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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 11:55:31, in Lettera C, visto n. 425 volte)
Presenza di chilo nel sangue.
 
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 11:59:57, in Lettera C, visto n. 415 volte)
Vasi linfatici che si originano dai villi intestinali e che confluiscono nei tronchi linfatici del mesentere: hanno la funzione di trasportare il chilo in un unico tronco linfatico intestinale.
 
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 11:59:23, in Lettera C, visto n. 391 volte)
Sostanza liquida, di colore biancastro e di aspetto lattescente, che circola nei vasi chiliferi dei villi intestinali, radici del sistema linfatico. Il chilo differisce dalla linfa per il minor contenuto di cellule linfocitarie, e per la maggior presenza di lipoproteine (chilomicroni e VLDL), essendo il liquido biologico destinato al trasporto di parte dei grassi assorbiti a livello intestinale.
 
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 11:56:10, in Lettera C, visto n. 424 volte)
Multiplo della caloria corrispondente a 1000 calorie. Unità di misura impiegata nello studio quantitativo dei fenomeni che si accompagnano a produzione e scambio di energia termica, meccanica, chimica (anche quella potenziale degli alimenti), elettrica, ecc.
 
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 11:58:05, in Lettera C, visto n. 419 volte)
Lipoproteine plasmatiche, si presentano sotto forma di minuscole particelle del diametro di 1 µm circa, costituite da trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo e da una fase proteica. I chilomicroni si formano nella mucosa intestinale e vengono successivamente immessi nei vasi linfatici dove danno origine al chilo; passano infine nel sangue al quale conferiscono un aspetto lattiginoso. I chilomicroni vengono demoliti dal cosiddetto fattore chiarificante costituito da un enzima (lipoproteinlipasi) che ha come cofattore l'eparina. In seguito alla loro scissione i trigliceridi vengono allontanati dal sangue e trasferiti nei depositi adiposi.
 
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 12:00:33, in Lettera C, visto n. 494 volte)
Scienza che studia le proprietà, la composizione e la struttura delle sostanze costituenti la materia; si occupa inoltre delle trasformazioni che queste subiscono e delle leggi che le regolano. La chimica è anche stata definita come "la scienza centrale" (in inglese "central science") perché connette le altre scienze naturali, come l'astronomia, la fisica, le scienze dei materiali, la biologia e la geologia.[2][3] Oggetti di studio della chimica sono principalmente: le proprietà dei costituenti della materia (atomi); le proprietà delle entità molecolari, ad esempio (ioni o molecole), costituite da singoli atomi o dalla combinazione di più atomi; le proprietà delle specie chimiche (ciascuna delle quali caratterizzata da una specifica tipologia di entità molecolare e da particolari proprietà che la distinguono dalle altre specie chimiche); le proprietà delle miscele e dei materiali costituiti da una o più specie chimiche. Tale studio della materia non è limitato alle sue proprietà e struttura in un dato istante, ma riguarda anche le sue trasformazioni, dette reazioni chimiche (che comportano la rottura dei legami che tengono uniti gli atomi appartenenti alla stessa entità molecolare e la formazione di nuovi legami per dare origine a nuove entità molecolari).[4] Sono studiati anche gli effetti di tali proprietà e le interazioni tra i componenti della materia su quelle degli oggetti e della materia con cui comunemente abbiamo a che fare, e le relazioni tra di essi, il che determina un'ampia importanza pratica di tali studi. Si tratta quindi di un campo di studi molto vasto, i cui settori sono tradizionalmente suddivisi in base al tipo di materia di cui si occupano o al tipo di studio. La conoscenza della struttura elettronica degli atomi è alla base della chimica convenzionale, mentre la conoscenza della struttura del nucleo atomico e delle sue trasformazioni spontanee ed indotte è alla base della chimica nucleare.
 
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 12:02:03, in Lettera C, visto n. 530 volte)
Prodotto della digestione dei cibi nello stomaco; si tratta di una massa semiliquida, acida, che in piccole quantità passa nel duodeno fino a quando, entro alcune ore dal pasto, lo stomaco si è svuotato. Nell'intestino il chimo acido stimola le secrezioni pancreatiche e il rilascio di bile da parte della cistifellea: questi succhi, alcalini, portano a termine la digestione favorendo l'assorbimento dei nutrienti. Il chimo progredisce nell'intestino tenue più o meno velocemente a seconda della quantità di scorie che contiene; giunto nel colon viene concentrato e dà origine alle feci.
 
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