastrointestinali da compressione, raramente alterazioni del ciclo mestruale nelle donne non in menopausa). Di qui la difficoltà di effettuare il più delle volte una diagnosi precoce e tempestiva: quasi sempre la malattia viene scoperta quando ha già raggiunto uno stadio avanzato. Il trattamento dei tumori ovarici è essenzialmente chirurgico: tuttavia la strategia terapeutica globale tiene conto di vari fattori, come il tipo istologico, il grading, e soprattutto lo stadio della malattia. Nel caso di pazienti giovani, desiderose di prole e con cistoadenocarcinoma ai primi stadi si può asportare solo l'ovaio colpito seguendo accuratamente la paziente nel tempo. Nei casi più avanzati è d'obbligo procedere a interventi più demolitivi con asportazione di entrambe le ovaie, dell'utero, dell'omento, e consolidando il risultato chirurgico con cicli di radioterapia e soprattutto con chemioterapia. I risultati migliori sono stati ottenuti utilizzando combinazioni farmacologiche con cisplatino, adriamicina e ciclofosfamide. Attualmente non si intravedono possibilità di prevenzione soddisfacenti: la diagnosi precoce si basa sui frequenti controlli ginecologici.
 
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:15:01, in Lettera C, visto n. 547 volte)
Tumore benigno di riscontro più frequente nell'ovaio, meno in altri organi (per esempio, pancreas), costituito da cisti con cavità unica o multipla. Si distinguono diversi tipi: quello sieroso ha la più alta probabilità di degenerazione maligna, è più spesso bilaterale (nell'ovaio) e impone un attento controllo postoperatorio. La distinzione tra forme benigne e maligne (cistoadenocarcinomi) è graduale e si possono reperire forme intermedie (cosiddette borderline). I cistomi possono in qualche caso raggiungere notevoli dimensioni senza sintomi particolari. La terapia è chirurgica.
 
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:17:53, in Lettera C, visto n. 537 volte)
Spostamento in basso della vescica. Il cistocele è più frequente nella donna e si associa perlopiù al prolasso uterino (progressiva discesa verso il basso dell'utero) e si presenta come una bozza sporgente all'interno della vagina. Il cistocele si manifesta con disturbi quali esagerata frequenza dello stimolo associata a difficoltà urinarie. Nel maschio, il cistocele può presentarsi come ernia inguinale, più raramente come ernia crurale, otturatoria o perineale (in relazione al punto in cui la parete vescicale si insinua e fa sporgenza). In questi casi il contenuto dell'ernia è rappresentato appunto dalla parete vescicale.
 
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:18:29, in Lettera C, visto n. 446 volte)
Visualizzazione della vescica urinaria all'indagine radiografica. Il mezzo di contrasto radiografico può essere introdotto per via endovenosa o attraverso l'uretra. Nel primo caso (cistografìa da eliminazione) la vescica viene visualizzata nella fase terminale dell'esame urografico (quando cioè il mezzo di contrasto è stato filtrato dal rene e, attraverso gli ureteri, si è accumulato nella vescica). Nel secondo caso (cistografìa retrograda) il mezzo di contrasto viene iniettato attraverso un catetere introdotto dall'esterno nella vescica. La cistografìa è indicata per la diagnosi di calcoli vescicali, neoplasie, malformazioni congenite o dovute a ipertrofia prostatica ecc. È di uso meno frequente in seguito all'introduzione dell'ecografia vescicale.
 
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:16:37, in Lettera C, visto n. 434 volte)
tumore benigno di riscontro più frequente nell'ovaio, meno in altri organi (per esempio, pancreas), costituito da cisti con cavità unica o multipla. Si distinguono diversi tipi: quello sieroso ha la più alta probabilità di degenerazione maligna, è più spesso bilaterale (nell'ovaio) e impone un attento controllo postoperatorio. La distinzione tra forme benigne e maligne (cistoadenocarcinomi) è graduale e si possono reperire forme intermedie (cosiddette borderline). I cistomi possono in qualche caso raggiungere notevoli dimensioni senza sintomi particolari. La terapia è chirurgica.
 
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:19:50, in Lettera C, visto n. 447 volte)
Esame clinico che consente la misurazione della capacità vescicale e della pressione endovescicale.
 
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:20:41, in Lettera C, visto n. 485 volte)
Infezione che coinvolge la vescica, gli ureteri e i bacinetti renali (ossia le vie urinarie che collegano i reni alla vescica). I microrganismi più frequentemente responsabili di cistopielite sono Escherichia coli Proteus, Pseudomonas aeruginosa, stafilococchi e streptococchi. I sintomi sono: febbre che, preceduta da brivido intenso, raggiunge rapidamente i 39-40 °C, per scendere poi bruscamente e ripetersi nei giorni seguenti con le stesse caratteristiche; dolore localizzato alla loggia renale, che s'irradia verso il basso fino alla radice della coscia; frequente stimolo a urinare; presenza di globuli bianchi o di pus nelle urine, che assumono un aspetto torbido. La terapia consiste nel riposo assoluto, nella somministrazione di chemioterapici e antibiotici, e nell'eventuale rimozione delle cause favorenti (stasi urinaria, malformazione delle vie urinarie, calcoli ecc.). La cistopielite è particolarmente frequente durante la gravidanza.
 
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